Il Milan e la strada che porta verso la Cina, il futuro economico e dello sport. Una trattativa che dura quasi due anni e che Blog Calcio Cina ha deciso di ricostruire, a partire da Mr. Bee, passando per la miriade di nomi che sono stati fatti, da Jack Ma a Robin Li, fino ad arrivare all’attuale Sino Europe Sports Investment Management e agli interrogativi che ancora persistono.
La serie di mini articoli che trovrete verrà continuamente aggiornata, fino al tanto ambito closing previsto per metà novembre… o eventualmente a oltranza,come una serie di calci di rigore che non centrano mai lo specchio della porta, a meno che Mr. Bee non tenti un’altra invasione di campo.

AL MILAN LA SUPERCOPPA ITALIANA

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23 dicembre, a Doha il Milan torna ad alzare un trofeo dopo stagioni di astinenza. La squadra allenata da Montella vince la Supercoppa italiana contro la Juventus ai calci di rigore, grazie alla rete del pareggio di Bonaventura, alle prodezze in porta di Donnarumma e alla realizzazione del tiro decisivo di Pasalic.

A complimentarsi con il Milan vi è anche la Sino Europe, che dirama il seguente messaggio: “Grazie Milan per la stupenda vittoria. La #SupercoppaTIM ha unito i tifosi di #milan di tutto il mondo! #Doha #JuveMilan”

L’INTERVISTA DELL’ANSA A YONGHONG LI

Yonghong Li © Ansa

22 dicembre- Finalmente parla Yonghong Li, in un’intervista rilasciata in esclusiva all’Ansa: “Mi dispiace per i tifosi che avrebbero legittimamente fretta che la cessione si concludesse, ma in fondo è giusto così, questa finale è stata conquistata dall’attuale gestione ed è corretto che siano loro a viverla e, speriamo, a vincerla. Da parte nostra, abbiamo deciso di dare il nostro contributo aderendo alla proposta del Milan di elargire un premio in caso di vittoria, che sarebbe un ulteriore stimolo per SES per tenere alta l’asticella. La nostra ambizione è infatti continuare la storia di successi del Milan. E ci auguriamo che Silvio Berlusconi, da Presidente Onorario, possa in futuro alzare altri trofei”.

D: A che punto siamo?

R: In Cina, ogni investimento verso Paesi esteri è soggetto all’approvazione dell’autorità regolatoria cinese. Di recente, l’autorità ha annunciato nuove misure di controllo nei confronti degli investimenti verso l’estero, e questo riguarda anche le operazioni annunciate prima che tale accordo fosse reso pubblico, come nel caso dell’acquisizione del Milan da parte di SES.

D: Perché – in attesa delle autorizzazioni – non è stata acquistata una partecipazione del Milan equivalente ai 200 milioni di Euro anticipati?

R: Perché non sarebbe stata autorizzata. In questa fase a SES non è concesso detenere alcuna partecipazione nel Milan.

D: Come mai molti altri gruppi cinesi hanno realizzato investimenti nell’industria calcistica, in Italia oltre che in Gran Bretagna, senza incontrare le stesse difficoltà?

R: Si tratta di operazioni che sono state chiuse prima dell’annuncio delle nuove misure di controllo.

D: Confermate che tutti i capitali per l’acquisizione della società sono già stati raccolti?

R: Per la verità SES ha raccolto una quantità di capitali superiore rispetto all’importo dell’investimento.

D: Cosa succederebbe se le autorizzazioni venissero negate?

R: SES ha individuato una struttura alternativa di investimento, che risolverebbe il nodo rappresentato dalle nuove misure introdotte.

D: È vero, quindi, che si sta lavorando a un piano B con investitori europei?

R: In questa fase siamo fiduciosi che le autorizzazioni saranno concesse in tempo per consentire il closing entro la data concordata con Fininvest, quindi preferiremmo non entrare in dettagli riguardo al Piano B.

D: in questo caso, lei rimarrebbe azionista?

R: Personalmente, sono totalmente impegnato nel costruire il futuro del Milan.

D: E’ vero che SES coprirà le perdite registrate dal Milan a partire da luglio?

R: Sì, gli accordi con Fininvest prevedono che le perdite registrate dal Milan a partire dallo scorso mese di luglio facciano carico a SES.

D: È plausibile che i restanti 320mln possano essere dilazionati in varie rate?

R: Tale possibilità non è né contemplata nell’accordo con Fininvest, né attualmente prevista dalle parti.

D: Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che i capitali di SES appartengano in realtà a Silvio Berlusconi.

R: Si tratta di una notizia completamente infondata.

LA ZHONGBANG SPORT DEVELOPMENT PER IL NUOVO MILAN

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21 dicembre, il nome ”sicuro” della cordata milanista sarebbe quello della Huanghsi Zhongbang Sport, società di infrastrutture con la quale Fassone ha avuto un primo incontro durante il viaggio in Cina nel mese di novembre.

Contattato dai giornalisti cinesi, un manager dell’azienda specializzata nel settore dell’edilizia sportiva, che preferisce rimanere nell’anonimato, ha dichiarato:
“Confermiamo la partecipazione alla cordata capeggiata da Sino Europe Sports. Ero presente all’incontro con Fassone che non si è tenuto a Pechino ma a Huangshi. (foto uscita in esclusiva su milannews.it settimane fa)
Chi non ci conosce ci ha definiti un’azienda piccola ma siamo sotto controllo della SASAC (国资委) quindi azienda statale e lavoriamo a stretto contatto con la 中国建筑 China State Construction, che ci potrebbe aiutare nella costruzione di un possibile nuovo stadio per il Milan.
Chi oltre noi nella cordata? Sono a conoscenza di una banca ma non posso fare il nome”.

UN MERCATO SENZA CAPITALI E IL TOTALE ANONIMATO FINO AL CLOSING

La rosa del Milan non verrà rafforzata nel mercato di gennaio secondo quanto sottoscritto nel documento di proroga del closing fra Fininvest e SES. Per citare il famoso motto di Galliani “Uno parte, uno entra”.

Così scrive il quotidiano La Stampa: “In pratica non esiste la possibilità di un budget “personale” perchè sia Silvio Berlusconi che i cinesi si sono accordati affinchè il Milan faccia zero, ovvero si può spendere soltanto se si vende. Nell’accordo di fatto non sarebbero consentiti neanche i rinnovi contrattuali degli attuali giocatori in rosa, l’unica eccezione (e anche questo sarebbe stato messo nero su bianco) riguarda Jack Bonaventura a cui era stato promesso un ritocco di ingaggio con relativo allungamento di un anno, d’accordo con la controparte cinese.”

In sostanza Mirabelli non avrà alcun potere decisionale come sottolineato dallo stesso Galliani: “Il mercato del Milan è molto complesso perchè è fatto a due teste e per fare un’operazione devi avere l’autorizzazione dell’altra parte. Non abbiamo un budget, prima di comprare bisogna vendere e il mercato è fatto anche di rapidità”.

Inoltre, nel comunicato congiunto fra Fininvest e SES, viene sottolineato il fatto che i nomi dei cinesi facenti parte del consorzio verranno resi ufficiali solamente al momento del closing a marzo, il che non fa altro che gettare ombre e incertezze sul futuro del Milan, a discapito di quanto annunciato dalla Gazzetta dello Sport nei giorni scorsi che parlava di un asset da mille miliardi di euro.

LA SCALA: CLOSING VICENDA STRAZIANTE

https://youtu.be/oDUtN7Zh3hY

LO SFOGO DELL’AVV. LA SCALA

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Sempre il 13 dicembre, si è svolta l’assemblea dei Soci a Casa Milan, chiusa con un nulla di fatto e ancora tante incognite sul futuro rossonero.

Ha fatto scalpore l’episodio che ha visto come protagonisti l’avv. La Scala e Adriano Galliani. Il presidente dei piccoli azionisti ha presentato una serie di dieci domande chiarificatore, ma la non risposta dell’amministratore delegato è stata sconcertante: “Le domande non sono pertinenti né attinenti all’ordine del giorno, l’assemblea non è il luogo deputato alla trattazione di argomenti mediatici. Dichiaro chiusa la discussione”.

