Il giro di vite attuato dal governo attorno ai grandi nomi dell’industria cinese ha fatto una nuova vittima: si tratta di Shu Yuhui, presidente del gruppo Quanjian (e del club di calcio di Chinese Super League Tianjin Quanjian), che assieme ad altri 17 rappresentanti dell’azienda è stato arrestato come riportato dai media di Tianjin. Questa volta la causa non riguarda l’appropriazione illecita di capitali o manovre finanziarie non gradite al governo, come nei recenti casi di Cefc Energy Group o del colosso delle assicurazioni Anbang. Il gruppo Quanjian era finito sotto indagine per la vendita di ‘prodotti medicinali’ con false avvertenze e senza alcuna valenza scientifica che hanno causato la morte di una bambina nel 2015.

Cosa è (era) il gruppo Quanjian

La compagnia, che ha come presidente il membro del partito Shu Yuhui, vanta un fatturato da 20 miliardi di rmb all’anno ed è descritta generalmente come una herbal medical company. La realtà è ben diversa in quanto i prodotti del Quanjian Group non hanno nessuna efficacia e non si trovano in vendita in farmacie od ospedali, e nemmeno online: il sistema di vendita del Quanjian Group è quello Multilevel Marketing (o piramidale) nel quale i vari soci pagano una quota ball’azienda per poter vendere i vari prodotti.

Farsi spiegare da un cinese che cosa vende in realtà il gruppo Quanjian è stata un’esperienza abbastanza straniante. La società di Shu Yuhui vende suole per le scarpe a 1000 rmb sostenendo che queste possano risolvere i problemi di postura, oppure assorbenti con una CPU interna che dovrebbe aiutare a curare il cancro ed altri mali. Ma questi assorbenti possono essere utilizzati anche dagli uomini per la cura della prostatite. Appare evidente che questi prodotti non hanno alcuna valenza scientifica, così come tutti i medicinali a base di erbe targati Quanjian che dovrebbero curare molteplici malattie.

L’inizio delle indagini

Da molti anni era chiaro ad alcune persone che il Quanjian Group conducesse delle attività illegali, ma la potenza economica della società di Shu Yuhui aveva messo tutti a tacere, ma è stata proprio una delle storie del passato, ad aver portato ad una serie di arresti.

Nel 2015, una bambina di sette anni, di nome Yang, morì di cancro dopo essersi sottoposta ad una serie di cure con erbe medicinali targate Quanjian. La piccola Yang nel 2012, era decisamente migliorata dopo 23 operazioni di chemioterapia, ma per estirpare il cancro servivano ulteriori controlli e cure mediche certificate. E’ in quel momento che appaiono i rappresentanti del gruppo Quanjian, che propongono a Zhou Erli, padre di Yang, di sospendere i trattamenti in ospedale per provare delle nuove cure che avrebbero sicuramente curato il cancro.

La famiglia di Yang viene ricevuta addirittura nel quartier generale a Tianjin e fa la conoscenza di Shu Yuhui in persona: Zhou Erli decide di fidarsi del gruppo Quanjian, ma dopo aver speso 5.000rmb in medicine, dopo appena quattro mesi le condizioni di sua figlia peggiorano drasticamente e non vi è nulla da fare, sino alla morte avvenuta nel 2015.

Zhou Erli fece inizialmente causa al gruppo Quanjian presso il tribunale di Chifeng in Mongolia Interna (la sua provincia di provenienza), in quanto aveva scoperto che alcuni rappresentanti della compagnia di Shu Yuhui utilizzano delle brochure per sponsorizzare alcuni prodotti, nel quale si raccontava la storia di sua figlia Yang come un caso clinico di successo. Il tribunale respinse però l’accusa sostenendo che il materiale era utilizzato dai soci del gruppo Quanjian e non prodotto dall’azienda stessa.

Il padre di Yang, disperato, si è rivolto ai media cinesi, i quali nelle ultime settimane hanno indagato l’accaduto facendo riemergere la storia di Yang, caduta nel dimenticatoio. Le inchieste giornalistiche, che avevano come scopo quello di sbugiardare il gruppo Quanjian per i prodotti messi in commercio, ha avviato delle indagini governative, le quali hanno appurato che l’azienda di Shu ha immesso sul mercato prodotti i quali non hanno le caratteristiche indicate, scatenando così una serie di arresti che può porrà molto probabilmente la parola fine sul gruppo Quanjian.

Le conseguenze a livello sportivo

Se il campo della salute in Cina sarà molto più sicuro senza il gruppo Quanjian, dobbiamo considerare anche le ripercussioni sullo sport a vari livelli: il caso che più di tutti balza all’occhio è quello del Tianjin Quanjian FC, club della Chinese Super League (massima divisione del calcio cinese) nel quale milita l’ex rossonero Alexandre Pato e che è stato allenato da Fabio Cannavaro (stagioni 2016 e 2017) e da Paulo Sousa (2018). Il Tianjin Quanjian nella stagione 2017 ha speso sul mercato quasi 100 milioni di euro portando alla corte di Cannavaro talenti internazionali come Alexandre Witsel, l’attaccante francese Anthony Modeste ed il già citato Alexandre Pato. Con la probabile dissoluzione del gruppo Quanjian anche il club di calcio potrebbe ben presto cessare di esistere.

La stessa sorte la rischia il Dalian Quanjian, club femminile campione di Cina per tre anni consecutivi, nel quale ha militato anche la calciatrice Wang Shuang, ora in forza al PSG Ladies in Francia. Nelle serie minori del calcio cinese(terza divisione), anche lo Jiangsu Yancheng Dingli, che aveva nel gruppo Quanjian uno dei principali finanziatori rischia delle serie conseguenze, mentre il team di Table Tennis di Tianjin ha già eliminato la dicitura Quanjian dal proprio nome ufficiale.

Articolo pubblicato originariamente su www.China-Files.com