Sabato 20 agosto

In Cina ci si appresta a vivere un altro weekend di calcio, l’ultimo prima della pausa (addirittura anticipata) per le qualificazioni alla Coppa del Mondo del 2018. Salutati i vari amici conosciuti durante il viaggio, mi appresto a recarmi a Tianjin da solo, per il match fra il Teda e lo Shandong Luneng.

IMG_20160820_173945Tianjin è la seconda municipalità del nord della Cina, dista solo mezzora di treno supervolece da Pechino, la tratta è estremamente trafficata dato che vi è una corsa più o meno ogni dieci minuti, in teoria niente di più semplice, ma quella mattina mi sentivo comunque un po’ nervoso, dato che viaggiare da soli in un paese straniero, da una città all’altra non è mai semplice.

Per me lo scoglio principale era quello della lingua, sembrerà incredibile, ma i cinesi non sanno affatto parlare l’inglese. Così mi figuravo di fronte la cassa per i biglietti della metro mentre la commessa non riusciva a capirmi. Quello dell’inglese non è solo un problema che coinvolge il ragazzo che potete incontrare per strada (con gente di una certa età non provateci neanche a parlare l’inglese), ma anche il personale di stazioni e banche: quando sono entrato alla Citic Bank per cambiare i soldi, hanno dovuto chiamare una ragazza dal piano superiore per capire le mie richieste.
Così, per evitare problemi con i treni, mi sono fatto scrivere tutti i nomi dei treni e gli orari su un foglio pur di non sbagliare, perché… “va a vedere” pensavo “mi manderanno a Shanghai”.

Un ulteriore dubbio mi assale il giorno prima del match: “In che stadio gioca il Teda”?
Dovrei saperlo, è il mio lavoro dopotutto. So che il Tianjin Teda ha il proprio stadio di proprietà, in Cina è l’unico team assieme all’Henan Jianye ad avere una casa propria, indipendente dal governo locale. Eppure guardo gli highlights delle ultime partite, e scopro che il Teda gioca la partita in casa in uno stadio con la pista atletica, ovvero l’Olimpico di Tianjin, dalla parte opposta della città. Panico, e se sbaglio stadio? Che faccio?

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Controllo su internet, e li c’è scritto che lo stadio nel quale si sarebbe disputata la partita è il Teda Stadium. Wikipedia non mi è d’aiuto, perché mi dice che la squadra gioca contemporaneamente in entrambi gli stadi. Così mobilito il mio amico cinese e un italiano che studia lingue orientali. Chiedo loro dove devo andare, e la risposta è l’Olimpico. “Va bhe” penso “Rimarrò col dubbio fino alla fine”.

Dal treno scorgo alcune bellezze di Tianjin, e distese di grattacieli, in una giornata estremamente soleggiata.  Letteralmente il suo nome significa “guado del fiume del paradiso”, ovvero il fiume Hai He. La popolazione è di 15 milioni di abitanti circa, ma questi numeri inizio a considerarli la normalità. La città si affaccia sul mare, il porto di Tianjin è il più grande della Cina settentrionale ed è il primario accesso marittimo per Pechino. La municipalità di Tianjin si è ritagliata un ruolo chiave, dato che ospita il World Economic Forum, ma al contempo, è finita sotto l’occhio del ciclone per quanto concerne la bolla immobiliare: si è tentato di costruire una nuova Manatthan, il centro finanziario di Yujiapu, che risulta essere una grossa città fantasma.

Torniamo allo stadio: mi dirigo all’Olimpico, e quando vedo un bagarino mi sento tranquillo, vuol dire che ci ho preso. Tiro un sospiro di sollievo, come da rito mi prendo la maglia della squadra di casa assieme al biglietto della partita, e mi dirigo all’ingresso.

IMG_20160820_182121Scopro che il Tianjin Teda non gioca nel proprio stadio, in quanto nel 2014 questi è stato danneggiato da un esplosione, partita dal carico di una nave, che ha ucciso 85 persone e ne ha ferite 700, con gravi danni in tutta l’area circostante.

