Sebastian Giovinco sul trono D’Asia, è il terzo italiano fra calciatori ed allenatori a sollevare al cielo la AFC Champions League

La scorsa domenica l’Al Hilal dopo ben 19 anni di digiuno si è ripreso il trono d’Asia battendo nella finale di ritorno per 0-2 l’Urawa Red Diamonds (3-0 in totale) grazie alle reti del Tornado saudita Al Dawsari e del francese Bafetimbi Gomis, quest’ultimo capocannoniere della manifestazione con 11 gol. Un risultato storico che riporta la Champions nell’ovest asiatico dopo 7 anni di dominio delle squadre orientali.

Fra gli assoluti protagonisti del trionfo dell’Al Hilal senza dubbio vi è Sebastian Giovinco. La Formica Atomica, calciatore di una categoria superiore rispetto al contesto asiatico, ha servito l’assist per a rete di Al Dawsari nella finale di ritorno oltre ad aver creato grandi opportunità a ripetizione con tre passaggi chiave che hanno mandato al tiro i compagni. In tutta la competizione Giovinco ha segnato due gol e servito quattro assist risultando fra i calciatori migliori del torneo.

Una rivincita personale per Sebastian Giovinco, che anni fa ha lasciato l’Italia e la maglia della Nazionale dopo la non brillante esperienza con la Juventus, per poi ripartire dal Canada con la maglia del Toronto FC con cui ha vinto per due anni di fila l’Eastern Conference (2016 e 2017) e sollevato al cielo la MLS Cup nel 2017. Giovinco portò la sua squadra ad un passo dalla gloria, perdendo la finale della Champions League solamente ai calci di rigore contro i messicani del Guadalajara.

Dopo il mancato rinnovo del contratto la Formica Atomica attraversa il mondo giungendo in Arabia Saudita con l’Al Hilal nel mercato di riparazione invernale. I Blue Shark non riescono a vincere il campionato della stagione 2018/19, soccombendo di fronte l’Al Nassr, ma la consacrazione finale giunge infine con la vittoria nella AFC Champions League, finalmente il primo trofeo internazionale per l’azzurro.

Giovinco però non è il primo italiano a trionfare in questa ambita competizione, bensì il terzo. Prima di lui riuscirono nell’impresa Marcello Lippi e Iacopo La Rocca.

 

Marcello Lippi – Guangzhou Evergrande

L’oramai ex allenatore della Nazionale Cinese, Marcello Lippi, raggiunse il suo punto più alto della sua avventura cinese nel 2013, quando condusse il Guangzhou Evergrande alla sua prima vittoria nella AFC Champions League nella doppia finale contro i coreani del Seul FC. 2-2 in Corea ed 1-1 in Cina con la regola dei gol in trasferta che consegnò la Coppa agli uomini di Lippi. Assoluto protagonista di quella finale fu Elkeson, che segnò un gol in entrambe le gare.

Gli otto anni di Marcello Lippi in Cina – dai trionfi a Guangzhou alla Nazionale

Il tecnico di Viareggio, che era giunto in Cina solamente l’anno precedente, scrisse la storia diventando il primo italiano a vincere la Champions Asiatica e riportando il trofeo nella Terra di Mezzo, 23 anni dopo il primo ed unico successo del Liaoning. Il Guanzhou Evergrande avrebbe poi replicato il successo nel 2015 con Felipe Scolari alla guida contro l’Al Ahli di Dubai, sempre grazie alla rete di Elkeson.

Ma nel 2014, le Tigri del Canton furono eliminate ai quarti di finale da una delle squadre più miracolose nella storia del calcio: il Western Sidney Wanders di Iacopo La Rocca.

 

Iacopo la Rocca – Western Sidney Wanders

 

Nel 2014 il WSW vinse la Champions League alla sua prima partecipazione in assoluto battendo in finale l’Al Hilal che era nettamente favorito alla vigilia del doppio confronto. A guidare il centrocampo della squadra australiana vi era un calciatore originario di Roma, Iacopo La Rocca.

Classe 1984 dopo una carriera in periferia in Italia condizionata da molti infortuni, si trasferì in Svizzera dove dal 2008 al 2012 militò in massima divisione con le maglie di Bellinzona e Grassophers. Nell’estate del 2012 il grande salto verso l’Australia dove fu acquistato dal Western Sidney Wanders, club fondato solamente qualche mese prima che si apprestava ad affrontare la sua prima stagione in A-League.

Iacopo La Rocca fu una delle colonne portanti della mediana del club che alla sua prima stagione si conquistò l’accesso alla Champions League 2014, vincendo la regular season. L’italiano non partecipò alla Grand Final dato che fu squalificato per due giornate a causa di una gomitata rifilata ad un avversario nel derby di Sidney. Nell’atto conclusivo della stagione il WSW fu sconfitto dal Central Coast Mariners per 2-0.

In quel momento però, iniziava la strabiliante cavalcata del giovanissimo club australiano verso la conquista della Champions. Grazie ad una difesa di ferro la squadra di Sidney ebbe la meglio sul Sanfrecce Hiroshima agli ottavi di finale e nel turno successivo addirittura sui campioni in carica del Guangzhou Evergrande. In semifinale senza concedere gol fra andata e ritorno il WSW sconfisse il Seul finalista dell’edizione precedente e nell’atto conclusivo, mantenendo anche in questo caso la porta sempre inviolata, Iacopo La Rocca e compagni sconfissero l’Al Hilal.

“Il ricordo più bello? – racconta Iacopo in un’intervista –Aver battuto il Guangzhou di Lippi, una squadra messa su con un budget ben diverso dal nostro.”

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