I Sauditi dell’Al-Hilal si aggiudicano meritatamente, il primo Round, dell’attesissima Finale di Asian Champions League. La rosa allenata dal rumeno Răzvan Lucescu, che nel Pre-partita aveva descritto la sfida come un’autentica “ossessione” per i suoi ragazzi, oltre a mostrare ancora una volta l’illimitato potenziale offensivo dimostra di essere in grado di gestire l’enorme pressione delle ultime settimane (l’Al-Hilal detiene il record per il maggior numero di Finali perse di ACL).

L’Urawa Red Diamonds non rispetta in nessuna maniera le attese, risultando per lunghi tratti della partita letteralmente inerme ed in balia degli avversari. I Giapponesi devono ringraziare la buona sorte e i miracoli di Fukushima (che con un’uscita a vuoto però regalerà il gol vittoria al Peruviano Carrillo) per essere riusciti ad evitare uno score più pesante.

L’atmosfera a Riyadh è elettrica già qualche ora prima dell’inizio del match: la “Blue Wave” è impressionante e per certi versi intimidatoria, una delle chiavi della cavalcata trionfale dei Sauditi. La rosa di Lucescu “mette in campo” fin dai primissimi minuti di gioco grandissima intensità resa efficace da una linea di difesa altissima ma perfettamente organizzata. Le occasioni fioccano già nella prima frazione: Giovinco e Gomis, su tutti, sprecano diverse opportunità per indirizzare fortemente la sfida; da segnalare un Haruki Fukushima in grande spolvero che riusce a tenere in partita i suoi per la prima ora di gioco.

Al minuto ’60 infatti proprio su una clamorosa disattenzione dell’estremo difensore nipponico arriva il vantaggio dell’Al Hilal firmato da André Carrillo, quella del Peruviano è una storia che merita di essere raccontata… Il classe ’91, dopo una parentesi non particolarmente felice in Premier League, ha deciso di scegliere l’Arabia Saudita per provare a rilanciare la propria carriera. Le critiche piovute addosso oltre a non averlo demoralizzato hanno ulteriormente motivato il “Cobra” divenuto indispensabile per le gerarchie offensive degli Al-Zaʿīm.

In maniera decisamente poco intelligente, andando tra l’altro contro gli interessi della sua Nazionale, il Commissario Tecnico Peruviano Ricardo Gareca aveva pubblicamente criticato Carrillo per la scelta presa, segnando un clamoroso autogol, non solo per tempismo, ma anche per ottusità della dichiarazione. Sarebbe curioso ascoltare ora un suo parere dopo che il Cobra, tra l’altro dopo mesi di altissimo livello,  ha regalato ai suoi una notte da padroni dell’intero macrocosmo Asiatico.

Gli ultimi 30′ di gioco sono Accademia per l’Al Hilal: la squadra di Lucescu preferisce non sbilanciarsi e controllare la palla per quanto possibile, riuscendo ugualmente a sfiorare il 2-0 che avrebbe definitivamente condannato l’Urawa (che conclude la sfida con un singolo tiro nello specchio della porta) alla sconfitta.

Appuntamento in Giappone fra 2 settimane esatte, guai perdersi il ritorno che rimane ovviamente aperto a qualsiasi risultato.

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