Il calcio cinese è diventato oramai una gigantesca farsa, una parodia che non può far altro che sprofondare per colpa degli amministratori. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato di come, la General Sports Administration, per volere del ministro dello sport Gou Zhongwen, ha scavalcato la Chinese Football Association al fine di organizzare un training camp per 55 giocatori U25 (leggi qui), della durata di due mesi che farà saltare ai convocati le ultime sei giornate di campionato.

Il fatto di per se è gravissimo, in quanto priva alcuni club che stanno lottando per posizioni di vertice o per la salvezza, di alcuni giocatori titolari o primissimi rincalzi, senza che le squadre possano effettivamente opporsi, fatto che sarebbe vietato dalla stessa Fifa, la quale non prende provvedimenti.

Nei giorni successivi all’annuncio del training Camp (il due ottobre, definito da alcuni tifosi come il giorno della morte del calcio cinese), sono emersi altri inquietanti dettagli che gettano ombre sul futuro del calcio cinese. Al termine del training camp, i 55 giocatori non torneranno ai rispettivi club, ma verranno impiegati dalla Federazione per formare due rappresentative Nazionali (A e B) che andranno a partecipare ai campionati 2019 di Chinese Super League e China League One.

Se questa indiscrezione dovesse essere confermata, ci ritroveremmo di fronte ad un episodio totalmente assurdo, nel quale, club che hanno investito per la formazione o per il cartellino di un giovane calciatore, se lo vedono privare senza alcuna forma di compensazione. Inoltre, chi dovrà pagare gli stipendi dei 55 atleti? I club o la Federazione? Nulla di tutto questo ancora è stato specificato.

Il training camp è iniziato con un seminario di quattro giorni alla Beijing Sports University sul concetto di ‘collettivismo’ (il quale non esiste nella Cina che pone l’individuo in iper competizione, per cui si tratta solo di una farsa teorica ed ideologica) per poi proseguire con un addestramento militare (molto utile per il calcio eh…) a Tai’an (provincia dello Shandong), fino alla fine del mese.

Secondo i comunicati rilasciati dalle istituzioni sportive, il principale focus per lo sviluppo del calcio cinese riguarda la nazionale maggiore: ma come si può pensare di implementare il sistema con queste riforme che di anno in anno sono sempre più deleterie? Nella mente del ministro Gou Zhongwen, questi 55 giocatori andranno a comporre la Nazionale che dovrà centrare la qualificazione a Qatar 2022, ma come si può pensare di raggiungere un risultato in questo modo senza costruire una cultura calcistica che parte dal basso?

Veramente due mesi di training per i giocatori (oramai ex) di Shandong Luneng e Beijing Guoan possono essere più utili di sei giornate di campionato vissute da titolari più una finale (andata e ritorno) di Chinese FA Cup? Seriamente, si pensa di costituire una rappresentativa seria facendo allenare questi ragazzi per l’anno intero senza alcun giocatore straniero che li possa supportare nel proprio processo di crescita? Al di la della legalità o meno di questo processo, l’idea di Gou Zhongwen è la più ridicola possibile.

Il pubblico cinese ha reagito malissimo e sul web sta criticando aspramente la Chinese Football Association. Oltre a rischiare il disinteressamento dei tifosi nel calcio, vi è la possibilità concreta di perdere gli sponsor legati alla Nazionale e alla Chinese Super League. Già all’inizio della stagione 2018 la Super League è stata costretta a rivedere al ribasso la vendita dei diritti TV a causa delle restrizioni sugli stranieri e regole sugli U23 (leggi qui).

Come accennato nei primi paragrafi, la manovra delle autorità sportive cinesi è vietata dai regolamenti della Fifa, e in via del tutto teorica, applicando la legge, la Cina (club e nazionali) dovrebbe essere squalificata da tutte le competizioni internazionali per almeno due anni. Ma l’ente presieduto da Gianni Infantino molto probabilmente chiuderà entrambi gli occhi (ma continuerà a squalificare i vari Pakistan e Sierra Leone, con cui può fare la voce grossa), in quanto la Fifa respira con soldi cinesi come abbiamo avuto modo di constatare durante Russia 2018 (leggi qui).

Nel mentre, il calcio nella terra di Mezzo, che due anni fa sembrava dover diventare la Premier League d’Asia, conosce il proprio declino e muore lentamente a causa delle scellerate decisioni di uomini che non capiscono nulla di calcio.

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