L’avv. La Scala si è scatenato ai microfoni di milannews dopo la chiusura dell’assemblea: “Sei sicuro di averci lasciato o di stare per lasciarci nella mani di soggetti che come lui ha detto hanno le carte in regola per portare il Milan in alto? Ho sempre sostenuto che questa epoca berlusconiana ha fatto il suo tempo, è troppi anni che ci trasciniamo una vicenda che non ha né capo né coda. Sono contento del fatto che Berlusconi e la Fininvest abbiano finalmente deciso di passare la mano. Però ci hanno anche assicurato che l’avrebbero fatto con soggetti in grado di portare il Milan in alto. Quando tu pensi che ci sarà qualcuno che metterà un miliardo nel Milan, pensi che ci sia qualcuno che ragioni in grandi. Purtroppo in questi mesi, anche per via della strana politica comunicativa dei cinesi, voi avete la sensazione che si stia ragionando in grande? A me non sembra. Questo mi dispiace. Rimprovero la stitichezza comunicativa a Fininvest ma anche ai cinesi, non mi si racconti che hanno uno stile diverso. Ognuno di noi ha il diritto di adattarsi alle modalità e al sentimento del luogo in cui si opera. Se i cinesi pensano di comunicare in questo modo sono deluso e preoccupato. Ho un giudizio positivo di Fassone, è un uomo di spessore, speravo condizionasse in modo più intelligente e comprensivo la comunicazione dei cinesi in Italia e a Milano”.

ALTRI 100 MILIONI

Martedì 13 dicembre, doveva essere il giorno del closing, dell’addio di Berlusconi ai colori rossoneri in favore dei cinesi di SES, invece nulla di tutto questo è successo. Come da accordi è giunta una seconda caparra da 100 milioni di euro in mattinata tramite la CreditSuisse di Hong Kong. In questo modo 200 milioni sono finiti nelle casse di Fininvest e ne mancano 320 per il passaggio del 99% delle quote.

Sono emerse indiscrezioni anche per quanto riguarda i nomi della cordata il giorno precedente al versamento della seconda caparra. Confermato Yonghong Li e il fondo di stato Haixa Capital, a cui si aggiunge Huarong, già menzionato nei mesi scorsi, e alcune banche emerse solo nelle ultime ore, quali la Industrial Bank, la Bank of Guangzhou e la China Zheshang Bank.

Bank of Guangzhou è a controllo municipale del guangzhou, regione del Guangdong, e la China Zheshang Bank ha sede a Hangzhou, municipalità dello Zhejiang. Industrial Bank, invece, ha sede a Fuzhou, nel Fujian. Resta da capire il tipo di coinvolgimento nell’investimento,

 IL RINVIO DEFINITIVO, SI VA A FEBBRAIO

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La sera di venerdì 2 dicembre si sono incontrati i dirigenti di Fininvest con quelli di SES per rinviare definitivamente il closing. Le parti hanno rilasciato questo comunicato ufficiale dopo l’incontro

“Fininvest, assistita dai suoi consulenti, ha oggi incontrato gli advisor degli investitori cinesi raggruppati in Sino-Europe Sports. Scopo della riunione, fare il punto sulla cessione dell’intera quota di AC Milan detenuta da Fininvest, in prossimità della scadenza dei termini contrattuali per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie al closing. All’ordine del giorno dell’incontro, tra l’altro, la verifica di tematiche relative ad aspetti finanziari, societari e di tempistica, da compiere in vista della finalizzazione dell’operazione. La verifica è stata avviata nel clima positivo e costruttivo che anche in questa occasione le parti hanno ribadito. Fininvest e SES si sono date appuntamento alla prossima settimana per gli approfondimenti del caso”.

La nuova data del closing? 28 febbraio, 2017, nell’anno del Gallo, a meno di ulteriori rinvii naturalmente, dimenticatevi del 13 di dicembre, ci saranno altri tre mesi di trattative, ribaltamenti di fronte, nomi e contro nomi per una never ending story.

Fininvest chiederà un’ulteriore caparra di 100 milioni aggiuntivi rispetto ai 100 milioni già incassati. I nuovi 100 milioni transiteranno offshore-Cina, cioè da Hong Kong, come era già successo per i primi 100 milioni. Ancora oscuro invece il fronte degli investitori. Dai rumors nella lista presenziata ad agosto (con nomi come Tcl Corp e l’assicurazione Ping Yan) ci sarebbero solo sponsor pubblicitari per il Milan e non investitori.

ASSOLUTA INCERTEZZA

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I giorni dopo il derby sono stati colmi di incertezze, ed era quasi chiaro che si sarebbe arrivati a un posticipo del closing. Berlusconi ha ritrattato le proprie parole, con l’incondizionata fiducia a SES e rassicurazioni sul fatto che l’operazione si sarebbe conclusa il 13 di dicembre, ma queste sono apparse come dichiarazioni di pura facciata, in quanto il presidente onorario del Milan è intenzionato a tenersi i rossoneri.

In un clima di assoluta incertezza non le manda a dire l’Avv. La Scala, presidente dei piccoli azionisti del Milan: “Di fronte a questo disgustoso teatrino, io mi rifiuto di sparare previsioni senza capire chi ci sta prendendo in giro. Il modo con cui Fininvest e Berlusconi da una parte e la cordata cinese dall’altra informano l’opinione pubblica e i tifosi milanisti è vergognoso e denota l’ assoluta mancanza di rispetto per le speranze e le legittime aspettative dei supporter rossoneri. In assemblea chiederó conto di tutto ciò al socio di maggioranza e agli amministratori per quanto di loro competenza con riguardo alla tutela dei diritti del Milan. Si scordino di sperare che l’assemblea dei soci si trasformi in una festicciola”.

Di contro Berlusconi continua a sostenere che dopo il 13 dicembre sarà passato, e che l’unica incertezza riguarda la mancata autorizzazione da parte del governo di Pechino a SES per concludere l’operazione. Si è tanto parlato della grande burocrazia cinese senza sapere che il PCC ha facilitato tutte le operazioni in uscita, per cui la questione delle autorizzazioni non sta assolutamente in piedi essendoci nella cordata anche società di proprietà statale. Secondo Carlo Festa di The Inseder, fino alla fin di novembre è ancora in corso il fund raising.

THO, CHI SI RIVEDE

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Il 26 novembre Mr. Bee torna in scena e si reca a far visita a Berlusconi ad Arcore. Il fatto scatena un putiferio e si pensa subito a un rilancio della trattativa per il broker sino thailandese visto il clima di profonda incertezza sul fronte SES.

Al momento non risulta nulla di concreto, d’altro canto per quel che si sa con certezza, Mr Bee si è recato in Italia per incontrare Fabio Cannavaro e altri giocatori per conto della sua Global Legend Series, la società che organizza partite fra vecchie leggende nel sudest asiatico.

ROSSONERI SPORT INVESTMENT

Grazie al sito Calcio e Finanza sappiamo ora come sarà strutturata l’operazione e come verrà gestito lo spostamento dei capitali, dalla Cina, a Hong Kong fino a giungere al Lussemburgo, come al tempo fece la Suning per rilevare l’Inter tramite la società creata ad Hoc, la Horizon, controllata dalla Suning Cultural Investment di Hong Kong

Il veicolo per gestire l’operazione è quello del Rossoneri Sport Investment Co. ltd costituito ad Hong Kong da SES al fine di rilevare il 99,93% delle azioni del Milan. Tale veicolo è stato costituito nell’ex colonia britannica il 28 giugno 2016 da parte di Chen Huashan, già noto in estate e considerato uomo chiave della cordata. Le 100 mila azioni della Rossoneri Sport Investment Co. Limited sono possedute da un’altra holding, la Rossoneri Changxing Sports Investment Management Ltd., con sede nella provincia di Changxing, in Cina.

Sempre il sito C&F ci dice che il 26 settembre scorso è stata creata anche la Rossoneri Champion Co. Limited, il cui unico socio è Chen Huashan e con capitale sociale di solo 1 dollaro di Hong Kong, mentre non è chiaro il ruolo che potrebbe avere il Rossoneri Sport Europe, ovvero un secondo veicolo situato a Lussemburgo, ovvero un paradiso fiscale molto utilizzato dalle società cinesi per gestire trattative e completare acquisizioni all’estero.

Per quanto riguarda invece i nomi che andranno a comporre la cordata, non vi è alcuna novità nei documenti depositati ad Hong Kong, il che, abbinato alle recenti parole di Berlusconi, non fa altro che infittire il mistero attorno a questa trattativa che potrebbe riservare delle sorprese alquanto clamorose.

