Domenica si disputerà l’andata della finale della AFC Champions League fra i sauditi dell’Al Hilal ed i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds. Esattamente come nel 2017, andata a Riyadh, conclusasi sul punteggio di 1-1, mentre a Saitama a prevalere furono i padroni di casa con rete decisiva di Rafael Silva. Come finirà quest’anno? In questa intervista doppia il nostro Luigi Gemmi, studente di lingua e cultura araba, ed esperto di calcio asiatico nella ‘West Zone’ prende le parti dell’Al Hilal, mentre il collega sito J-World, Danilo Servadei, ci spiega forze e debolezze dell’Urawa. 

Fra i calciatori locali delle due squadre su chi dobbiamo focalizzarci?

Luigi (Al Hilal): Se dovesse tornare in tempo, in quanto infortunato, Mohamed Kanno, vero motore del centrocampo! Dinamico, duttile e altruista! In caso non dovesse esserci sarebbe una grande perdita ( come si è visto nelle ultime partite, con risultati scadenti). Un altro molto forte è Al Shahrani, dalle sue spinte ed i suoi cross nascono spesso delle azioni interessanti.

Danilo (Urawa): Il giocatore che può fare la differenza è sicuramente Shinzo Koroki. In gol in tutte le partite della fase ad eliminazione diretta, ha portato l’Urawa in finale praticamente da solo con 8 centri in totale. Ce lo ricordiamo bene durante la semifinale contro il Guangzhou Evergrande, spesso immarcabile per i difensori cinesi.

Le stelle più brillanti: chi è il calciatore straniero di maggior spicco?

Luigi (Al Hilal): Parto dal fatto che secondo me Razvan Lucescu sbagli a convocare Carrillo, ma al suo posto porterei Carlos Eduardo, che oltre che essere un simbolo per la gente locale con la quale è entrato in simbiosi, è anche un ottimo rifinitore/finalizzatore e con entrambe queste caratteristiche è difficoltoso trovare giocatori. Tra i convocati di sempre peró sono indeciso perchè la coppia Giovinco-Gomis a modo suo è decisiva allo stesso modo! Hanno dei colpi di genio non indifferenti e si vede che sono dei giocatori che in un calcio ultracompetitivo giocherebbero ancora senza problemi

Danilo (Urawa): A differenza di Cina o Arabia Saudita, nella maggior parte dei club giapponesi gli stranieri sono giocatori certamente utili (vedi Serginho lo scorso anno, trascinatore del Kashima nel trionfo in Champions), ma non sono grandi nomi, e alcune volte non sono così migliori del calciatori locali il cui livello è molto alto. Il compagno di reparto di Shinzo Koroki, Fabricio che non ha segnato molto quest’anno (1 gol contro il Guangzhou), ma con i suoi movimenti può essere fondamentale contro la difesa saudita.

Quali sono i punti di forza che possono portare alla vittoria?

Luigi (Al Hilal): Il tipo di gioco rapido ed i ritmi molto alti che le squadre che stanno al vertice della Saudi Pro League hanno acquisito! Senza nulla togliere alle giapponesi che viaggiano anche loro ad ottime velocità, ma nel caso dell’Urawa dove il saper incassare, per poi ripartire fa parte del gioco, credo che l’Al-Hilal possa mandarli in confusione.

Danilo (Urawa): L’essere cinico sotto porta. L’Urawa formato Champions non ha tirato molto in porta, soprattutto fuori casa, ma è riuscito a segnare tanto sfruttando le occasioni avute. Inoltre, la solidità della difesa in questo tipo di partite può fare la differenza: il veterano Makino ed una sicurezza nei pali come Nishikawa rappresenteranno un ardua sfida per Gomis e Giovinco.

Lacune e punti di debolezza

Luigi (Al hilal): La difesa; peró qui c’è da fare un discorso: molte partite sono state vinte grazie alla solidità difensiva della coppia JangHyunSoo-AlBoleahi, che, sono molto ma MOLTO (giusto il maiuscolo per sottolineare) discontinui, sulla carta l’ex Tokyo e il 29enne saudita scuola Al-Fateh sono buoni difensori, ma spesso hanno dimostrato di avere crolli sia fisici che mentali (complice anche l’assenza di Kanno a centrocampo, molto spesso il filtro tra i reparti della squadra) e questo non va bene se vuoi raggiungere l’obiettivo più ambito, nonche principale (scherzavamo sul fatto che l’al-Hilal sia la Juventus dell’AFC per record di finali di Champions perse).

Danilo (Urawa): La debolezza sono i cali di concentrazione che colpiscono improvvisamente la squadra. Servirà la miglior prova mentale per portare a casa un risultato positivo. Non dimentichiamoci della stagione tutta particolare dell’Urawa, che è solamente undicesimo in campionato con un vantaggio di cinque punti dalla zona playout. Anche nel 2017 quando vinsero la finale la situazione era più o meno simile: l’Urawa concluse la J-League al settimo posto. Eppure… nella manifestazione continentale arrivano sempre in fondo.

Il pronostico della doppia sfida

Luigi (Al Hilal): Sono un po di parte ed ho belle speranze sul fatto che quest’anno sia la volta buona, finalmente, per l’al-Hilal ed in generale la west zone quindi ti dico: Andata in arabia: 3 1 per i padroni di casa, con Gomis che esulterà alla sua maniera e ritorno in giappone con un bel pirotecnico 2 2

Danilo (Urawa): 1-1 in Arabia Saudita ed 1-0 in Giappone, come accaduto due anni fa. Shinzo Koroki può essere il nuovo Rafael Silva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.