La finale della AFC Champions League sarà un confronto del tutto inedito, fra due squadre che si contenderanno per la prima volta nella loro storia l’atto finale della massima competizione continentale: da una parte i giapponesi del Kashima Antlers, dall’altra gli iraniani del Persepolis. Due squadre che potevamo considerare due outsider all’inizio della fase a gironi della Champions, ma che hanno saputo eliminare con grande tenacia avversari ben più quotati.

Il Kashima ha avuto la meglio sullo Shanghai Sipg agli ottavi di finale, per poi regolare con facilità il Tianjin Quanjian di Alexandre Pato ed infine, in semifinale, i coreani del Suwon Bluewings del leggendario Dejan Damjanovic. Il Persepolis invece si prende la nomea di ‘ammazza qatariote’ dopo le eliminazioni di avversari ben più quotati come l’Al Duhail e l’Al Sadd di Xavi Hernandez.

Le semifinali di ritorno

Il Persepolis, dopo aver eliminato a sorpresa i qatarioti dell’Al Duhail (che fino ad allora avevano vinto tutte le partite di Champions), hanno la meglio anche sull’Al Sadd (sempre Qatar) del duo di centrocampisti spagnoli Xavi Hernandez e Gabi, e sopratutto di Bounedjah, capocannoniere della manifestazione. Gli iraniani dopo aver vinto a Doha la partita d’andata per 0-1, di fronte ad un tutto esaurito Azmadi Stadium pareggiano per 1-1, conquistando così per la prima volta nella loro storia una finale di AFC Champions League.

Ad aprire le marcature nel primo tempo è proprio l’attaccante dell’Al Sadd, Bounedjah (13mo centro in Champions), che si libera brillantemente della marcatura dei due centrali grazie all’assist di Al Haydos. Il Persepolis, dopo un primo tempo di sofferenza, trova la rete del pareggio e della qualificazione, ad inizio ripresa. L’eroe del giorno è Siamak Nemati, ala offensiva classe 1994 che anticipa i difensori avversari e conclude a rete con grande rapidità battendo così il portiere avversario.

PERSEPOLIS-AL SADD 1-1 (2-1) (48′ Siamak Nemati \ 13′ Bounedjah)

Dopo l’emozionante 3-2 dell’andata con il quale il Kashima Antlers era riuscito a prevalere sul Suwon Bluewings, in Corea assistiamo ad una partita ancora più emozionante, conclusa sul punteggio di 3-3, con continue rimonte ed emozioni a non finire che consegnano ai giapponesi la prima storica qualificazione in finale di AFC Champions League.

Il Kashima Antlers mette la partita subito sui giusti binari con la rete del difensore Shuto Yamamoto su calcio piazzato. Partita che oramai sembra proibitiva per i padroni di casa del Suwon Bluewings, che però nella ripresa, ribaltano completamente la situazione segnando ben tre reti in soli otto minuti: prima i corani Sang Hyeob e Sunjin Jo e infine al 60′ il montenegrino Dejan Damjanovic (al nono centro nella competizione) portano il risultato globale sul 5-4. Pubblico festoso sugli spalti, ma il Kashima Antlers riemerge dal momento di blackout: Daigo Nishi su un azione confusa in area di rigore riporta il risultato globale in parità, mentre all’80’, controllo e tiro in area del brasiliano Serginho che consegna ai Cervi del Giappone il terzo gol e il passaggio in finale.

SUWON BLUEWINGS-KASHIMA ANTLERS 3-3 (52′ Hyeob, 53′ Jo, 60′ Damjanovic \ 25′ Yamamoto, 62′ Nishi, 80′ Serginho)

La finale si disputerà con la consueta formula di andata e ritorno. Il primo round si disputerà in Giappone il 3 novembre, mentre il ritorno, di fronte ad un Azmadi Stadium che sarà tutto esaurito, il 10 di novembre. Proprio il Persepolis, squadra tenace e difensivamente accorta, se riuscirà a tener botta in Giappone potrà approfittare del fattore campo, che sarà determinante.

Le squadre dell’ovest non vincono la AFC Champions League dal 2011, l’ultimo trionfo è stato targato Al Sadd e da quando la competizione continentale è stata riformata nel 2002, nessuna squadra iraniana era riuscita a raggiungere la finale. Il Kashima Antlers proverà a mantenere il titolo in terra nipponica, dato che lo scorso anno, sempre a sorpresa, fu l’Urawa Red Diamonds di Rafael Silva (oggi in Cina al Wuhan Zall) a trionfare in finale sui sauditi dell’Al Hilal.