In quest’ultimo mese abbiamo avuto modo di osservare stupefatti la quantità di talento in campo giovanile delle varie rappresentative Nazionali di Giappone e Corea del Sud, da Kubo, passato recentemente al Real Madrid, a Kang In Lee, miglior giocatore del Mondiale U20. Ma in tutto questo la domanda sorge spontanea: dove sono i talenti cinesi?

Corea del Sud quasi sul tetto del Mondo

Non solo Son Hueng min, l’astro del Tottenham, che rappresenta non solo un eccellenza a livello asiatico, ma anche Mondiale come dimostrato in quest’ultima stagione: il futuro della Corea del Sud appare essere estremamente roseo e prossimamente potremo vedere ulteriori giocatori dello stesso livello di Son come testimoniato dal Mondiale U20 in Polonia, dove i Taegaku Warriors hanno conquistato la finale perdendo per 3-1 contro l’Ucraina.

Il miglior calciatore della manifestazione Kang In Lee (18) esterno d’attacco, in grado di giocare anche dietro le punte, secondo transfermarkt ha già un valore di mercato da 10 milioni di euro. Kang milita nel Valencia, che lo ha scovato all’età di 9 anni in un Reality show coreano, facendolo crescere nel proprio settore giovanile. Il giovane, originario di Incheon, ha fatto quest’anno il suo debutto assoluto nella Liga ed ha disputato anche 6 match in Copa del Rey, di cui cinque da titolare. Kang In Lee ha mostrato quest’anno di avere doti tecniche nettamente superiori alla media per un giocatore della sua età, rapidissimo nei movimenti e nel controllo del pallone, riesce sempre a trovare l’imbucata giusta per i compagni. Se pensiamo che è un classe 2001 e dunque quali possono essere i suoi margini di miglioramento, forse siamo di fronte ad una futura star del calcio mondiale.

Kang In Lee è in buona compagnia, questo torneo ha messo in mostra anche gli attaccanti Cho Young Woon (20 anni, di proprietà del Seul) e Oh se Hun (20 anni, milita in seconda divisione nella squadra militare dell’Asan, ma è di proprietà dell’Ulsan Hyundai), oltre al centrocampista, Jung-min Kim, il regista della squadra, altro talento che milita in Europa, è di proprietà del Red Bull Salisburgo, ha disputato questa stagione in prestito al Liefering, in seconda divisione austriaca, collezionando 17 presenze e 3 gol.

Altro coreano da tenere assolutamente d’occhio, anche se non era presenta al torneo, è Woo-yeong Jeong, il trequartista di 19 anni che ha già esordito in Bundesliga e Champions League con la maglia del Bayern Monaco. I bavaresi non lo hanno mandato in Polonia dato che lo hanno utilizzato nelle fasi finali della Regionalliga (quarta serie), dove è stato autentico protagonista con 13 gol e 6 assist in 29 gare. Woo-Yeong è stato decisivo anche nello spareggio promozione vinto contro il Wolfsburg, servendo un assist nella partita di ritorno.

 

Il Giappone verso le Olimpiadi

Per quel che concerne il paese del Sol Levante, il talento sulla bocca di tutti è quello di Takefusa Kubo, attaccante diciottenne prelevato dal Real Madrid, è stato convocato per la prima volta in Nazionale maggiore per la Copa America. Conosciuto anche come il Messi giapponese, si è formato dal 2011 al 2015 nelle giovanili del Barcellona, per poi fare ritorno in patria, dove è letteralmente esploso quest’anno con la maglia del Tokyo FC, capolista in J League, con cui ha segnato 4 reti in 13 presenze. Il Real Madrid lo ha prelevato a titolo gratuito, sapendo che il contratto del giovane calciatore andava in scadenza quest’estate e non alla fine del 2019 come erroneamente indicato da transfermarkt, bruciando così la concorrenza dei catalani.

La Copa América, alla quale il Giappone si è presentato con una squadra sperimentale e l’età media più bassa, nella fase a gironi il nome più decisivo è stato quello di Koji Miyoshi (22), esterno destro in forza al Yokohama Marinos autore di una doppietta contro l’Uruguay. Il difensore Takheiro Tomiyasu (20) invece è in dirittura d’arrivo al Bologna nella nostra Serie A (anche se la trattativa pare essersi complicata). Il roccioso difensore è un punto fisso della Nazionale maggiore giapponese, già in mostra nella scorsa Coppa d’Asia, ha disputato un’annata da assoluto protagonista in Belgio con la maglia del Sint Truidense VV.

Nel mese di giugno si è svolto anche il Torneo di Tolone, manifestazione per Nazionali U-22, nel quale il Giappone ha perso solamente in finale ai calci di rigore contro il Brasile. Fra i tanti giovani che si sono messi in mostra, e che con ogni probabilità vedremo alle Olimpiadi del prossimo anno di Tokyo, spiccano Yuto Iwasaki (21) del Consolade Sapporo e Koki Ogawa (21) del Jubilio Iwata, con quest’ultimo che ha segnato in finale. Il talento più interessante è però quello di Yuki Soma (22), esterno mancino titolare in J League nel Nagoya Grampus.

Anche l’U20 ha ben figurato alla Coppa del Mondo, venendo eliminata agli ottavi di finale dalla Corea del Sud. Fra i prinipali protagonisti il difensore Yukinari Sugawara, classe 2000 che ha disputato un’ottima manifestazione tanto da essere prelevato in prestito dagli olandesi dell’AZ Alkmaar che lo hanno strappato al Nagoya Grampus.

 

La Cina indietro anni Luce

Che dire invece della Cina? Nel mese di giugno sono scese in campo le rappresentative U18 nella Panda Cup e l’U22 nel Torneo di Tolone, rimediando solo figuracce. L’U18, nel torneo disputato a Chengdu, ha perso tutte e tre le partite contro Thailandia, Nuova Zelanda e Corea del Sud, subendo sette gol e segnandone nessuno!

La selezione U22 allenata da Guss Hiddink invece è arrivata terza nel proprio girone (sconfitte contro Messico 1-0 e Irlanda 4-1, ed una vittoria con il Bahrain per 4-1) per poi perdere la finale 7°-8° posto con il Cile. Gli unici giocatori sui quali vale spendere parole d’elogio sono Lin Liangming e Shan Huanhuan, i quali militano all’estero, rispettivamente all’Almeria in Spagna e al Vitoria Guimares in Portogallo, ma entrambi sono ben distanti da Kang in Lee e Kubo, ma per il resto, ci ritroviamo di fronte a giocatori molto mediocri.

L’unico, convocato in Nazionale maggiore da Marcello Lippi, che ha davvero le carte in regola per diventare qualcuno, è il centrale difensivo di 18 anni, Chenjie Zhu, il quale milita come titolare nello Shanghai Shenhua. Vi sono molte speranze su questo giovane, che possa veramente fare il salto di qualità e non perdersi come hanno fatto tantissimi calciatori cinesi che sembrava dovessero diventare il nuovo Wu Lei  per poi eclissarsi come hanno fatto Yuning Zhang e Wei Shihao che solo quest’anno sono in ripresa.

Se il futuro del calcio in Giappone e Corea del Sud appare essere estremamente rosea, lo stesso non lo si può dire per la Cina, che deve fare i conti con una povertà di talento disarmante nonostante la grande popolazione. Probabilmente dovremo aspettare altri 10 anni prima di tornare a vedere giocatori dello stesso calibro di Wu Lei, che appare essere come la miracolosa eccezione in un conteso calcistico senza speranze nell’immediato futuro.