Si chiude in Repubblica Ceca la telenovela riguardante lo Slavia Praga, una delle squadre più importanti del paese est europeo, che ora è di proprietà del fondo immobiliare cinese Sinobo Group, azionista di maggioranza in Chinese Super League del Beijing Guoan.

Nel settembre del 2015 lo Slavia Praga era diventato uno dei primi club a passare sotto controllo cinese, con la Cefc Energy Group, azienda privata attiva nel settore energetico, che aveva rilevato inizialmente il 60% delle quote della squadra della capitale ceca. Nel 2017 la Cefc Energy Group ha  investito anche 40 milioni di euro nella ristrutturazione dello stadio, l’Eden Arena.

Fra i problematici investimenti cinesi nel calcio europeo, quello della Cefc sembrava funzionare in modo coretto, considerando anche la vittoria dello scudetto da parte dello Slavia Praga nella stagione 2016\17. Un risultato insperato dato che pochi anni prima il club navigava fra i debiti in una situazione economica preoccupante. Il connubio calcistico era idilliaco anche per il saldo rapporto fra i due paesi, con l’esponenziale crescita degli investimenti cinesi in Repubblica Ceca (in particolar modo perpetrati dalla CEFC) e la nomina di Ye Jianming, presidente e fondatore della Cefc, come advisor del presidente ceco, Milos Zeman.

Nel febbraio del 2018, l’operazione anticorruzione portata avanti dalle autorità cinesi mette in ginocchio la Cefc: il presidente Ye Jianming viene messo agli arresti e la società viene commissariata passando sotto il controllo della Guosheng Group, di proprietà del governo municipale di Shanghai. L’accusa nei confronti di Ye Jianming è stata quella di aver falsificato accordi commerciali al fine di ottenere prestiti dalle banche di stato. Le conseguenze economiche sono state disastrose, con la Cefc che ha perso 4 miliardi di yuan nella borsa di Hong Kong, oltre all’incapacità iniziale di pagare un debito da 450 milioni di euro nei confronti di J&T Private Investments,  (Slovak-Czech J&T financial group).

Improvvisamente si pongono dei grossi interrogativi sui grandi investimenti della Cefc in Repubblica Ceca, con lo Slavia Praga che rappresenta solamente un breve appendice. La compagnia cinese aveva investito nel settore del real estate con l’acquisizione la Mandarin Oriental e Le Palais Art Hotel; nel turismo con il 75% delle quote dell’agenzia onilne invia.cz; nel settore industriale con il 100% della machinery company ŽĎAS; ed infine nei media con il 30% di Medea group  il 49% di Empresa Media, emittente molto vicina al presidente Zeman. Il totale degli assets della Cefcin Repubblica Ceca aveva un valore di 1.5 miliardi di euro secondo le stime riportate da OSW(oltre al 9% della compagnia petrolifera russa Rosneft).

La scorsa estate la CITIC Group, società cinese di proprietà statale, ha rilevato il 49% della CEFC Europe, estinguendo successivamente il debito con J&T, che nel frattempo era entrato in possesso degli assets della società cinese, i quali sono passati in mano al nuovo proprietario, attore noto nel mondo del calcio per essere stato per molti anni azionista di maggioranza del Beijing Guoan.

La squadra pechinese nel 2017 è stata rilevata per il 65% delle quote dalla Sinobo Group, società attiva nel settore del real estate che ha pagato per il club pechinese la folle cifra di 450 milioni di euro, per una valutazione complessiva di oltre 700 milioni (più di quello che Yonghong Li ha pagato il Milan nello stesso periodo). La Sinobo Group, la scorsa settimana, ha rilevato la totalità dello Slavia Praga e si è aggiudicata anche i naming rights sull’Eden Arena, rinominato Sinobo Stadium.

Grazie alla solidità del nuovo proprietario, il futuro dello Slavia Praga appare ancora una volta molto roseo, ed inizierà una serie di collaborazioni con il ‘club fratello’ del Beijing Guoan per quanto riguarda lo sviluppo di academy e la condivisione di know how a livello manageriale. Come riportato dal sito Yutang Sports, il presidente della Sinobo Group, Zhou Jinhui, si augura che questa acquisizione possa essere da incentivo per un ulteriore avvicinamento, economico e culturale, fra Pechino e Praga, il cui rapporto economico sembra poter progredire con successo dopo l’incidente di percorso che ha estromesso la Cefc.

Questo 2018 ha visto inizialmente una smobilitazione degli investimenti cinesi nel calcio europeo, a partire da qualli più noti di Milan e Atletico Madrid, passando per Northampton Town e Lorca FC nelle serie minori di Inghilterra e Spagna, fino ad arrivare al default di MP Silva, un tempo attore fondamentale nella compravendita dei diritti TV, ha conosciuto il proprio declino dopo essere stata rilevata dalla pechinese Baofeng.

Nell’ultimo mese abbiamo però assistito a due importanti acquisizioni, in controtendenza rispetto a quanto osservato in questo 2018: oltre al già citato Slavia praga, la DDMC, società di Wuhan attiva nel settore sportivo (proprietaria della Desports di Jiang Lizhang, socio di minoranza del Parma), ha rilevato per 4 miliardi di dollari i diritti su tutte le competizioni della AFC (Asian Football Confderation), assumendo il ruolo che Infront ha per il campionato italiano e le competizioni Fifa, con la produzione e vendita dei diritti alle emittenti delle varie manifestazioni asiatiche per i prossimi otto anni.

Articolo pubblicato oruginariamente su www.chinafiles.com

 

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