LE PAROLE DI BERLUSCONI: CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE?

Berlusconi

La notte dopo il derby il presidente Berlusconi si è concesso ai media facendo il punto della situazione per quanto riguarda il closing, confermato al 13 di dicembre come annunciato da SES nei giorni precedenti tramite comunicato ufficiale: “Abbiamo assicurazioni valide che si chiuderà il 13. Crediamo non ci siano ostacoli nell’ottenimento delle autorizzazioni che servono dallo Stato cinese. I cinesi insistono perché io rimanga nel ruolo di presidente onorario, senza l’elezione di un presidente esecutivo diverso da me. Penso che potrebbe attuarsi questa situazione, ma dovrei avere una possibilità d’intervento sul mercato e su questioni di campo. Se così sarà, proverò ad accettare la presidenza onoraria. Spero proprio ci sia spazio per Adriano Galliani, cercherò di far accettare questa condizione. Se non si dovesse chiudere il 13, si vedrà. Ma penso che le assicurazioni siano valide. Ho accettato questa decisione con molto dolore”.

La domanda che ci si pone è la seguente, cambiare tutto per non cambiare niente? Il Milan si sta approcciando a una nuova era della sua storia, passando in mano ai cinesi, per questo si dovrebbe staccare completamente dal proprio passato per poter pensare a programmare il futuro senza delle figure, quelle di Berlusconi e di Galliani, che potrebbero essere estremamente ingombranti con la loro presenza nella nuova società

IL DERBY DI MILANO

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Domenica 20 si è giocato il primo derby cinese di Milano, un vento promosso mediaticamente dalle emittenti televisive in questa direzione, allo scopo di capire meglio il mercato cinese. Per promuovere il calcio italiano verso la Terra di mezzo il derby è stata una grande occasione persa, a iniziare dall’orario della partita, alle ore 20:45 italiane che corrispondono alle 03:45 di Pechino, andando così a vanificare tutta la massiccia promozione che è stata effettuata sul fronte cinese. Oltretutto la questione delle maglie ha influito in modo estremamente negativo nello spettacolo, dato che era assolutamente impossibile riconoscere le due squadre in televisione dato che si potevano vagamente distinguere dal solo colore dei pantaloncini. (leggi qui per un analisi più approfondita)

LE DELUCIDAZIONI DI MONTANARI

Per capire a fondo l’operazione del Milan, risulta essere uno strumento molto efficace l’intervista che Montanari (Milano Finanza), ha rilasciato a Milannews. Riportiamo alcuni dei punti di maggior interesse:

L’acollo del debito:Si dice che potrebbe ripercorrere le tracce dell’operazione che hanno fatto prima Thohir e adesso Suning con l’Inter, ovvero concedere alla società un prestito fruttifero che obbliga il club a pagare un tasso d’interesse. Quello che concede Suning è del 7.7%, quindi abbastanza alto. Il tasso d’interesse è importante perchè significa che il Milan dovrà ripagare i suoi azionisti. Un’operazione del genere ha bisogno di un advisor finanziario che struttura l’operazione e qui si inserisce Goldman Sachs, una delle principali banche d’affari mondiali. Fininvest, invece, metteva soldi nelle casse del Milan con prestiti infruttiferi, ovvero senza obbligare il club a pagare l’interesse. L”operazione è dispendiosa, perchè comunque ci sono 100 milioni di caparra, 450 di closing, che fanno più di mezzo miliardo di euro. In più ci sono 350 milioni di investimenti da fare su base pluriennale e il Milan ha un debito importante. Le banche vogliono la garanzia ed è quella data dal proprietario del club, ovvero la cordata cinese che fa a capo a Yonghong Li“.

Su Yonghong Li:Mi risulta che sarà l’azionista di riferimento, perchè metterà circa 250 milioni degli oltre 500 milioni complessivi necessari ad acquistare il Milan, ovvero tra il 40% e il 45%, anche se non avrà la maggioranza assoluta“.

Nel corso degli anni è possibile che i membri di questa cordata cambino e ci siano uscite e/o nuove entrate? E’ tutto plausibile. Nel senso che, non essendo un soggetto industriale come Suning che compra con un rapporto diretto, ma essendo invece un fondo che compra un club in cui un investitore può entrare o uscire come un fondo tradizionale, probabilmente succederà che, con la quotazione a Hong Kong che avverrà nell’arco di 2-3 anni al massimo potrà variare la composizione di questo fondo. Chi vorrà incassare rimarrà e chi vorrà restare rimarrà. L’operazione è un’operazione finanziaria. O ci si crede o no. Le operazioni finanziarie si fanno così in tutto il mondo. Poi, chiaramente, nelle operazioni finanziare c’è sempre una componente speculativa che punta a guadagnare. Bisogna capire se nel breve o nel lungo periodo“.

ULTERIORI RITARDI, SI VA AL 2 O AL 13 DICEMBRE?

Il 10 dicembre, al ritorno di Fassone dalla Cina, che ha rassicurato l’ambiente rossonero sulla solidità della cordata, è stata fissata la data per il passaggio del Milan da Silvio Berlusconi alla Sino Europe. La firma del contratto definitivo e l’assemblea dei soci (che dovrà nominare il nuovo CdA) si terranno il 2 dicembre (il 13 in seconda convocazione). L’accordo è stato raggiunto dopo una riunione alla quale hanno partecipato rappresentati di Fininvest e quelli dei nuovi proprietari.
Fininvest, attende da Sino Europe Sports l’ultimo bonifico da 440 milioni. Proprio per cautelarsi da eventuali ritardi burocratici nell’accredito della somma proveniente dall’estero, si è deciso di fissare la data alternativa del 13 dicembre.

GALLIANI AI SALUTI

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Dopo 30 anni, l’amministratore delegato Adriano Galliani lascerà il Milan. Tempo fino al closing e le strade si separeranno. Per Galliani si prospetta un futuro in Lega. Ecco le sue parole in un’intervista rilasciata alla Gazzeta dello Sport

“Penso che saranno le ultime settimane al Milan, non è per presunzione ma posso fare solo l’amministratore delegato. Quindi credo saranno le ultime mie tre settimane. Quello che abbiamo fatto rimane, passeremo dalla cronaca alla storia e forse sarà meglio la storia della cronaca, chi lo sa”.

“E’ un grande orgoglio perché in 30 anni abbiamo fatto tantissimo: anche i secondi posti vogliono dire tantissimo perché significa arrivare nelle varie finali di Champions, Coppa Italia ecc, per un totale di 45 in 30 anni. La Top 11 dei miei Milan? Non mi piace farla, perché è difficile visto che il calcio è cambiato molto e quindi non si possono fare determinati paragoni. Ci sono delle statistiche che dimostrano che il calcio è diventato molto più fisico e i tempi si sono molto ridotti. Per questo motivo è impossibile fare una valutazione e un confronto tra giocatori. In ogni caso quando penso a Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini è una difesa straordinaria, ma anche la difesa contro la Juve, Costacurta-Nesta-Maldini-Kaladze era un grande reparto. Per non parlare poi del centrocampo con Gattuso, Pirlo, Seedorf, Rui Costa. Poi, Sheva e Inzaghi. Abbiamo avuto 8 Palloni d’Oro, negli anni 90 avevamo titolare il Pallone d’Oro Van Basten e l’altro Pallone d’Oro Papin in panchina :questo faceva capire la mentalità del Presidente Berlusconi”.

VERSO IL CLOSING CON MENO NOMI

Nel mese di ottobre sembravano molteplici i nomi che avrebbero fatto parte della cordata del Milan. Si va diretti verso il closing fissato ora al 23-25 novembre, ma con meno società cinesi coinvolte. Secondo Repubblica, gli investitori che fanno parte della cordata dovrebbero essere cinque: il fondo di investimento a partecipazione statale Haixia, il gruppo assicurativo Ping An Insurance, l’istituto di credito China Construction Bank, il colosso dell’elettronica Tcl Group e probabilmente un quinto investitore, la cui identità non è nota. Da questa lista sarebbero dunque esclusi Huarong e il gruppo Yongda che potranno rientrare successivamente nell’operazione sotto forma di sponsor.

