Settimana scorsa Dario Conca (35), ex leggenda di Guangzhou Evergrande e Shanghai Sipg, ha annunciato il ritiro dal calcio giocato. Il nostro omaggio al primo imperatore del calcio cinese.

L’arrivo di Dario Conca, nel lontano 2011 al Guangzhou Evergrande, ha rappresentato un punto di svolta non solo nel macro-cosmo calcistico Cinese ma anche in quello Asiatico e, senza nemmeno rendersene conto, nel giro di pochi anni nei maggiori campionati Europei. Le Tigri del Canton ma in generale la Chinese Super League sono state catapultate in una nuova dimensione grazie al piede sinistro vellutato dell’argentino e alle cifre del suo trasferimento.

Il primo biennale firmato in Cina dal ragazzo originario di General Pacheco, nella provincia di Buenos Aires, ha reso il suo addio al Fluminense una sorta d’affare di stato, facendo dimenticare per qualche mese le altrettanto spese folli delle dirigenze di Manchester City/PSG che proprio in quegli anni si affacciavano nel calcio che conta. 10.6 milioni di Euro a stagione per 2 anni e mezzo hanno reso  Dario uno dei 10 calciatori più pagati al mondo, scatenando la rabbia, ridicola ed a tratti imbarazzante, dei presunti esperti di calcio mondiale, che “gridando allo scandalo” hanno deciso improvvisamente di ergersi a paladini della giustizia, dopo anni di affari altrettanto dispendiosi ed assurdi avvenuti nel Continente Europeo.

Da un punto di vista puramente sportivo, quello che alla fin dei conti è davvero importante per i tifosi, l’argentino ha scritto delle pagine calcistiche indelebili, vincendo per 3 volte la Chinese Super League e nel 2013 la prima Asian Champions League della storia del Guangzhou Evergrande. Centrocampista offensivo schierato indifferentemente sulla fascia destra/sinistra, come centrale di centrocampo o addirittura prima punta, sempre con risultati più che discreti; collezionando in Cina: 46 gol, 45 assist in meno di 115 presenze.

La sfida più grande per il classe ’83 è stata quella di convincere gli scettici, nonostante un impatto complesso con un calcio completamente differente da quello Sud-Americano: il Sud-Coreano Jang-soo Lee è stato il primo Manager dell’argentino in Chinese Super League; in una lunga intervista di qualche anno fa uscita su Extra Time il ragazzo raccontava come le indicazioni venissero prima tradotte dal coreano, successivamente in cinese per i compagni e infine in spagnolo per lui… Rendendo il tutto buffo quanto complesso.

Il re del Tianhe Stadium” dopo una brevissima parentesi Brasiliana, nel 2015 è tornato in Cina allo Shanghai Sipg, mostrando, nonostante una forma fisica non più smagliante, ancora grandi lampi e grandi giocate sorprendendo ancora una volta compagni ed avversari. Con una sincerità decisamente apprezzabile l’argentino si è sempre definito come un: “Pioniere” non solo per l’esperienza in Chinese Super League ma anche per le prestazioni che ha regalato nel corso delle sua avventura, affrontando un campionato ed un ambiente, così diverso da quello Sud-Americano, con massima serietà e rispetto.

Nel corso degli anni è sembrato evidente come essere riuscito ad affermarsi in campo Europeo per un calciatore, anche di altissimo livello, non equivalga in nessuna maniera ad un sicuro successo in Asia ed in particolare in Cina (vedi Tevez); Dario Conca, anticipando in questa maniera le esperienze di Paulinho, Talisca ha mostrato però come ottenere buoni/ottimi risultati in un calcio così curioso ed imprevedibile, possa rilanciare una carriera in maniera anche inaspettata.