Questo lunedì si è disputato l’ultimo atto dell’AFC Cup 2019, competizione continentale asiatica, seconda per importanza dietro l’AFC Champions League (e paragonabile, con le dovute distanze, all’europea UEFA Europa League). La gara ha visto affrontarsi l’Al-Ahed FC (Libano) e l’April 25 (Nord Corea), alla loro prima finale fuori i confini nazionali, ed a trionfare è stata la prima, per 1 a 0, dopo una partita quasi a senso unico.

Per la squadra libanese, e per tutto il movimento calcistico nazionale, si tratta di una vittoria di grande importanza, visto che, a differenza della selezione maggiore, che se pur con risultati altalenanti fa comunque ben sperare per il futuro (come dimostrato con la qualificazione all’Asian Cup 2019), la massima divisione locale sembra essere maggiormente in difficoltà.

Una vittoria dal respiro soprattutto economico

La vittoria dell’AFC Cup 2019 ha permesso alla squadra di Beirut di far suo il montepremi maggiore del torneo, di 1,5 milioni di dollari. Cifra bassa considerando le cifre a cui siamo abituati nel calcio europeo, ma che per una squadra libanese può significare molto. Infatti, stando a quanto siamo riusciti a reperire sul web, la Lebanese Football League (la principale competizione calcistica del paese) sembra essere uno dei campionati più poveri dell’intera zona del medio e vicino oriente. Infatti, almeno fino a pochi anni fa, non era previsto nessun montepremi per le squadre iscritte al campionato. E considerata l’attuale condizione economica del paese, ci stupiremmo nell’apprendere che la situazione sia cambiata negli ultimi anni. Ciò vuol dire che le squadre potevano contare (ma probabilmente ancora oggi) praticamente solo sul botteghino delle partite e sui proventi delle sponsorizzazioni. A ciò va poi aggiunta una piccola somma derivante dai diritti tv: circa 300 mila dollari totali, da dividere tra le 12 società.

Quindi possiamo ben comprendere come l’AFC Cup sia un’opportunità importante per una squadra come l’Al-Ahed, in quanto per ogni incontro disputato ha potuto contare su un introito certo di 40 mila dollari (elargiti dall’AFC come sussidio di viaggio), per poi arrivare ai 100 mila dollari con la vittoria della fase finale della propria zona geografica, fino a raggiungere l’ultimo montepremi con la conquista della finale (per un totale di 2,04 milioni di dollari). Inoltre, la competizione continentale, a cui riconosciamo tanti difetti (ne abbiamo parlato in più occasioni, prima riguardo la fase finale dell’AFC Cup 2019, qui; poi nella proposta di un nuovo formato delle competizioni per club dell’AFC, qui), può essere però un’ottima opportunità di vetrina per squadre e calciatori, verso soprattutto (considerando la posizione del Libano) i vicini campionati di maggior qualità e liquidità, come quelli di Iraq, Giordania, Bahrain e Kuwait.

Alla scoperta del club

La storia dell’Al-Ahed FC nasce ben 55 anni fa, ma solo dalla metà degli anni 90’ la squadra gareggia con regolarità nella massima divisione. E dopo dieci anni di rodaggio nel 2008, con l’avvento della presidenza di Tamim Sleiman, l’Al-Ahed conquista il suo primo titolo nazionale, stabilizzandosi ai vertici del calcio locale, e riuscendo a vincere ad oggi ben 24 trofei in soli undici anni (compresi 7 campionati).

Grazie a questi successi, il club sta accogliendo sempre più fan tra le proprie fila, provenienti in particolare dalla comunità sciita di Beirut. Infatti, non a caso, è praticamente certo il legame tra il club e il partito politico (a cui appartiene un’attiva ala paramilitare) sciita Hezbollah, che si distingue per essere favorevole all’influenza siriana nello stato libanese, ed essersi espressamente dichiarato contro lo Stato di Israele. Il partito è ormai dai più di un decennio nel parlamento nazionale, e vede il suo consenso e la sua influenza crescere. È inutile dire quanto sia importante l’Al-Ahed FC come mezzo con il quale l’Hezbollah può allargare il suo consenso.

I punti di forza della squadra

Tra le maggiori qualità della squadra c’è senza dubbio il reparto difensivo, capace di subire solo 9 gol (in 22 gare) nella passata stagione, e finendo l’AFC Cup da imbattuta, riuscendo a mantenere la rete inviolata per le ultime 5 partite della competizione.

Tra i principali difensori troviamo: Mehdi Khalil (1991), primo portiere della nazionale libanese con un passato in Europa al Djurgardens (in Svezia), Husein Zein (1994), giovane terzino che sta entrando nel giro della selezione maggiore, e il siriano Ahamad Al Salih (1990), stabile anch’esso in nazionale. A centrocampo segnaliamo il centrale ghanese Issah Yakubu (1992), a segno nella finale di lunedì, e il ventiduenne centrocampista avanzato Hussein Monzer, che si sta ritagliando spazio come titolare. In attacco, invece, l’elemento più valido sembra essere il neoacquisto, il tunisino Ahmed Akaichi, che lo scorso anno disputava il campionato saudita con l’Al-Ettifaq.

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