FASSONE IN CINA

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Il 31 ottobre Fassone è partito alla volta della Cina alla ricerca di nuove sponsorizzazioni e partner commerciali. Il prossimo dirigente rossonero ha fatto tappa a Pechino, nella sede della “China State Construction Engineering Corporation” (CSCEC), azienda statale leader nello sviluppo e nelle costruzioni edilizie. A Fassone i dirigenti cinesi hanno mostrato un nuovo centro sportivo, comprensivo di stadio, che sarà completato nella capitale cinese nel 2018.

Il sito Blastingnews si spinge oltre e pone la cordata Sino Europe in trattativa anche per acquisire il Beijing Guoan, la prima squadra della capitale che ha appena concluso il campionato al quinto posto. Nulla di confermato in questa ipotesi suggestiva, con il Milan, che dopo la trattativa Mr. Bee, continua ad essere accostato alle Imperial Guards. Dopo la tappa nella capitale, Fassone si è diretto a Shanghai, negli uffici dell’Adidas per poi proseguire la sua fitta rete di appuntamenti a Chongqing.
Il futuro ad del Milan è rientrato in Italia il 9 novembre.

IL QUADRO SI STA COMPONENDO

TCL Corporation; China Huarong International Holding; China Merchants Bank; Haixia Capital e lo stesso Yonghong Li erano presenti nel comunicato del 5 agosto, mentre Jilin Yongda e Zhuai Zhongfu sono emersi nei giorni successivi, a cui si aggiungono Construction Bank, Ping An Insurance e Boashang Bank.
Sette colossi e tre piccoli investitori, che dovranno essere confermati al closing del 20 novembre. Secondo quanto riportato dal cds risulta che Fininvest abbia posto la clausola ai cinesi che al closing debbano essere presenti almeno tre colossi e con una determinata quota di partecipazione.

La presentazione della lista definitiva a Fininvest era prevista per il 20-21 ottobre, ma questa viene prorogata di una settimana-dieci giorni da SES, mentre resta inalterata la data del closing. Nel frattempo, anche l’Ad in pectore Marco Fassone ha rinviato di una settimana-10 giorni il suo viaggio in Cina per il road show tra gli investitori.

CHINA CONSTRUCTION BANK E ALTRI COLOSSI

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13-ottobre: I nuovi nomi consegnati a Fininvest che possono far sognare il Milan sono:

-La China Construction Bank, la seconda, potentissima, banca cinese
-La Ping An insurance (main sponsor della Chinese Super League), fatturato da 60 miliardi, secondo colosso assicurativo secondo solo alla China Life collegata alla Huarong
Baoshang Bank, istituto bancario della Mongolia.
-La China Merchant Bank, potentissima banca cinese del Guangdong, fatturato da 48 miliardi di dollari, assets per 843 miliardi.

AFFARE DI STATO: HUARONG NELLA LISTA DEGLI INVESTITORI

Milan, è un affare di Stato: la China Huarong nella lista degli investitori

12 ottobre-il giorno seguente al no di Paolo Maldini emerge un nuovo nome per la cordata del Milan, si tratta di Huarong Asset Management, che va dunque a coinvolgere inevitabilmente lo stato.

Nella lista consegnata a Fininvest vi è dunque anche il nome di Huarong, ed è fra le più grandi società finanziarie pubbliche in termini di asset in Cina. Fatturato da 11,3 miliardi di dollari (due volte e mezzo Fininvest), profitti per 2,3 miliardi, valore di mercato da 14,3 miliardi e un giro d’affari da 118 miliardi di dollari secondo Forbes.
La China Huarong è un’istituzione finanziaria non  bancaria di proprietà dello Stato cinese e patrocinata dal Ministero delle Finanze e da China Life, con un networkche copre 30 provincie, oltre a Hong Kong

IL NO DEFINITIVO DI MALDINI

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11 ottobre- il Capitano, la grade bandiera del Milan, Paolo Maldini, dice di no all’offerta di SES

“Il Milan è sempre stato per me un affare di cuore e passione, la mia storia, quella di mio padre e quella dei miei figli lo dimostrano e nessuno potrà cancellare questo nostro legame con i colori rossoneri. Proprio questo forte legame mi impone di essere attento, preciso e professionale nell’accettare l’incarico che mi è stato offerto; certo, sarebbe molto più facile seguire l’emozione della proposta e dire di si, senza pensare alle possibili conseguenze e partire a testa bassa in questa nuova avventura. Invece no, non posso, devo rispettare i valori che mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita, devo rispettare i tanti tifosi che si sono negli anni identificati in me per passione, volontà e serietà, devo rispettare il Milan e me stesso.

Mi è stato proposto il ruolo di Direttore Tecnico, prima di me è stato ingaggiato un Direttore Sportivo di fiducia dell’Amministratore Delegato, quindi, secondo l’organigramma societario che mi è stato presentato, avrei dovuto condividere qualsiasi progetto, acquisto o cessione di calciatore con il mio parigrado DS. A mia precisa domanda su cosa sarebbe successo in caso di disaccordo, mi è stato detto dal Sig. Fassone che avrebbe deciso lui. Detto questo, non credo ci fossero le premesse per un team vincente. Io ho fatto parte di Squadre che hanno fatto la storia del calcio e so che per arrivare a quei risultati ci deve essere una grandissima sinergia tra tutte le componenti societarie, investimenti importanti e ruoli ben definiti. Le ultime stagioni del Milan con il doppio Amministratore Delegato e ruoli sovrapposti dovrebbero essere d’insegnamento. Naturalmente mi sarei dovuto prendere, agli occhi dei tifosi, della stampa e della proprietà, tutta la responsabilità della parte sportiva, con la possibilità di essere escluso da ogni potere esecutivo.Non ho mai chiesto di avere un contatto diretto con la proprietà per bypassare l’Amministratore Delegato; ho espresso la volontà di sentire dal Sig. David Han Li, Direttore Esecutivo della Sino Europe Sports, che ho incontrato solo per pochi minuti, cosa si aspettassero da me; avrei voluto ascoltare dalla sua voce quali obiettivi si fossero prefissati e quali investimenti avessero intenzione di fare. Credo che questa sia una richiesta seria che ogni professionista abbia diritto di formulare al proprio datore di lavoro, specialmente quando si ha alle spalle un passato come il mio con il club, fatto di appartenenza e di credibilità.”

INTERVISTA A PASQUALE CAMPOPIANO

Blog Calcio Cina ha intervistato Pasquale Campopiano, giornalista del Corriere dello Sport, da mesi punto di riferimento per quanto concerne la trattativa dati i suoi contatti. Abbiamo parlato di alcuni retriscena della trattativa, chiarito alcuni punti bui, come la rottura della cordata di Sal Galatioto. Secondo Campopiano ci dirigiamo velocemente verso il closing, ed è dunque giunto il momento di pensare in concreto al futuro del Milan.

Ecco di seguito alcuni punti cruciali dell’intervista. Qui il link per l’articolo completo.

a notizia dell’interesse della Gold Sand River era sicuramente fondata, faceva parte della lista degli investitori. La cordata di Galatioto e Gancikoff vi erano anche Yonghong Li e Ang Li, infatti la Sino Europe venne fondata da Galatioto con l’appoggio di Jie An De, holding personale di Li, che aveva incaricato l’advisor americano di intavolare la trattativa, con il coinvolgimento successivo di Gancikoff, che era legato a Steven Zheng e Sonny Wu della GSR. Probabilmente quei giorni è andato qualcosa storto con la GSR, quello che risulta a me è che al tavolo della trattativa, la società di Sonny Wu rispetto agli altri soggetti coinvolti aveva un ruolo preponderante. A quel punto è entrato in scena Yonghong li su segnalazione di Fininvest, adirato per una GSR leader dell’operazione, ha preso la situazione in mano e scelto di rompere il rapporto con Galatioto ed è andato alla firma del preliminare da solo.

Quel che conta osservare ciò che accadrà negli anni a venire, perché i 350 milioni di euro promessi dopo il closing nei prossimi tre anni, in realtà sono il costo gestionale del Milan, perché i rossoneri chiudono ogni anno il bilancio con -100milioni, diciamo che quei soldi sono garantiti per la sopravvivenza rossonera. Tutto quello che loro saranno in grado di costruire attorno sarà il vero valore aggiunto che potrebbe riportare il Milan in Champions League nel giro di due anni, ma molto dipende se riusciranno a fare un aumento di capitale e quotare il Milan in borsa, da che tipo di sponsorizzazioni si effettueranno, come verrà veicolato il brand Milan a oriente.

