Con la fine dell’Asian Cup 2019 vinta meritatamente dal giovane Qatar, stiliamo una TOPXI dei migliori talenti U23 visti in questo torneo che ci auguriamo di veder militare in tornei maggiormente prestigiosi. La rappresentativa nazionale che annovera più talenti sono i campioni del Qatar, con il difensore Bassam Al Rawi e la coppia d’attacco composta da Ali Almoez e Akram Afif che sono stati determinanti per la vittoria finale. Alcuni giocatori si sono trasferiti nel corso del torneo, come il mediano della Corea del Sud Hwang Im Beom, passato sorprendentemente in MLS e il difensore Kim Min Jae, che si è diretto in Cina. Del nostro undici ideale solamente il giordano Al Taamari (Apoel Nicosia) ed i giapponesi Tomiyasu e Ritsu Doan militano già in Europa, rispettivamente in Belgio e Olanda.

Ecco la nostra formazione ideale schierata in un 3-3-4

Portiere: Kutman (Kyr)
Difensori: Bassam Al Rawi (Qat), Tomiyasu (Jpn), Kim Min Jae (Kor)
Centrocampisti: Hwang Im Beom (Kor), Al Taamari (Jor), Shukorov (Uzb)
Esterni: Ritsu Doan (Jpn), Akram Afif (Qat)
Attaccanti: Almoez Ali (Qat), Mohanad (Iraq)

KUTMAN KADYRBEKOV (KIGHIZISTAN-Dordoi Bishkek)

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In questa competizione non vi è stato molto spazio per portieri U23, con i vari selezionatori che hanno preferito giocatori più esperti. Il 21enne portiere del Kirghizistan esordisce nella seconda partita del girone contro la Corea del Sud dopo che Pavel aveva compiuto una prestazione disastrosa contro la Cina. Kutman ha dimostrato delle discrete qualità mettendosi ben in mostra contro Corea e Filippine, mentre negli ottavi di finale, i suoi interventi sono abbastanza rivedibili contro gli Emirati Arabi Uniti. Vi è ancora molto tempo per poter migliorare e magari tentare un’avventura in una lega asiatica maggiormente competitiva.

BASSAM AL RAWI (QATAR-AL DUHAIL)

Solo una parola per definire il difensore classe 1997: ha praticamente annullato la star del Tottenham Son Hueng Min, dimostrando qualità assolutamente fuori dal comune. Solo abile in ambito difensivo? Assolutamente no. Bassam Al Rawi ha deciso le partite contro Libano ed Iraq su calcio di punizione tirando a giro, con traiettorie imparabili per i portieri. Ha già militato in Europa in stage formativi nelle seconde squadre di Celta Vigo e Kas Eupen, ma è già pronto per tornare nel vecchio Continente per giocare ad alti livelli.

TAKHEIRO TOMIYASU (GIAPPONE-VV Sint Truiden)

Nonostante sia solamente un classe 1998, ha dato dimostrazione in questa competizione di poter giocare benissimo a fianco del veterano Yoshida e di essere un punto fermo nello scacchiere di Moriyasu. 188 centimetri, Tomiyasu è fisicamente dominante sul gioco aereo, grazie ad un colpo di testa decide la sfida contro l’Arabia Saudita. Da un anno milita nel campionato belga, dove si è preso un posto da titolare nel VV Sint Truiden, ma le sue capacità sono decisamente migliori rispetto al campionato belga.

KIM MIN JAE (COREA DEL SUD-Jeonbuk\Beijing Guoan)

Il roccioso difensore del Team Bento non ha solamente dimostrato di essere uno dei migliori giovani, ma anche uno dei Top Player d’Asia e dal futuro praticamente assicurato ad alti livelli. L’ex Jeonbuk è un difensore roccioso, un metro e novanta di muscoli, molto diligente, devastante nel gioco aereo e sui colpi di testa. Caratteristiche che gli sono valsi due gol segnati entrambi su calcio d’angolo. Kim Min Jae aveva ricevuto un’offerta per trasferirsi in Inghilterra con il Watford, ma ha deciso di rimanere in Asia e approdare in Chinese Super League al Beijing Guoan.

HWANG BEOM (COREA DEL SUD-Daegon\Vancouver Whitecaps)

Con l’infortunio di Kyu Seung del Newcastle, Paulo Bento ha deciso di mandare nella mischia il giovane 22enne Hwang Il Beom, che ha risposto presente con prove di grande qualità. La manovra dei Taegaku Warriors passava per i piedi del giovane centrocampista, molto rapido nel pensiero, nell’effettuare cambi di gioco per gli esterni e anche di cercare la verticalità quando ve ne è l’opportunità. Hwang inoltre è anche dotato di un buon tiro dalla lunga distanza che lo ha portato spesso vicino al gol. Incredibilmente però, il talento coreano si è trasferito in MLS per vestire la maglia dei Vancouver Whitecaps, preferendo al Canada le avances mostrate dai club di Bundesliga.

