Un paio di settimane fa vi avevo raccontato della bella esperienza allo Stadio dei lavoratori a Pechino assieme ai supportes del Beijing Guoan, la Royal Army, a cui seguì, sempre con loro, una serata fra concerti punk allo School Live Bar. Il 14 aprile sono tornato allo stadio, ma al Fengtai, per assistere al match casalingo del Beijing Renhe, l’altra squadra della capitale. Se l’ambiente che ho vissuto alla partita del Guoan è stato entusiasmante, quello nello stadio del Renhe è il suo completo opposto, probabilmente il peggior della Chinese Super League.

Già nell’agosto del 2016 ero stato al Fengtai Stadium in un paio di occasioni, l’anno in cui il Beijing Renhe si era insidiato nella capitale, trasferendosi dalla provincia sud occidentale del Guizhou (leggi qui per approfondire). All’epoca il club militava nella China League One (seconda serie) e trovai un ambiente completamente privo di passione: in uno stadio da 40mila posti vi erano appena duemila persone ad assistere alla partita e fuori dalla struttura non avevo individuato nessun simbolo della squadra, ne bancarelle dove prendere da bere o mangiare.

Dopotutto quello era il loro primo anno nella capitale, il Beijing Renhe necessitava di costruisi una fan base ed espandersi in un contesto che è dominato prevalentemente dal Guoan, che ha sempre rappresentato l’anima calcistica della città.

Qualche giorno fa sono tornato al Fengtai per il match contro il Guizhou Hengfeng per la sesta giornata di Chinese Super League e mi sono ritrovato di fronte sempre ad un ambiente assolutamente deprimente. Fuori dallo stadio non vi sono ancora simboli del Beijing Renhe e abbiamo, a fatica, trovato solo una bancarella che vendeva bibite e pop corn, nulla invece per acquistare magliette o gadget del club, al contrario i quello che avviene nei pressi del Worker’s Stadium.

In due anni il numero di spettatori non è minimamente aumentato nonostante il salto di categoria… anzi… forse si è ulteriormente ridotto dato che sugli spalti quel giorno eravamo appena in 1600. Numeri imbarazzanti e un contesto assolutamente dilettantistico per una squadra della Chinese Super League, la quale, anche per il suo background (ha cambiato quattro città nel corso della sua storia), rappresenta il peggior esempio di gestione di un club. Posso affermare con certezza che, in proporzione, l’ambiente del Fermignano Calcio (seconda categoria), la squadra del paesino del quale sono oiginario, è organizzato meglio.

Anche lo spttacolo che si è visto in campo è stato molto brutto: alla fine il Beijing Renhe ha vinto per 2-1 con gol dell’equadoregno Ayovi (convalidato dal Var), ma in tutto il corso della partita non ricordo una singola bella giocata. I novanta minuti hanno visto le due squadre fronteggiarsi su ritmi lentissimi, senza alcuna intensità o dinamismo in campo. Mi sembrava che mancassero proprio concetti base del calcio come le sovrapposizioni dei terzini e i movimenti senza palla dei centrocampisti per inserirsi.

Perlomeno è stato divertente aver assistito alla partita nel settore dei tifosi del Guizhou Hengfeng, circa un centinaio, i quali hanno attravsato il paese con oltre 2.100 chilometri di volo per assistere  la loro squadra. Anche in questo caso però non vi è proprio paragone con i suppoters della Royal Army del Beijing Guoan, che mi hanno trasmesso grande passione in un ambiente molto caldo.

Un paio di cose in particolar modo mi hanno stupito in negativo: quando i i tifosi del Guizhou facevano un coro per il loro giocatore, non intonavano il suo nome, bensì il numero di maglia (Ad esempio: ‘Hao ShiSan! Hao Shi San! ovvero… Numero 30! Numero 30!). La seconda è data dal fatto che fino a tre anni fa, i tifosi dell’Hengfeng tifavano per il Renhe, che era la prima squadra di Guiyang prima del trasferimento a Pechino. Nonostante tutto, dagli spalti non vi sono stati cori o manifestazioni di disappunto verso la società che ha abbandonato la propria tifoseria per ragioni di business..

Magari, oltre ad un interscambio per calciatori e allenatori, vi sarebbe bisogno anche di cooperazione bilaterale per migliorare i gruppi ultras.