La Cina di Xi Jinping sta attraversando un periodo nel quale professa armonia e cooperazione bilaterale per quel che concerna la One Belt One Road, ma contemporaneamente si sta chiudendo sempre di più in se stessa in un crescente Nazionalismo recentemente alimentato dalla Guerra dei Dazi con l’America di Donald Trump che ha coinvolto in particolar modo Huawei. La chiusura riguarda in particolar modo gli stranieri, con una caccia ai lavoratori irregolari che si è fatta maggiormente serrata e l’introduzione di parametri più stringenti al fine di ottenere un visto di lavoro.

Anche il calcio ha seguito questo trend, con ulteriori restrizioni sul numero di stranieri impiegabili dai club in Chinese Super League, la massima divisione del calcio cinese: se fino al 2016 potevano essere tesserati ed impiegati cinque stranieri durante la partita, ora ne possono essere tesserati quattro, con solo tre convocabili.

Eppure, in questo contesto di forti restrizioni ed interferenze governative nel mondo del calcio, si sta profilando un cambiamento epocale che andrebbe nettamente in controtendenza rispetto alla strada intrapresa dalla Cina: in queste settimane si sta discutendo sulla possibile naturalizzazione a cinesi di due calciatori brasiliani militanti in Chinese Super League, Elkeson (Shanghai Sipg) e Ricardo Goulart (Guangzhou Evergrande).

I casi di Yennaris e Saeter – Già oggi, Nico Yennaris (26), potrebbe fare il suo debutto con la maglia della Nazionale Cinese guidata da Marcello Lippi come primo calciatore naturalizzato, segnando di fatto una svolta epocale in un calcio che storicamente è stato fortemente autoctono. Nico Yennaris da quest’anno milita nel Beijing Guoan, in passato ha esordito in Premier League con l’Arsenal, per poi giocare per diversi anni in Championship con il Brentford.

Nico Yennaris ha radici cinesi, dato che sua madre è originaria della RPC, così come John Hou Saeter (21), altro giocatore naturalizzato dal Beijing Guoan. La Nazionale di Lippi sta intraprendendo la stessa strada di altri sport nei quali la Cina non eccelle, come Hockey e Baseball, nel quale conferisce la cittadinanza a quegli atleti stranieri provenienti da Canada o USA, ma che abbiano radici cinesi. Questa è sempre stata una prerogativa, ovvero selezionare atleti con rapporti famigliari e di sangue con la Cina.

Oltre ai due calciatori del Beijing Guoan, ha già completato il processo il gabonese Alexander n’Doumbia (27), che milita allo Shanghai Shenhua, mentre quest’estate potrebbero divenire ‘cinesi’ anche Tyas Browning (25) e Roberto Siuchuo (22), giocatori acquistati recentemente dal Guangzhou Evergrande.

Se gli atleti fin qui menzionati hanno tutti radici cinesi, lo stesso non lo si può dire per i brasiliani Elkeson (29) e Ricardo Goulart (27).

Il Regolamento Fifa – Vi è un’altra via infatti, per conferire la cittadinanza a calciatori che non hanno nessun rapporto di parentela con il paese obiettivo. Se si milita per cinque anni consecutivi (dove ogni anno la quota minima è di 180 giorni) in club di un dato paese, in accordo con le autorità sportive si può richiedere la cittadinanza. La pratica era stata abusata negli anni passati da alcuni paesi, in particolar modo il Qatar, tanto che la Fifa fu costretta ad incrementare il numero di anni di permanenza da due a cinque.

Elkeson, che attualmente milita nello Shanghai Sipg, è alla sua settima stagione in Cina e in più di un’occasione ha manifestato la sua disponibilità a vestire la maglia della Nazionale Cinese. Elkeson è stato un pupillo di Marcello Lippi al Guangzhou Evergrande, squadra con cui ha vinto quattro campionati e due Champions League Asiatiche segnando il gol decisivo in entrambe le finali. Elkeson detiene tutt’ora il record di gol segnati in una singola edizione della Chinese Super League, ben 28, nella stagione 2014.