MUSA AL TAAMARI (GIORDANIA-Apoel Nicosia)

La squadra araba è stata la grande sorpresa della fase a gironi battendo le più quotate Australia e Siria ed il protagonista assoluto è stato il 21enne fantasista Musa Al Taamari che ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie grazie ad una tecnica sopraffina. Grande prestazione contro i Socceroos, mentre contro la Siria ha segnato il suo unico gol nella manifestazione e servito un assist da calcio d’angolo. Al Taamari gioca già a in Europa, nel campionato cipriota dove ha messo a segno ben 7 gol in 11 presenze, inoltre quest’anno ha disputato anche l’Europa League nella fase preliminare.

OTABEK SHUKOROV (UZBEKISTAN-Al Sharjah)

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Classe 1996, in questo torneo ha dimostrato di essere il faro creativo della nazionale di Hector Cuper: grande visione di gioco, rapidità di esecuzione e capacità di trovare verticalizzazioni spesso interessanti come mostrato sopratutto nella spettacolare partita giocata contro il Turkmenistan vinta per 4-0. Otabek Shukorov si è dapprima messo in mostra in patria ed ora sta dando spettacolo negli Emirati Arabi Uniti con la maglia dell’Al Sharjah, club che guida il campionato locale. Ma il talento è evidente e le possibilità per far bene anche al di fuori dell’Asia ci son tutte.

RITSU DOAN (GIAPPONE-Groningen)

Il classe 1998 dei Blue Samurai era uno dei talenti più attesi di questa Asian Cup, il quale a sprazzi, ha dato prova di tutto il suo potenziale risultando decisivo in diverse occasioni segnando due reti, una bellissima contro il Turkmenistan ai gironi ed una su rigore (che egli stesso si è procurato) contro il Vietnam. Il talento di Ritu Doan non ha brillato al massimo dato alcune scelte tattiche rivedibili di Moriyasu che lo hanno visto impiegare il giovane del Groningen in posizioni non congeniali alle sue capacità. Rimane comunque un giovanissimo con ampi margini di miglioramento, il quale in Europa sta ben figurando in Eredivisie e possiamo aspettarci grandi cose per il futuro.

AKRAM AFIF (QATAR-Villareal\Al Sadd)

Giocatore di una classe sopraffina, in grado di muoversi sul velluto come nessun altro ha fatto in questo torneo. Il classe 1996 in forza all’Al Saad rimarrà in patria fino a giugno per poi tornare al suo club proprietario, il Villareal, per una seconda esperienza europea che lo potrebbe vedere protagonista nuovamente. Akram Afif ha esibito dei numeri pazzeschi in questa manifestazione servendo dieci assist per i compagni e facendo segnare il record di passaggi decisivi in una singola manifestazione. In finale contro il Giappone ha messo a referto due assist e segnato il rigore del definitivo 3-1

ALMOEZ ALI (QATAR-Al Duhail)

Jose Mourinho a BeIn Sporta ha detto che l’attaccante del Qatar, classe 1996, è pronto per un salto in una squadra europea di livello. E come dargli torto? Almoez Ali non è solamente l’MVP di questa formazione, ma dell’intera manifestazione: a soli 23 anni ha segnato 9 gol nel torneo battendo il record di reti in una singola edizione che apparteneva all’iraniano Ali Daei. Oltre ad un fisico imponenti combina una rapidità d’esecuzione ed una tecnica che sono assolutamente letali a questi livelli (vedi il gol in rovesciata in finale al Giappone). Giocatore nettamente di un’altra categoria pronto a prendersi la gloria Mondiale nel vecchio continente.

MOHANAD ALI (IRAQ-Al Shorta FC)

A soli diciotto anni Mohanad Ali si è già conquistato la maglia da titolare della nazionale irachena, dimostrando di essere già pronto per giocare a questi livelli grazie ad una rapidità ed una tecnica davvero strabilianti per la sua giovane età. Due i gol segnati in questa manifestazione, entrambi nella fase a gironi contro Yemen e Vietnam. Su di lui si è fatto vivo l’interesse di alcuni club italiani quali Cagliari e Juventus. Siamo sicuri del fatto che il calciatore ha un futuro assicurato di fronte a se.