TCL NUOVO PARTNER

TCL Corp, il teatro dei sogni cinese che vuole il Milan

La questione Maldini tiene banco, i tifosi sono divisi, e la questione societaria è sempre più torbida: un giorno sembra che i soldi ci siano, l’altro che tutta l’operazione verrà finanziata dalle banche.
Fra il marasma generale Campopiano, sul cds, rivela che la TCL Corporation farà parte della cordata cinese. Il colosso elettronico cinese, terzo leader mondiale nella produzione di televisori, ha un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno, il triplo rispetto a Fininvest.
La TCL ha come partner commerciali la Wanda Group (la società che tra le sue acquisizioni ha anche la Infront) con l’acquisto per 100 mln di dollari il 10% di Wanda E-commerce. Non è ancora nota la quota di partecipazione della TCL nella cordata cinese.

LA SINO EUROPE VIRA SU MIRABELLI

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Le richieste più che legittime di Maldini devono aver indispettito i cinesi, che si sono affrettati, sempre il 5 ottobre, a ufficializzare l’ingaggio di Massimiliamo Mirabelli: “SES ha il piacere di informare che, a far data dal closing, Massimiliano Mirabelli entrerà a far parte del management team di AC Milan, collaborando direttamente con l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Marco Fassone nella gestione dell’area sportiva. SES dà il suo più caldo benvenuto a Massimiliano e gli formula i migliori auguri di buon lavoro”

ANCHE MALDINI ALLA RICERCA DELLA VERITA’

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5 ottobre- a Paolo Maldini viene offerto il ruolo di dt dalla dirigenza cinese, ma l’ex bandiera del Milan vuole vederci chiaro e chiede di poter conoscere e parlare direttamente con i nuovi proprietari, per non rischiare di perdere la faccia e capire con chi, effettivamente, avrà a che fare. Questo il comunicato di Maldini

“Vedo che il mio nome un po’ troppo spesso viene tirato in ballo attraverso notizie false, o quantomeno non verificate. E’ vero che ho incontrato Fassone e Mirabelli a casa mia, e mi è stato detto che l’obiettivo della nuova società è quello di riportare il Milan, in cinque anni, fra i top club del mondo. Quindi, a questo proposito, la mia storia di uomo e di calciatore del Milan mi impone di capire fino in fondo le idee della nuova proprietà, i loro progetti e come pensano di agire. Ho bisogno di sentirmelo dire direttamente da loro per un motivo di coerenza: se ci devo mettere la faccia, il cuore e la passione, perché so come sono fatto, lavorerei 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per la causa. lo voglio fare per un progetto realmente serio.

Sono pronto a stravolgere la mia vita, non sono io ad avere cercato il Milan ma loro ad avere cercato me, quindi ritengo giusto che io possa parlare con la nuova proprietà prima di prendere una decisione definitiva. E’ una questione di principio e di giustizia.
Si è detto di una mia richiesta elevata a livello economico: non ho fatto alcuna richiesta in tal senso. Si è detto di alcune condizioni che avrei dettato: semplicemente ho fatto presente che se mi dovesse essere affidata l’area tecnica, sarebbe giusto che io potessi prendere delle decisioni, ed eventualmente sbagliare, in autonomia. E questo non vuol dire bypassare il ruolo di Fassone. Si è detto della mia inesperienza: mi sento di affermare che a livello tecnico di esperienza ne ho, e deriva da una vita trascorsa sul campo con la maglia del Milan, che continuo a considerare non come una seconda pelle, ma come la mia prima e unica pelle.

Vorrei che una cosa fosse chiara, senza generare alcun tipo di fraintendimento: qualunque decisione io prenderò, lo farò solo ed esclusivamente per il bene del Milan. E se alla fine dovessi far parte della nuova società, vorrei che i contatti con la proprietà, ovviamente condivisi con Fassone, fossero continui e costruttivi, non servirebbe sentirci solo una volta ogni tanto. Se si deve tornare al top, lo si deve fare tutti insieme, all’interno di un progetto condiviso. Si è anche detto che la mia risposta negativa è già arrivata: semplicemente, al momento, non sono d’accordo con il ruolo che mi è stato prospettato. Chiedo rispetto, un rispetto che penso di meritarmi”.

L’INCHIESTA DELLA GAZZETTA DELLO SPORT

La prima pagina della Gazzetta dello Sport con l'inchiesta sui cinesi del Milan

Nuove ombre sulla cordata cinese che vorrebbe acquistare il Milan. Il 4 ottobre la Gazzetta dello Sport tramite l’eccellente inchiesta di Marco Iaria cerca di mettere con le spalle al muro la Sino Europe Sport Management. Secondo quanto merso, Li Yonghong, è un perfetto sconosciuto non solo per i molti tifosi del Milan in Cina ma anche per coloro che appartengono alla business community e che sul calcio stanno investendo da tempo.

«Si diceva che fosse billionaire e che possedesse due società quotate in Borsa», sentenzia Iaria, «ma non ci sono riscontri in Cina sulla sua consistenza patrimoniale, anche perché i suoi affari si perdono in un reticolo di società e prestanome».

Il giornalista della Gazzetta ha interpellato Fen Ying, proprietario del broadcaster Baofeng (e delle quote di maggioranza di MP&Silva assieme al fondo immobiliare Everbright), il quale ritiene Yonghong Li uno perfetto sconosciuto: «Mai visto prima»

Scetticismo anche da parte di James Tian, manager di Cicc (China International Capital Corporation Limited): «Gli investitori non sono noti, non sono player di primo livello della finanza e non lavorano nell’industria sportiva. Per i cinesi è più coerente che i club di calcio vengano acquistati da società o imprenditori già avviati»

He Wenyi della Peking University: «La struttura del gruppo che vuole comprare il Milan non è tipica in Cina. Suning la conoscono tutti, possiede già una squadra e ha rilevato l’Inter per fare sinergie e creare valore in Cina. Quello del Milan è un caso completamente diverso: sembra un’operazione finanziaria con l’obiettivo di trarre profitto in futuro, puntando sul brand value del Milan che in Cina è molto alto e sull’enorme potenziale dei giovani consumatori cinesi».

YONGHONG LI RADDOPPIA

Dopo le tempeste delle ultime settimane la situazione sembra essersi calmata con l’avvicinarsi dell’80° compleanno di Silvio Berlusconi. Il cammino del Milan procede, con 10 punti nelle ultime quattro partite e una rimonta rocambolesca in casa contro il Sassuolo, con i rossoneri che prevalgono 4-3.
Sul fronte societario Yonghong Li ha dichiarato di voler raddoppiare il proprio investimento a 200 milioni di euro, dopo i primi 100 già versati in conto a Unicredi, diventando quindi il principale azionista del consorzio cinese. La restante parte (300 milioni), verranno versati da Haixa Capital e da altri piccoli azionisti

FINALMENTE QUALCHE NOME

Il 27 settembre è stata una data convulsa, dopo aver realizzato che la cordata cinese era a Milano, il sito milannews rivela alcuni nomi della cordata che acquisterà il Milan.

1) 捷安德 Jie An De, holding personale di Li, non un’azienda e un nome nuovo, è già stato citata in Italia, è collegata con moltissime aziende nel sud della Cina (tutte pressoché del Guangdong) e proprio da qui, in Cina sono riusciti a scoprire un nome nuovo della cordata: Zhuhai Zhongfu.

2) 珠海中富 Zhuhai Zhongfu, quotata alla borsa di Shenzhen. Azienda produttrice di lattine e bottiglie per bevande. È strettamente collegata alla Jie An De perché la holding di Li Yonghong è il maggior investitore della Zhongfu.

3) 龙浩国际 e Il Canale di Kra: Li Yonghong risulta esser dal 2005 il CEO della Long Gu International 龙浩国际, che è uno dei maggiori investitori per la realizzazione del Canale di Kra, (mega progetto da 28 bilioni di dollari) un Canale creato tra Cina e Thailandia per permettere alle navi cinesi una miglior ed economica navigazione verso il porto di Canton.

4) Jilin Yongda, sicuro investitore minore nella cordata cinese del Milan, già citato in precedenza. Tre punti che la accomunano alle altre aziende: Quotata alla borsa di Shenzhen (Share A) Sede legale nel Sud della Cina (Guangdong) Uffici a Shenzhen

I CINESI ERANO A MILANO

Il 27 settembre Sky Sport fornisce importanti aggiornamenti sulla vicenda Milan e rivela che il gruppo orientale, guidato da Han Li, braccio destro del presidente di Sino-Europe Yonghong Li, è stato a Milano dal 15 al 17 settembre scorso.

