Nella lontanissima Shanghai, dall’altra parte del mondo, la passione per il calcio italiano e la Juventus è ancora molto forte nonostante la lontananza. Lo scorso anno nella New York d’oriente è nato il primo fan club ufficiale della Vecchia Signora. Abbiamo intervistato i due fondatori, Natalino Ambra, Executive Chef al ristorante italiano Va Bene & Glass House e Davide Fassari, Marketing Manager all’MVP Asia

Come siete arrivati in Cina?

Natalino:  Nel 2010 dall’Italia andai a Dubai dove rimasi per due anni. Ad un certo punto sentii la necessità di cambiare aria nonostante fosse una bellissima città, oltre ad aver vissuto una grande esperienza. Pensai dunque alla Cina, dato che si parlava molto bene di Shanghai e le innumerevoli opportunità nel settore del food and beverage e nei mercati in generale. Per cui mi dissi di provare, ed arrivai nel momento giusto così come a Dubai  per potermi inserire nel mercato

Davide: Io sono dieci anni che sto fuori dall’Italia, sette in Belgio, tre a Shanghai. In Belgio ho lavorato per l’organizzazione di eventi per il parlamento europeo ed agenzie di commissione e servizi. Qua lavoro per una società di eventi night life e corporate. Sono arrivato tre anni fa, Natalino è stata la prima persona che ho conosciuto e quella stessa sera abbiamo guardato una partita della Juve assieme. Il suggerimento della Cina è venuto da mia cugina che lei è qua da più di me e da diverso tempo mi invitava a provare un’esperienza di lavoro. Così ho lasciato Bruxelles per Shanghai.

Mi incuriosisce il discorso del cibo: di solito si parla sempre di quella che è la cucina cinese per noi italiani, ma i cinesi che cibo preferiscono al Va Bene & Glass House?

Natalino: Quando arrivai sei anni fa i cinesi conoscevano pasta e pizza, le classiche cose: carbonara, bolognese e pizza margherita, salami prosciutti ecc.. Negli ultimi anni essendo cresciuta l’economia, i cinesi hanno sempre maggiori possibilità di viaggiare, andare in Italia e capire quello che è veramente la nostra cucina e tutto quello che gli sta intorno,  provando anche ristoranti di alto livello. I cinesi hanno cominciato ad interessarsi molto dei ristoranti italiani che vi sono a Shanghai e si informano su quali sono i migliori per cercare di rivivere quelle esperienze culinarie provate in Italia. Ora i cinesi sono molto acculturati in fatto di cibo, capiscono il tartufo, la differenza fra un San Daniele o un Parma, la conoscenza è aumentata negli ultimi tre anni

A cucinare italiano come se la cavano?

Natalino: Devo essere onesto, hanno una percentuale di apprendimento molto alta. Non essendo nelle loro cultura, mangiano italiano due-tre volte al mese, ma tu gli fai vedere un paio di volte come si cucina e loro poi sanno replicarlo molto bene, non al 100% ma ci andiamo molto vicino

Come è nato il progetto dello Juventus Club a Shanghai?

Natalino: Davide è arrivato a Shanghai tre anni fa, era il periodo della semifinale di andata con il Real Madrid. Quando ci incontrammo per la prima volta seppi da sua cugina che lui era juventio, così al cocktail di benvenuto gli dissi “Dai, poi Davide lo lasci a me e lo portiamo a vedere la partita”. Eravamo in tre a vedere quel match alla quattro del mattino, ma da li è nato tutto.

Davide: Abbiamo inizialmente creato un gruppo di Chat di cinque persone e poi durante la finale contro il Barcellona eravamo già più di ottanta persone, così abbiamo pensato di far diventare i nostri raduni qualcosa di più serio.

Natalino:  La scorsa stagione agli ottavi di finale, dopo la doppia partita contro il Porto in Champions League ci siamo detti che era giunto il momento di tentare un passo successivo, anche se non è stato facile arrivare alla Juventus e all’ufficio marketing e club worldwide. Quest’estate siamo riusciti ad ottenere informazioni e abbiamo registrato il club all’ufficio di Shanghai perché in Cina non è possibile fare un’associazione senza scopo di lucro, e la sede ufficiale per questo non potevamo che metterla al consolato. Ora siamo arrivati a 36 iscritti ufficiali, la fine delle iscrizioni è fissata a fine gennaio. Ma già dopo solo quattro mesi dalla nostra nascita siamo stati inseriti nel filmato ufficiale dei 120 anni della Juventus

Recentemente a Shanghai, nella sede della Mailman Group, si è tenuto un evento ufficiale della Juventus con Trezeguet, voi eravate presenti, che tipo i esperienza è stata?