Per cui, mi ritrovo di fronte ancora una volta al dramma degli Stadi Olimpici in Cina: quello di Tianjin ha una capienza di ben 60.000 persone, ma alla partita, il secondo anello era completamente vuoto, mentre il primo era pieno più o meno per tre quarti. Vi erano circa 20.000 persone ad assistere alla prima in casa del nuovo allenatore Jamie Pacheco, il quale aveva esordito nel pareggio per 2-2 a Shijiazhuang, che non mi aveva convinto affatto sotto il profilo del gioco. Non devono essere convinti nemmeno i tifosi, dato che l’allenatore portoghese, quando era alla guida tecnica del Beijing Guoan, salutò così la sua attuale squadra, beccandosi otto giornate di squalifica.

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Per il Teda la partita è un dramma sportivo, con lo Shandong Luneng di Pellè che dilaga. Dopo appena cinque minuti Zanaidine commette un errore madornale in difesa e manda in porta Cissè, l’ex attaccante del Newcastle. Pochi giri d’orologio, e Li Dai sfoggia un tiro dalla lunga distanza che trafigge il portiere, infilandosi sotto l’incrocio dei pali. Nella ripresa da il meglio di se Graziano Pellè, l’attaccante azzurro si è ben integrato negli schemi di Felig Magath e in campionato, con la doppietta alla quale ho assistito, ha già raggiunto quota tre gol. Molti tifosi abbandonano lo stadio prima del fischio d’inizio, faccio altrettanto per non rischiare di perdere autobus o treni, così che manco di vedere il gol della bandiera del Teda realizzato dal gabonese Evouna.

Da allora non si sono giocate altre partite in Chinese Super League, con una pausa anticipata per le nazionali. Il Tianjin Teda si trova al terz’ultimo posto, a 24 punti, e dovrà lottare fino all’ultima giornata per la salvezza, dato che lo Shijiazhuang è a solo quattro lunghezze. Poco più gratificante è la classifica dello Shandong Luneng, a quota 26, che pare essere definitivamente uscito dal periodo di forte crisi che lo aveva condannato all’ultimo posto con Cuca in panchina. Gli Orange Fighters la settimana successiva hanno disputato i quarti di finale della AFC Champions League in Corea del Sud, contro il Seoul, perdendo per 3-1, con il ritorno che si disputerà il 13 settembre.

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Lascio una bellissima città, senza aver però trovato un grande ambiente calcistico. Mi auguro che il Teda possa presto tornare al proprio stadio di proprietà, un impianto da 37.500 persone, senza lunghe e interminabili piste atletiche, decimante a misura di pubblico, questo rivitalizzerebbe il movimento del Teda, anche per contrastare la nuova realtà cittadina guidata da Fabio Cannavaro: il Tianjin Quanjian.

Nella prossima stagione della Chinese Super League potrebbe manifestarsi un’altra accesa diatriba cittadina, nel segno del giocatore della nazionale Sun Ke. Tutto è iniziato nell’estate del 2015, quando la casa farmaceutica Quanjian era lo sponsor del Tianjin Teda e si apprestava a finanziare l’acquisto più costoso riguardante un giocatore cinese. Era tutto fatto per il passaggio dell’attaccante Sun Ke dallo Jiangsu Sainty (ora Suning) al Teda, ma i dirigenti del club di Tianjin bloccarono l’operazione da 10 milioni, in quanto sostenevano che anche l’ingaggio del giocatore (1.2 milioni di euro all’anno) avrebbe causato un certo malcontento all’interno dello spogliatoio.

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Aveva quasi firmato…

Uno strappo irrimediabile fra sponsor e società. Il Quanjian ha rescisso il contratto e nel novembre del 2015 ha preso il controllo della seconda squadra della città, che milita nella China League One: il Songjiang, rinominandolo per l’appunto Tianjin Quanjian. Una società senza storia, che nasce nel 2012 e si appresta a diventare una superpotenza, grazie a ingenti investimenti (40 milioni di euro nel mercato) ha ingaggiato brasiliano illustri quali Jadson, Luis Fabiano e il giovanissimo Geuvanio dal Santos, classe 1996, a cui si aggiunge, ovviamente il tanto ambito Sun Ke. Con questa grande potenza economica, il Teda inizia a traballare e potrebbe presto perdere il trono cittadino.