Arrivati giovedì, gli imprenditori orientali hanno incontrato sia i loro legali italiani, sia le banche, sia gli advisor, tra cui Marco Fassone,  per risolvere soprattutto le questioni economiche e finanziarie legate al transito di soldi dalla Cina all’Italia. Han Li ha visitato anche la sede di Fininvest di Via Paleocapa, segno che la trattativa per il closing ha subito una decisa accelerata. L’intento dei cinesi è di chiudere entro il 20 novembre, data del derby, ma comunque non oltre il 5 dicembre.

ACCORDI FRA YONGHONG LI E SONNY WU?

Il 25 settembre il quotidiano Tuttosport ha riportato il fatto che Yonghong Li e Sonny Wu della Gold Sand River   sono in contatto fra di loro. I rapporti non sono certamente amichevoli dato che Li è uscito dalla cordata di Galatioto andando da solo alle firme, ma l’avvicendamento e un passo indietro potrebbero essere necessari per raccogliere i capitali necessari cioè i 400 milioni restanti da pagare a novembre a Fininvest dopo i 100 già incassati. Alcune fonti confermano la trattativa fra i due, altri le negano.

Secondo quanto rilanciato dal Sole24Ore, non vi sarebbero grossi investitori dietro la cordata allo stato attuale. Secondo Carlo Festa: “Gran parte delle risorse della cordata Sino Europe dovrebbero infatti arrivare dai prestiti di un pool di banche, mentre la dose di equity dovrebbe essere abbastanza minoritaria. In pratica, un’operazione quindi in gran parte finanziaria, come si dice in gergo ‘a leva’. Dove le banche sarebbero ripagate con la futura Ipo del Milan oppure con l’ingresso di nuovi investitori”

COMUNICATO FININVEST: RIBADITA LA SOLIDITA’ DEGLI ACQUIRENTI CINESI

A fronte dello stillicidio di rumor e indiscrezioni relative alla prima fase delle trattative per la vendita dell’AC Milan, Fininvest si vede costretta a ribadire con forza i seguenti punti:

– le verifiche sulla solidità finanziaria degli acquirenti si sono basate sugli approfondimenti compiuti dai nostri advisors presso istituzioni finanziarie e operatori cinesi e internazionali;
questa solidità è stata confermata dal pagamento, in anticipo sui tempi previsti, della caparra di 100 milioni di Euro da parte di Sino-Europe Sports, che ha ad oggi rispettato tutti gli impegni assunti con l’accordo firmato dalle parti ad agosto;
– il lavoro congiunto di Fininvest e Sino-Europe Sports per arrivare alla chiusura del contratto, prevista entro la fine dell’anno, prosegue in modo positivo e in un clima di massima collaborazione.
Questi, e solo questi, sono i dati di fatto, al di là di ogni speculazione.

L’ACCUSA DI CAIXIN

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Altri problemi per quanto riguarda la documentazione bancaria presentata dalla cordata cinese. Non è Bloomerang a rilanciare la notizia, bensì il cinese Caixin. Il magazine è noto in tutto il Paese per i suoi reportage in campo economico e finanziario. Malvisto dalle autorità, è sempre riuscito a sopravvivere grazie al sostegno e al rispetto dei suoi lettori. Nel marzo del 2016 Caixin ha pubblicato un’articolo che chiedeva maggior libertà di parola in Cina, con il risultato di venir oscurato.

La nuova accusa è rivolta al principale rappresentante dell’attuale cordata, Li Yonghong, di aver fornito a Fininvest un documento falso della Bank of Dongguann.
Inoltre, come sottolinea Il Sole 24 Ore:Il registro delle imprese cinesi mostra che il compratore del club rossonero è Chen Huashan, un finora sconosciuto investitore. Lo stesso Chen Huashan, sempre dai documenti ufficiali, ha aperto sempre in giugno altre due società d’investimento, che hanno stesso indirizzo e piano della Sino-Europe Sports. Ma chi è Chen Huashan e perché viene inserito il suo nome come referente della Sino-Europe Sports al posto di Yonghong Li e di Haixia Capital?

GLI INVESTITORI CI SONO O NO?

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Il 20 settembre, secondo quanto riportato dal cds, la trattativa procede a vele spiegate, come riporta l’articolo di Pasquale Campopiano: “La notizia è che la richiesta da parte degli investitori cinesi, lo confermano fonti vicine alla trattativa, sarebbe addirittura superiore ai 740 milioni messi in campo per l’acquisto del Diavolo (100 già versati, 420 da versare in un’unica soluzione alla firma del closing e la copertura dei circa 220 milioni di debiti). Il Milan, che dall’altra parte del mondo ha un bacino di utenza di 250 milioni di simpatizzanti (il 20% della popolazione cinese), fa  insomma gola agli investitori della grande muraglia, che avrebbero già garantito la somma per l’acquisto e addirittura superato la stessa, visto che gli accordi prevedono anche un piano di rilancio di 350 milioni subito dopo l’acquisizione (con 100 milioni da versare dopo la firma del closing e i restanti 250 milioni da garantire nei successivi tre anni).”

Il Sole24ore due giorni dopo smentisce il cds e intitola: “I cinesi si fanno prestare i soldi dalle banche. Obiettivo Ipo per ripagare il debito”. Un’operazione che potrebbe essere paragonata all’acquisizione dell’Inter da parte di Erick Thohir quando a vendere era stata la famiglia Moratti. Quindi, gli investitori ci sono o meno? O arriveranno poi… considerando che oltre ai 400 milioni di euro per il closing ve ne sono anche 350 da investire in tre anni secondo la clausola di vendita.

Secondo quanto riportato da Milano e Finanza, non c’è nulla di cui preoccuparsi, perché sia Fininvest che gli advisor in campo, ovvero Lazard e Rothschild, conoscono già l’elenco dei compratori, ma fino al closing questi non verranno svelati. Confermata la voce che vede gruppi aziendali che hanno lo stato come primo investitore. Per sancire lo storico accordo è stato annunciato sarà un evento ufficiale a Milano e altri roadshow in Cina.

TUTTA COLPA DELLE BANCHE

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12 settembre- Bloomerang attacca la cordata cinese, in quanto questa avrebbe presentato una documentazione bancaria falsata a Fininvest. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il 25 aprile infatti i cinesi avrebbero presentato un report della Bank of Jiangsu Co. falsificato e non confermato dalla stessa banca. Ma la cordata Sino Europe naturalmente smentisce, posizione ribadita da Fininvest.

Resta da capire se il documento falso presentato da Bloomberg sia riferito alla holding di Yonghong Li, che è capocordata dell’attuale consorzio o se invece sia riferibile alla precedente cordata di Sal Galatioto, quindi all’operazione sfumata. Non si sa ancora chi ha ragione in tutto questo, e anche la Bank of Jiangsu alza le spalle, come a dire che non ne sa nulla. Rimane un interrogativo, ovvero, da dove arriveranno i 400 milioni necessari al closing?
Yonghong Li non sembra infatti imprenditore con grandi capacità finanziarie, Haixia dovrebbe partecipare con una quota, con il coinvolgimento dello Stato cinese e così altri piccoli soggetti come Yongda.

YONGDA NELLA CORDATA?

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Nonostante le firme, passano i giorni e non si sa nulla sugli eventuali investitori che fanno parte della Sino Euope Sports Investment Management. Il 20 settembre spunta il nome di Yongda, una società specializzata nella produzione di magneti. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Yongda ha parlato ufficialmente della quotazione del Milan alla Borsa cinese e ha fatto sapere che “sta valutando l’operazione”. L’azienda della città di Jilin dovrebbe avere almeno il 3 % della nuova società. Il suo leader è stato fino a poco tempo fa Lu Yongxiang, 314esimo uomo più ricco di Cina, che ha però venduto le sue azioni a un fondo in cui ha un ruolo importante anche lo stato di Guangzhou.