Natalino: Eravamo presenti all’evento ufficiale della Juventus con David Trezeguet, quando sono state presentate le App da lanciare sul mercato cinese, ovvero Juventus.cn e quella per la realtà virtuale. Gli abbiamo personalizzato la maglia con il logo del nostro fan club.

Davide: L’app Juventus.cn è destinata ad un mercato cinese, ma bisogna pensare che vi sono molte persone che il cinese non lo capiscono, quindi una versione bilingue (cinese inglese), non sarebbe male. La realtà virtuale non l’abbiamo provata, era perlopiù una dimostrazione

Natalino: Con la VR la Juventus ti fa vedere i momenti salienti della partita come se tu fossi allo stadio attraverso delle telecamere nell’impianto si può selezionare di essere sulla tribuna laterale oppure nella curva. Inoltre abbiamo visto che vi è anche l’opportunità di seguire i giocatori nel tunnel degli spogliatoi fino al loro ingresso in campo. L’evento nel complesso è stato molto carino, dal vivo eravamo circa una trentina ad assistere, ma hanno fatto un buon lavoro sulle piattaforme online cinesi per trasmettere online la presentazione ed è stato organizzato bene. Trezeguet è stato molto disponibile per foto e autografi, ci possiamo dire molto soddisfatti

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, persone in piedi

A vedere Trezeguet che fa l’ambasciatore della Juventus, Abidal quello della Liga spagnola… mi vien da pensare… ma Totti che fa alla Roma?

Davide: E’ un po’ strano, ma credo che la Roma non sia interessata al mercato cinese, penso che stiano puntando maggiormente verso il mercato americano che è il paese di provenienza di Pallotta. Invece la Juve è molto interessata al mercato cinese ed è la squadra che si sta muovendo maggiormente assieme a Milan e Inter, anche se qua la concorrenza è molto alta. Leggevo che il Bayern Monaco è la squadra più tifata in Cina con molti tifosi sui social e da questo mercato trae importanti ricavi. Sopratutto la Bundesliga è un mercato molto vivo in Cina rispetto la Serie A che non va

Natalino:  La Serie A solo i big match vanno per la maggiore in Cina, ma gli orari non sono proprio comodi, Juve Roma ad esempio era trasmessa qua alle quattro di notte

Quello stesso giorno infatti si è giocato Real Madrid-Barcellona alle 13:00 spagnole e qua a Shanghai hanno creato un bell’evento nell’ufficio di rappresentanza della Liga con conferenze stampa e la proiezione della partita in un parco adiacente

Natalino: Si è vero il Clasico era trasmesso qua circa alle otto di sera e quella zona era strapiena di gente, spagnoli e cinesi assieme.

Davide: A tal proposito da qual che ho saputo il prossimo derby di Torino si giocherà alla mezza, leggevo inoltre che dal prossimo anno la Lega di Serie A ha deciso di adottare degli orari maggiormente amichevoli per il mercato orientale, come è stato fatto lo scorso anno con Milan-Inter giocata alla mezza il sabato di pasqua

Il problema principale comunque è anche sui social: la Lega di Serie A non è presente su weibo e le squadre italiane non hanno molti followers

Davide: E’ molto problematica la situazione. Dalla Germania hanno saputo affrontare tutte le difficoltà con successo relative ai social network cinesi, in particolar modo Sina Weibo e We Chat e a creare un’importante fan base. In Italia non sanno ancora cosa sia We Chat. Anche alla Juve abbiamo chiesto un po’ di supporto tramite wechat per farci conoscere in Cina, attualmente ci sono tre fan club ufficiali bianconeri nel paese, il nostro a Shanghai, uno a Guangzhou e l’altro a Pechino. Attraverso la creazione di contenuti vi può essere pubblicità per entrambe le parti, ma molti cinesi ad esempio non sanno dell’esistenza di questi fan club che possono portarlo ad avvicinarsi al mondo Juve. Te pensa che un anno fa su Sina Weibo il Chievo Verona aveva più follower della Juventus. Il club è ben radicato in Italia e in Europa, ma per quanto riguarda la Cina…. Sono ancora indietro.

