Il film più iconico diretto da Brian de Palma nella sua lunga e gloriosa carriera è senza ombra di dubbbio: Carlito’s Way, capolavoro del 1993 dove un ex-spacciatore portoricano, interpretato magistralmente da Al Pacino, uscito dal carcere dopo 5 anni di reclusione, fa di tutto per reintegrarsi nella società, facendo il possibile per rimanere pulito.

Il finale del film è triste e tragico, un po’ come l’avventura di Carlos Tévez allo Shanghai Shenhua, partita con i migliori propositi e le migliori aspettative conclusasi in maniera violenta quanto repentina. Il 29 dicembre 2016 l’Apache, dopo una lunga e non semplice trattativa gestita magistralmente dall’oscuro agente Kia Joorabchian, approda in quella che al momento della firma, assomigliava tanto, almeno nelle fantasie dell’argentino, nella “Terra Promessa“.

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Lo Shanghai Shenhua arrivava da un paio di stagioni deludenti, nonostante ciò la tifoseria non aveva mai fatto mancare il suo supporto, la società continuava, imperterrita, ad investire “pesantemente” sul mercato e le rivali non sembravano, almeno ai nastri di partenza così irresistibili; le premesse per una stagione storica o comunque positiva non mancavano di certo. Alla fine dei giochi non si può parlare di esperienza fallimentare, o di buco nell’acqua semplicemente Carlitos dopo una settimana di allenamenti, o poco più, si è convinto di come sotto la guida di Gustavo Augusto Poyet Domínguez non sarebbe migliorato in nessuna maniera, di come la Chinese Super League non avesse nulla a che vedere con il suo stile di gioco e come Obafemi Martins e Giovanni Andrés Moreno non fossero compagni di squadra all’altezza.

Il classe ’84 passa poco più di un anno da separato in casa, parlando male di compagni e società in più di un’occasione. Nonostante lo scarso impiego (solo 16 presenze totali) ed un impegno praticamente nullo se schierato dal primo minuto, l’Apache segna nel sentitissimo derby contro lo Shanghai SIPG e decide su calcio di rigore, all’esordio, il match contro il Jiangsu Suning, lasciando un’impronta indelebile anche nell’anno peggiore della sua carriera.

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In uno degli “story-telling” più belli della storia del rap italiano Marracash canta:”Questa vita ti si appiccica addosso E se vai su poi giù quasi sempre di botto

Un anno fa la carriera di Carlos Tevez sembrava praticamente conclusa, senza possibilità di rialzarsi dal baratro, umiliato da un campionato decisamente non adatto al suo stile di gioco; domenica si andrà a giocare la finale di Copa Libertadores contro gli odiatissimi rivali del River Plate. Il titolo del pezzo di Marracash? Ovviamente, La via di Carlito(s).