Intanto dalla regia rassicurano sul fatto che il closing avverrà a metà novembre, ma per quanto riguarda il tanto bramato mercato di gennaio, la SESIM fa sapere che dipenderà tutto dalla classifica della squadra di Montella ad inizio 2017: se fosse a rischio l’Europa League, il nuovo azionista cinese potrebbe decidere di aprire il portafoglio, mentre in caso contrario, gli aggiustamenti saranno minimi e legati alla voluntary disclosure, l’accordo quadriennale con l’Uefa per evitare la punizione di chi non ha rispettato i parametri del fair-play finanziario.

PARENTESI BANDIERE

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La tensione sale anche per quanto riguarda il futuro dirigenziale del Milan, con l’ingresso di Fassone nel ruolo di amministratore delegato. Questi è stato contestato su twitter da Albertini per il suo passato da interista (ha pubblicato la foto con uno striscione “Io non sono interista”).

Fassone nel ruolo di ds avrebbe scelto Massimiliano Mirabelli, attuale capo osservatori e struttura scouting dell’Inter, braccio destro di Piero Ausilio.
Scelte che però possono destabilizzare ulteriormente l’ambiente rossonero e l’animo dei tifosi. In un’intervista a sky, Paolo Maldini ha preso “gentilmente” le distanze da un ipotetico ritorno in rossonero, mentre Costacurta si è schierato dalla parte dell’ex compagno di squadra Albertini in modo molto più duro: “Demetrio ha scritto quello che pensano tanti tifosi del Milan. Non provino neanche a chiamarmi”. Chiudendo di fatto le porte in faccia a qualsiasi proposta milanista.

I PRIMI 100 MILIONI

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Sul fronte della contabilità, il fondo cinese ha versato i primi 100 milioni di euro di caparra nella prima settimana di settembre, con la restante parte che verrà risolta nei prossimi tre mesi, fino ad arrivare ai 740 milioni di euro, debiti compresi.

Dopo due anni di trattative finalmente il Milan ha siglato il secondo contratto di vendita, questa volta per la totalità delle proprie azioni, ma passando dal tanto chiacchierato Mr. Bee alla Sino Europe Sports Investment Management (SESIM), la situazione non è mai stata propriamente chiara.Il Wall Street Journal ha riportato notizie poco confortanti sul presidente della SESIM, Yonghong Li. Secondo quanto rivelato, l’uomo d’affari cinese è stato sanzionato dalle autorità borsistiche dello Shanghai Stock Exchange quattro anni fa per non avere dichiarato di aver effettuato alcune operazioni borsistiche, nello specifico non avrebbe dichiarato di aver ceduto 53,6 milioni di azioni della Shanghai Duolun Industry Co. Su Yonghong li si sa poco o nulla: 46 anni, nel 1994 emigra a Hong Kong, dove è stato a capo di tre società, che però oggi non esistono più secondo i dati pubblici.

Non un buon modo di presentarsi per i nuovi proprietari cinesi e per le stesse autorità governative, dato che la SESIM è un veicolo finanziario di stato. Come riportato da Gabriele Battaglia nell’articolo pubblicato su Ultimo Uomo, il fondo è stato registrato il 3 giugno del 2016 da Chen Huashan nella città di Huzhou, nella provincia dello Zhejiang (dove si è recentemente svolto il G20). La SESIM ha un capitale di 13.5 milioni di euro e avrebbe come scopo quello di velocizzare investimenti cinesi nello sport, in particolare in Europa.
A controllare il fondo vi è la Haixia Capital, un fondo statale che si occupa di finanziare strutture nella provincia di Fujian. Non è ancora dato a sapere se dietro l’operazione vi sono anche cordate o investitori privati.

ARRIVANO LE FIRME

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5 agosto. Arrivano finalmente le firme, con un colpo di scena degno delle migliori fiction: non viè la Fosun, e la Galatioto Sports Partners si frattura, con l’advisor americano e Ganjikoff che escono di scena.

l nuovo gruppo orientale è rappresentato dal manager Yonghong Li della Sino-Europe Investment Management Changxing. Si tratta di una società veicolo creata per l’operazione all’interno della quale ci sono, tra gli altri, Haixia Capital, il fondo di stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti.
“Con l’accordo – si legge nella nota ufficiale – gli acquirenti si impegnano a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di tre anni, di cui 100 milioni da versare al momento del closing”. Queste le clausole fatte inserire da Berlusconi, con i 350 milioni di euro che non devono essere intesi esclusivamente come investimenti nel mercato, ma anche in infrastrutture e espansione del brand Milan a oriente.

MENDES: CI SONO ANCHE IO

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Il 4 agosto alla porta di Fininvest bussa la Fosun International Limited assieme al superagente Jorge Mendes. Il gruppo di Shanghai, guidato da Guo Guangchang si pone come alternativa alla cordata di Galatioto. La Fosun è in rapida espansione nel mondo sportivo, fa parte della China Media Capital, la stessa che ha acquistato il 13% del City Football group, nel novembre 2015 ha acquistato il 20% della Gestfute di Jorge Mendes e assieme a questi ha portato a termine l’acquisizione del Wolverhampton nel luglio del 2016.

GOLD SAND RIVER

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Pochi giorni dopo il nuovo tentativo da parte di Mr. Bee, cambia totalmente il profilo della cordata di Sal Galatioto. Niente Robin Li, niente Evergrande, bensì Sonny Wu con la sua Gold Sand River. Chi? Domanda più che lecita.

Sonny “Shenjun” Wu opera nel settore delle energie rinnovabili, lo stesso campo di Nicholas Ganjikoff. Come riportai: Sonny Wu è a capo della “Gold Sand River” (GSR), un fondo speculativo cinese con sedi a Pechino, in California, a Hong Kong, a Singapore. il fondo raccoglie denaro da diversi finanziatori e li utilizza per operazioni di compravendita, anche ad alto rischio. Attualmente i fondi ammontano a un miliardo di dollari, nonostante ciò, il nome di Sonny non appare fra quello dei 400 uomini più ricchi di Cina.
Le intenzioni della GSR erano quelle di rilevare il 100% delle quote del Milan. Erano…

SI RIVEDE MR.BEE

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Siamo agli inizi di luglio, e si continua a trattare. La cordata rappresentata da Galatioto vorrebbe acquistare subito tutto il pacchetto azionario. I tempi della trattativa si allungano, il closing appare un miraggio, e nel frattempo, dal nulla riappare Mr.Bee:

Onestamente non sono mai scomparso da questa trattativa. Certo, da quando è stata siglata da Fininvest un’esclusiva con un altro consorzio, sono rimasto rispettosamente in attesa. Ma dal dicembre 2014 il mio impegno per chiudere un accordo per acquistare parte dell’Ac Milan non si è mai interrotto. Ed ora, a pochi giorni dalla fine di questa esclusiva, vorrei far sapere ai tifosi del Milan che esiste un’altra possibilità. Che Berlusconi può tenersi il Milan e restarne alla guida. I miei investitori sono ZHJ Capital e Parantoux Capital, fondi cinesi costituiti da grandi banchieri ed investitori che lavorano a stretto contatto con il principale fondo della Cina di proprietà del Ministero delle Finanze. Quando hanno saputo che Berlusconi era pronto a vendere la maggioranza mi hanno contattato dicendosi disponibili a fornirmi i capitali per una nuova offerta, anche per la minoranza. Ripeto, credo che sia la soluzione migliore per il Milan”.
Una serie di reti off shore per prendersi il Milan, un nuovo disperato tentativo che non è andato a buon fine, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo.

LA FIERA DEI NOMI

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Nel mese di maggio, la Galioto Sport Partners, raggiunge il primo step, ovvero la trattativa in esclusiva con Fininvest per quanto concerne la cessione del Milan. Con la firma ogni trattativa riguardante il club è stata congelata per un mese: acquisti, cessioni, eventuale scelta dell’allenatore, rinnovi di contratto, tranne il triennale di Montolivo, per la gioia dei tifosi milanisti che potranno vedere per altri tre anni il loro illuminante capitano calcare i campi di San Siro.

Ma la domanda che sorge spontanea è… se Jack Ma ha smentito tutto, chi sono i nomi dietro alla trattativa? Il 30 maggio la CCTV svela i quattro nomi della cordata di Sal Galatioto, mentre il China Daily sostiene che la trattativa si sarebbe conclusa entro il 15-20 giugno: si va da Robin Li, proprietario di Baidu, al colosso delle telecomunicazioni Huawei, per giungere all’Evergrande Real Estate, fino a Medea, il più grande produttore di elettrodomestici in Cina.