Natalino:  Wechat è il miglior social network al mondo, raccoglie il meglio di facebook e di instagram, puoi anche pagare al ristorante con wechat o fare acquisti con il conto o la carta che gli associ. Mancano solo le stories live che le inseriranno fra un pò di tempo

Davide: Se fai un analisi suo social media cinesi vedrai ad esempio che qua in Cina abbiamo social network che corrispondono a quelli occidentali, qua c’è wechat e sina weibo (anche se questo non è più tanto usato) al posto di facebook e twitter, qua c’è youku al posto di youtube… quindi è molto importante trovare la giusta strategia per poter far breccia nel mondo social cinese

Qual è la composizione dei membri del fan club? Siete solo italiani o ci sono anche cinesi?

Davide: All’inizio eravamo solo italiani, poi gradualmente si sono aggiunti anche cinesi che parlavano italiano, dato che avevano vissuto la, ed ora recentemente anche cinesi di Shanghai. Piano piano stiamo crescendo.

Seguite anche il calcio locale?

Natalino: Si lo seguo perche i ragazzi con cui lavoro sono appassionati. Al ristorante ci sono molti clienti delle due squadre Oscar, Tevez, Villas Boas, prima ancora Eirksson… I manager dello Shanghai Sipg stanno tutti nei palazzi qua dietro al ristorante. E’ molto bella l’atmosfera nella settimana che precede il derby, il calcio è in crescita così come la passione dei tifosi

Davide: Qua a livello giovanile manca ancora un pò di metodo, ma è naturale manca ancora la cultura, è come se noi in Italia facciamo una riforma sull’hockey su ghiaccio. Qua sono tutti patiti di basket ed NBA, ci sono tantissimi campetti da basket nelle scuole e nelle strade

Natalino:  Per quello che ho percepito qua per me il calcio è ancora alla quarta posizione come sport a livello nazionale. Al primo posto per l’appunto metterei il basket, al secondo il nuoto, al terzo le Olimpiadi inteso come evento internazionale da seguire. Poi i soldi hanno fatto diventare il calcio lo sport numero uno, ma l’impressione che ho è un’altra.

Davide: Infatti qua si stanno lamentando tutti di Tevez, che è stato uno dei peggiori giocatori del campionato. Qua i giocatori non hanno stimoli, li riempiono di soldi. Ti devi calare anche in un’altra situazione quando ci si allena, nel senso che non è bellissimo, c’è molto inquinamento, lo vedo anche io quando vado a correre.

Natalino: Un conto è allenarsi a Vinovo e vedere il cielo blu, ma qua a Shanghai spesso c’è cielo grigio e nuvoloso, anche se non dipende sempre dall’inquinamento. Le giornate belle ci sono, ma non sono molto frequenti. Anche dentro una partita… vedo Hulk che vuole cambiare il corso del match, tirare due spallate e mettere la palla all’incrocio. Ma nella maggior parte del tempo lui passeggia in campo ed è amorfo… cosa gli passa per la testa nessuno lo sa

Davide: stessa cosa per Oscar, anche se non ha fatto una bella stagione, lui è uno che vedo spesso fare la bella vita notturna.

Qual è la situazione dei fan club della Juventus in Asia e quali sono i vostri propositi futuri?

Davide: In tutta l’Asia ce ne sono otto, il più grande è in Indonesia, se controllate nella sezione Asia del sito della Juve vedete noi abbiamo l’unico con il board tutto italiano

Natalino: Non siamo tantissimi ancora nel club perché è difficile far iscrivere la gente, molti qua sono di passaggio, magari per business trip per soli sei mesi e allora non si iscrivono. Alla fine sono trenta euro, ma magari preferiscono buttarli in tre vodka redbull al night. Comunque da agosto a gennaio, in soli sei mesi avere 36 iscritti, di cui 30 italiani, non è male. Il nostro primo obiettivo è arrivare a 100 persone quanto prima.

Davide: Prima di noi ci avevano provate altre persone ad aprire il fan club qua a Shanghai, ma fuori dall’Europa per essere riconosciuto ufficialmente devi avere almeno 30 iscritti e non ci sono riusciti mai

Natalino:  Noi lo abbiamo fatto subito al primo anno e senza falsare nulla, nel senso di far iscrivere le mogli, le fidanzate o gli amici con qualche offerta.

Davide: il problema però sono gli orari, noi cinque fedelissimi siamo sempre li, anche se a guardare la Champions non è proprio semplice, la partita inizia dopo le tre di notte e il giorno dopo devi andare comunque a lavorare. Ora che ci sono sette ore di differenza sono tante. Fino a sei ore è accettabile, le 2.45 le fai, ma quando iniziano alle 4 è dura. Quando ci sono gli eventi ufficiali partecipano tutti, ma per le partite non è facile. Comunque abbiamo una grande passione in comune e la portiamo avanti, poi alla fine dell’anno trarremo le nostre conclusioni.