Dopo una prima smobilitazione degli investimenti cinesi nei club di calcio, in questo 2018 arriva un’altra grande defezione, che riguarda la liquidazione dell’agenzia per i diritti TV MP & Silva, famosa per il pubblico italiano in quanto responsabile, negli anni scorsi, della vendita dei diritti tv della Serie A all’estero. Nella primavera del 2016, la compagnia di Riccardo Silva era stata acquistata per il 65% delle quote dalla joint venture composta dalle compagnie cinesi Boafeng ed Everbright.

L’agenzia MP & Silva è stata liquidata dalla High Court of Justice del Regno Unito. Una petizione per sciogliere MP & Silva – portata dalla Federazione francese di tennis (FFT), con la quale aveva un debito da 5 milioni di sterline, – è stata ascoltata il 10 ottobre e aggiornata al 17 ottobre. L’agenzia sarà ora sciolta e il suo patrimonio  distribuiti ai creditori.

Leggi anche: La smobilitazione degli investimenti cinesi nel calcio europeo

La petizione FFT aveva due creditori a sostegno: Jochen Lösch, ex amministratore delegato di MP & Silva; e la società di servizi professionali Grant Thornton. Lösch era presente in tribunale al momento della sentenza, mentre non si sono fatti vedere i rappresentanti di MP & Silva o dei suoi proprietari.

Nel 2011, MP & Silva aveva raggiunto con la FFT un accordo per distribuire i diritti mediatici del Roland Garros, in Europa, per 5 milioni di sterline all’anno, cifra che non è stata pagata quest’anno. L’accordo fra lnparti era stato esteso addirittura fino al 2021.

MP & Silva non era inadempiente solamente nei confronti della FFT: come riportato da sportbusiness.com vi erano dei ritardi nei pagamenti anche nei diritti della Premier League e della European Handball Federation. Secondo quanto riportato invece da sportsmedia lo scorso luglio, MP & Silva sarebbe insolvente anche nei confronti della Serie A: l’agenzia di Riccardo e dei cinesi si era aggiudicata i diritti esteri del campionato italiano nel triennio 2015-2018, per 186 milioni di euro, ma ancora la Lega starebbe aspettando il pagamento dell’ultima quota, fissata a 38 milioni di euro.

Dopo la cessione di 4 club cinsi in questo 2018, gli investimenti del dragone iniziano a perdere colpi anche nel settore dei media, dove comunque gli investitori orientali continuano a esercitare una certa influenza dato che Infront, dal 2015, è di proprietà del conglomerato cinese Dalian Wanda di Wang Jianling, quinto uomo più ricco della Cina