Giunti alla metà di giugno, non è stato ancora messo nulla nero su bianco, entrambe le parti si dicono ottimiste per la chiusura della trattativa, ma per realizzare il closing vero e proprio ci vorranno almeno tre mesi e quindi bisognerà aspettare il mese di settembre, anche perché le intenzioni sono poi quelle di quotare il Milan nella borsa di Hong Kong.
Mentre sul fronte Inter tutto sembra procedere in modo spedito, la cordata rappresentata da Galatioto decide di rinviare le firme al 4-8 di luglio, andando quindi oltre il diritto di trattativa in esclusiva. Si tratta di un atto di cortesia nei confronti del presidente Berlusconi, ricoverato in ospedale.

IL MILAN E’ A MILANO?

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Mentre l’Inter si appresta a passare in mani cinesi in tempi brevi, la trattativa milanista ha dei tempi più lunghi: l’advisor della trattativa è Sal Galatioto, nome illustre nel mondo dell’economia sportiva, che già ad aprile 2016 dichiara di poter chiudere la trattativa con Fininvest in sei-otto settimane “se le cose vanno nel verso giusto”

Il manager, ex Lehman Brother dal 2005 con la sua Galatioto Sports Partners ha partecipato, in qualità di advisor, a più di 70 passaggi di proprietà di club statunitensi. Al fianco di Galatioto vi è Nicholas Gangikoff, che sarebbe dovuto diventare uomo chiave nel nuovo Milan cinese, sostituendo Adriano Galliani nel ruolo di ad.
Anche in questo caso i cinesi si sarebbero presi la maggioranza delle quote (70%), per una valutazione inferiore rispetto a quella fatta un anno prima da Mr.Bee: l’intero pacchetto azionario del Milan è stato valutato per 740 milioni di euro, debito compresi (ammontano a 200 circa).

Il primo nome a spuntare nella cordata di Sal Galatioto è quello di Jack Ma, re dell’e-commerce e uomo più ricco di Cina, proprietario per il 50% del Guangzhou Evergrande. Sarebbe una svolta per le casse rossonere, ma sia Alibaba, che Hutchison Whampoa (altro gruppo che si diceva fosse coinvolto nella trattativa) hanno smentito l’interesse. Jack Ma ha ironizzato chieendosi sui social: “Ma il Milan è il club di Milano”?

SPESE A MILANO

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La stagione 2015/2016 volge al termine e la Milano del calcio è in decadenza, fra fatturati ai minimi storici, ben distanti dalla solidità economica della Juventus, a risultati indecenti sul campo. Il Milan conclude la stagione ancora una volta senza trofei e fuori dalle Coppe Europee, obiettivo centrato dall’Inter, che torna in Europa League esprimendo un gioco brutto, a tratti bruttissimo con Mancini in panchina.

I brand di entrambe le squadre sono conosciuti e estremamente apprezzati in Cina. Intanto il calcio della Terra di Mezzo si è conquistato una centralità a livello mediatico, grazie al faraonico calciomercato intrapreso dai club nel febbraio del 2016 e per un’implacabile espansione verso l’Europa, che al termine dell’estate 2016 porterà i gruppi cinesi ad aver acquistato ben 18 squadre fra Francia, Inghilterra, Spagna, Australia e Italia, oltre a detenere il totale controllo del mercato dei diritti televisivi con le acquisizioni di Infront (nel 2015 con la Dalian Wanda) e MP&Silva, oltre alla strategica sponsorizzazione alla FIFA, realizzata sempre dalla Dalian Wanda di Wang Jianlin, mossa che permetterà alla Cina di organizzare il tanto ambito mondiale entro il 2030.

Uno dei tanti punti della riforma pluriennale indetta dal governo cinese che dovrà portare il dragone a dominare il mondo sportivo, sia dal punto di vista economico, che per le prestazioni sul campo.
In questo processo, mentre fallisce l’esperienza cinese al Pavia, il Suning Commerce Group, rileva il 70% delle quote dell’Inter, in un’operazione limpida e lineare, che non lascia dubbi sugli intenti del gruppo di Nanchino: sfruttare il brand Inter, potenziarlo, e grazie ad esso espandere il proprio core business (il principale riguarda la vendita di elettrodomestici ad ampio consumo) in Europa. Per quanto riguarda il Milan gli interrogativi si moltiplicano.

LA CITIC CI RIPENSA

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Li Shilin è una figura rilevante all’interno della Citic Securities, la quale è più di una semplice banca, essendo parte di Citic Group Corporation, una conglomerata con interessi e attività in svariati settori industriali: costruzioni, ingegneria, servizi finanziari, media e sport.

La Corporation fa infatti capo anche il 100% della più importante squadra di calcio di Pechino, il Beijing Guoan, club presieduto proprio da Li Shilin, che ricopre anche la carica di presidente della Citic Guoan, un’altra delle controllate di Citic Group attiva nello sviluppo immobiliare. Era dunque facile pensare all’instaurarsi di una partnership fra il Milan e le Imperial Guards di Pechino, finalizzata allo sviluppo del brand rossonero in Cina e al settore giovanile della squadra cinese, in una replica del rapporto che il Guoan intrattenne con il Real Madrid nel 2005.

Proprio nel mese di agosto, avvenne il crollo dei mercati finanziari cinesi a causa della bolla immobiliare che costrinse il posticipo del closing. Tutto doveva essere risolto entro dicembre, ma la Citic decise di finanziare l’operazione della China Media Capital per l’acquisto del 13% delle quote del City Football Group per 400 milioni di euro. Il progetto di Mr. Bee rimane senza finanziatori e il sino-thailandese esce nuovamente di scena, anche se lo ritroveremo nei mesi a venire.

CHI E’ Mr. BEE?

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La prima volta che in casa Milan si parla concretamente di cessione delle quote verso oriente è all’inizio del 2015, con l’arrivo sulla scena del broker sino-thailandese Bee Taechaubol. Questi aveva raggiunto con il Milan un accordo sul passaggio del 48% delle quote a 480 milioni di euro, ma il closing non è mai avvenuto.

A contendersi la società rossonera vi erano due grandi cordate, la prima, quella “misteriosa” di Bee, la seconda un consorzio con il meglio dell’economia cinese, della quale facevano parte Richard Lee, l’uomo più ricco di Hong Kong a capo della Pacific Century Group, la Dalian Wanda di Wang Jianlin, Huawei, già partner commerciale del Milan. A questi si aggiungevano altri nomi di una certa importanza quali Poe Qui Ying Wangsuo, alias Mr Pink e Zong Qinghou, fondatore, presidente e direttore generale della Hangzhou Wahaha Group (la più grande azienda di bevande in Cina, tra cui la Future Cola).

Dopo un lungo tira e molla fu Bee a strappare il consenso a Berlusconi per la cessione delle quote. Eppure il sino-thailandese non aveva le disponibilità economiche per chiudere da solo la trattativa: Mr. come spiegato da Mike Ozanian, nell’articolo scritto per Forbes , il fatturato dell’azienda di famiglia di Bee è di poco inferiore ai 100 milioni annui. Taechaubol gestisce il Thai Prime Fund, società che si occupa di private equaty, ovvero l’acquisto di società non quotate in borsa che hanno ampi margini di crescita. Il fondo le rivaluta incrementandone il fatturato per poi rivenderle. Tachaubol è anche membro del consiglio di amministrazione della Landmark Development Group, società immobiliare di Bangkok. Il suo primo legame con il calcio è relativo al finanziamento della Global Legend Series, società che organizza amichevoli di esibizione con le vecchie stelle del calcio nel continente asiatico.

Il dettaglio più importante che è passato in secondo piano, è che la Global Legend Series sarà una società focale nella rivoluzione calcistica  voluta da Xi Jinping, con l’introduzione del football come materia scolastica. La GSL gestirà le nuove accademy che stanno sorgendo in Cina.
Altri elementi che pongono Bee come un rappresentante vicino ai poteri politici di Pechino, ce li fornisce Milano Finanza nell’agosto del 2015, quando vengono svelato che dietro l’operazione vi è il nome di Li Shilin.

One thought on “Milan, la strada verso la Cina: un mercato a zero budget e mistero sui soci cinesi fino a marzo, si chiude il 2016 rossonero”

  1. Da tifoso del Milan attendo fiducioso questo benedetto closing stando zitto, non mi voglio esprimere finché non sará tutto realmente ufficiale.

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