Ogni volta la nazionale cinese di calcio fa ben sperare, ogni volta potrebbe essere quella buona per la svolta definitiva… ma invece veniamo puntualmente smentiti. Anche agli Asian Games 2018 che si stanno svolgendo questi giorni in Indonesia la storia si è ripetuta: dopo una perfetta fase a gironi conclusa a punteggio pieno, la Cina allenata da Massimiliano Maddaloni viene umiliata dall’Arabia Saudita agli ottavi di finale.

Prima l’illusione…

La Cina, inserita nel Gruppo C, aveva destato ottime impressioni contro delle avversarie, a dirla tutta, non propriamente irresistibili. L’esordio è stato un tennistico 6-0 contro il piccolo Timor Leste, risultato dovuto visto lo scarso valore degli avversari. Il vero test è stato quello con la Siria, nazione con la quale nell’Asian Cup U23 del 2016 svoltasi in Qatar, la Cina aveva rimediato una brutta sconfitta ai gironi. Questa volta però è stato il Team Dragon a prevalere per 3-0.

A qualificazione già acquisita, i ragazzi di Massimiliano Maddaloni non si sono fatti scappare l’occasione di concludere il girone a punteggio pieno battendo in rimonta gli Emirati Arabi Uniti -con le reti di Wei Shihao e di Yao Junsheng, quest’ultimo autore di uno splendido gol da centrocampo-, a dimostrazione del fatto di aver acquisito anche una certa forza mentale, che è sempre stata la lacuna di questa nazionale.

… poi il ritorno alla realtà

L’esperienza di Deng Hanweng, titolare nel Guangzhou Evergrande e nella Nazionale maggiore, il talento cristallino a centrocampo di Yao Junsheng, classe 1995 in forza allo Shandong Luneng (e titolare negli schemi di Li Xuepeng), l’ordine e la concretezza di He Chao, mediano dello Changchun Yatai; e davanti l’eterna promessa Yuning Zhang, tornato in Olanda per vestire la maglia dell’Ado Den Haag, supportato dai velocisti Wei Shihao (Beijing Guoan) e Huang Zichang (Jiangsu Suning).

Insomma, una squadra composta da giocatori di buone prospettive, titolari nelle rispettive squadre. Eppure, nonostante le ottime premesse, agli ottavi di finale il blackout. L’Arabia Saudita domina la partita segnando quattro reti con tripletta di Haroune Camara, attaccante classe 1998 dell’Al Qadisya. Sotto per 4-0, la Cina si sveglia solo negli ultimi 10 minuti segnando tre reti con Yao Junsheng, Huang Zichang e Wei Shihao, quest’ultimo al 95′.

La solita storia

Nonostante tutte le politiche federali che incentivano (obbligano) l’utilizzo di giocatori U23, la Nazionale di categoria ha sempre miseramente fallito. Nel 2016 nella Coppa d’Asia di categoria la Cina è stata eliminata alla fase a gironi collezionando tre sconfitte in altrettante partite. Anche quest’anno, per i ragazzi di Maddaloni non è stato diverso il risultato: nell’Asian CupU23 disputata addirittura in casa (e vinta dall’Uzbekistan) la Cina è uscita ai gironi dopo le sconfitte con Uzbekistan e Qatar.

Nonostante le speranze e il maggior minutaggio riservato ai giocatori U23 in Chinese Super League, i risultati non arrivano mai. Quello cinese inoltre è il calcio delle mancate promesse, con giovani pronti ad esplodere per poi eclissarsi nel giro di un paio di stagioni. Se questo è il futuro della Nazionale, prepariamoci per un altro decennio (almeno) di grandi delusioni.