La Cina del calcio potrebbe essere meno autoctona in un futuro prossimo. Da quest’anno è stato avviato un processo di naturalizzazione di alcuni giocatori con discendenze cinesi. Ne parliamo con il giornalista e tifoso del Beijing Guoan, Brandon Chemers di www.wildeastfootball.net

Una delle più grandi novità emerse in questa sessione di calciomercato riguarda il processo di naturalizzazione di alcuni calciatori cinesi di seconda o terza generazione, nati o cresciuti all’estero. Un enorme passo in avanti da parte di un paese fortemente nazionalista e tradizionalista come la Cina, che nello sport più popolare al mondo, potrà permettere a degli ‘stranieri’ di vestire la maglia della propria Naazionale. Nel momento in cui scriviamo, John Hou Saeter (norvegese del Beijing Guoan) e Alexandre N’dombou (Gabon, Shanghai Shenhua) hanno già ottenuto il passaporto cinese, mentre quelli che sono in lizza, in attesa delle conclusioni delle procedure sono Nico Yennaris (inglese-cipriota), nello Shandong Luneng l’ex primavera dell’Inter, Pedro Delgado (portoghese) e nel Guangzhou Evergrande Tyas Browning (inglese) e Roberto Siuchuo (peruviano). Eccezion fatta per Saeter, che ha già ottenuto la cittadinanza, tutti gli altri giocatori citati dovranno attendere la sessione estiva per essere registrati come cinesi e non occupare più uno slot per gli stranieri.

‘La nuova politica è abbastanza sorprendente- sostiene Brandon Chambers. –Ma mi piacerebbe capire da dove viene questa direttiva, probabilmente è stata un’iniziativa del Beijing Guoan che ha proposto questo cambiamento alla Chinese Football Association. Sono anni che si parla di calciatori discendenti di famiglie cinesi, che stanno facendo sicuramente bene e sono sicuramente meglio dei giocatori cinesi che attualmente militano nella Chinese Super League. L’aspetto maggiormente sorprendente della vicenda è come si stanno muovendo velocemente le cose’.

Da un punto di vista della performance Brandon è convinto che i naturalizzati, una volta completati anche i vari processi burocratici presso la Fifa, hanno tutte le carte in regola per vestire la maglia della Nazionale Cinese: ‘Sarà interessante capire come si svilupperà il loro percorso, allo stato attuale sono allo stesso livello, se non meglio dei migliori giocatori della Nazionale. Ma le dinamiche sono tutte particolari: la Cina sarà l’unica nazionale al mondo dove vi sarà bisogno di un traduttore fra i giocatori dato che i naturalizzati non parlano cinese.’

Il calcio non è comunque l’unico sport in Cina ad aver avviato il processo di naturalizzazione, dato che questi è iniziato addirittura nell’Hockey: ‘Questo perchè la Cina ospiterà le olimpiadi invernali del 2022 e prima di questo processo il livello della nazionale era semplicemente orribile. Ma un conto è parlare di hockey, uno sport assolutamente di nicchia in Cina, altra questione invece è il calcio, dato che la questione dei nuovi naturalizzati è argomento di forte discussione sui media televisivi e cartacei. Il problema è se il pubblico sarà in grado di accettare o meno questo cambiamento, ma credo che tutto dipenderà dai risultati: se la Nazionale con i naturalizzati riuscirà a raggiungere la qualificazione alla Coppa del Mondo, allora questo passerà alla storia come una buona mossa, altrimenti la colpa ricadrà inevitabilmente sugli stranieri. Anche in Europa è lo stesso, basti pensare alla Germania nell’ultima Coppa del mondo in Russia.’

In una recente intervista, Elkeson, attaccante dello Shanghai Sipg, ha dichiarato che gli piacerebbe vestire la maglia della Nazionale (il brasiliano ha militato per cinque anni consecutivi in CSL e secondo le normative Fifa è arruolabile), ma Brandon non vede lo scenario come realizzabile: “Come osservatore di lunga data del calcio cinese, mai dire mai, ma in questo caso posso dire mai. Qui penso che la questione dal pubblico non verrebbe accettata a priori in quanto Elkeson, non avendo alcuna discendenza cinese, verrebbe considerato un mercenario”.

Infine, abbiamo chiesto a Brandon un pronostico sulla sua squadra, il Beijing Guoan, che tifa da oltre dieci anni: ‘Onestamente non credo che abbiamo molte speranze in Champions League, quindi preferirei uscire subito dalla competizione per focalizzarsi sul campionato, che è il nostro vero target. Solitamente sono un fan molto pessimista, ma questo potrebbe essere l’anno giusto: i naturalizzati possono farci fare un ulteriore salto di qualità, inoltre l’arrivo di Kim Min Jae rafforza la difesa che era il nostro punto debole lo scorso anno.’

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