Ricardo Goulart è appena tornato a Guangzhou dal prestito al Palmerias durato solo pochi mesi e compromesso per un infortunio alla gara di debutto. Nelle precedenti tre stagioni, il brasiliano ha segnato 103 gol in 157 partite vincendo per due anni di fila il titolo di MVP della Chinese Super League. Goulart disputerò quest’anno la sua quarta stagione in Cina e potrà essere naturalizzato solo nel 2020. “E’ come tornare a casa” ha dichiarato i media locali il giocatore del Guangzhou al suo ritorno in Cina lo scorso mese.

Il Dibattito – Da quanto emerso, sembra che proprio Lippi abbia chiesto espressamente alla Federazione di accelerare il processo di naturalizzazione di stranieri, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno radici cinesi. Secondo Brandon Chemers, editor di wildeastfootball.net ed ossrvatore di lunga data degli affari relativi al calcio cinese, siamo ancora ad una fase sperimentale, nella quale la notizia è stata fatta uscire per sondare gli animi dell’opinione pubblica.

La questione dei brasiliani è di grande attualità non solo nel dibattito sportivo cinese e l’opinione pubblica è spaccata in due: secondo un sondaggio fatto su Sina Weibo, su oltre 20 mila votanti il 47% si è detto a favore al processo di naturalizzazione di Ricardo Goulart ed Elkeson.

Per approfondire cosa ne pensa il pubblico cinese, abbiamo sondato la sezione commenti di articoli attinenti dell’app Dongqiudi e le chiavi di lettura sono molteplici.

“La chiave della naturalizzazione è il controllo di questa – scrive un utente con una connotazione razzista – ma non posso accettare il fatto che in futuro la squadra Nazionale sia composta maggiormente da naturalizzati o neri.” Altri invece fanno perno sulla questione nazionalistica: “Questi giocatori non capiranno mai il significato della bandiera rossa con le cinque stelle. Sono fermamente contrario a questo processo”. 

“Ritengo che sia umiliante il fatto che un paese, con una cultura millenaria possa alzare il livello della propria nazionale di calcio prelevando stranieri.” O ancora: “Che senso avrà tifare questa nazionale se i giocatori non saranno cinesi?”. Non mancano commenti profondamente stereotipati, con molti utenti che ritengono i due brasiliani dei mercenari, mentre altri, erroneamente, fanno dei paragoni con la Nazionale Francese: “Guardate la squadra francese, è composta solo da neri, quella cinese si sbiancherà od annerirà in futuro”. La questione infatti, è completamente diversa, perchè i giocatori di colore della Francia sono nati o cresciuti nel paese europeo, mentre Goulart ed Elkeson sono arrivati in Cina che erano già dei giocatori professionisti.

Per quanto riguarda le opinioni favorevoli al processo di naturalizzazione, gli utenti stanno constatando il pessimo livello del calcio cinese anche a livello giovanile: “Guardando ai pessimi risultati degli ultimi tornei giovanili, è realistico pensare di poter contare per un breve periodo sugli stranieri per ottenere dei risultati. Ma la speranza è che si punti fortemente sulla pianificazione e lo sviluppo del calcio nelle scuole, così che il calcio cinese possa intraprendere la strada giusta.” Altro commento sulla stessa linea d’onda: “La naturalizzazione è una soluzione d’emergenza, ma ancora siamo in un contesto nel quale i genitori sono riluttanti a spingere i propri figli a giocare a calcio. Se otterremo risultati con gli stranieri migliorerà l’immagine globale del calcio cinese. L’approccio è corretto, ma le autorità devono continuare a sviluppare l’ambiente calcistico di base”. 

Salvare La Faccia – Se la naturalizzazione dei due brasiliani (che potrebbero essere i primi di una lunga serie) avverrà, di fatto verrà sancito per il momento il fallimento dello sviluppo giovanile del calcio cinese e di tutte le politiche attuate in questi quattro anni di riforma. Eppure, dato che le autorità sportive sono ossessionate dall’idea di disputare il Mondiale in Qatar nel 2022, e con la prossima Coppa d’Asia che si disputerà in Cina nel 2023, il rischio di fare figuracce, senza alcun aiuto esterno, è altissimo.

Dunque, in controtendenza con il periodo storico che sta attraversando la Cina, conferire la nazionalità a Goulart ed Elkeson, potrebbe essere l’unico modo per evitare l’ennesimo fallimento in chiave calcistica.

Articolo pubblicato su www.China-Files.com