La scorsa settimana mi sono recato al Worker’s Stadium per il 18° turno di campionato fra Beijig Guoan e Beijing Renhe. Prima del fischio d’inizio ho pubblicato sulla pagina facebook di Calcio8Cina una foto dagli spalti, tinti completamente di verde, mentre il settore ospiti era quasi vuoto nonostante si trattasse di un ‘Derby Cittadino’. La didascalia della foto era “Non chiamatelo Derby, Pechino è solo verde”.

Al che uno degli utenti ha accusato la pagina sostenendo che questa sia faziosa e che ci dovremo chiamare Calcio8Cina – Beijing Guoan. Specifichiamo innanzitutto come stanno le cose: questo sito è gestito da persone che vivono in Italia e che hanno rapporti con la Cina sia in ambito di studio universitario che di lavoro, mentre il sottoscritto da un anno e mezzo vive a Pechino ed è abbonato al Beijing Guoan, ed è fiero di esserlo. Nessuno di noi è giornalista (personalmente, ripudio l’odg e anche se avevo l’opportunità di prendere il tesserino non l’ho mai fatto), e www.calcio8cina.it non è una testata giornalistica, ed anche se si comporta come tale, spesso, vivendo in Cina, vi conferisco il mio punto di vista da osservatore diretto, senza filtri.

Sempre in merito alla foto incriminata un utente ci ha suggerito di fare dei focus per ogni squadra (che solitamente facciamo settimanalmente come questa intervista ad un tifoso dello Jiangsu Suning), per cui, oggi lo accontentiamo e parliamo del Beijing Renhe, la squadra più immorale di Cina, senza tifosi, con tutti che sperano che possa retrocedere se non scomparire.

Ecco dunque 4 motivi per cui se provate anche solo simpatia per questo club, significa che siete delle brutte persone.

 

Una squadra senza radici

Il soprannome dispregiativo del Beijing Renhe è quello di Ranger Dogs, che potremmo tradurre come cani randagi/selvatici, in quanto si tratta di un club nomade e senza radici, che nel corso della sua storia ha militato in altre tre città della Cina prima di approdare a Pechino.

Il club è stato fondato nel 1995 a Shanghai, per poi spostarsi nel 2007 a nord, nella città di Xi’an, in concomitanza con il cambio di proprietà, dalla Cosco Real Estate alla Beijing Baorong Investment. Il club cambia di conseguenza anche nome, da Inter Shanghai a Shaanxi Changba. A Xi’an il club è in grado di costruirsi una consistente fan base, con un’affluenza media di oltre 20.000 persone allo stadio, ma nel 2011 vi è un altro cambio al vertice con l’approdo dell’attuale Renhe Commercial Group (Real Estate di centri commerciali), la quale, avendo interessi economici nella provincia sud occidentale del Guizhou, decide di spostare il club nella capitale Guizhou.

Il Guizhou Renhe vive il momento più alto della sua storia nel 2013 e 2014 con la vittoria della Chinese FA Cup e della Supercoppa, con la partecipazione per due anni consecutivi alla AFC Champions League. Nel 2015 avviene però una disastrosa quanto inaspettata retrocessione, seguita da un nuovo trasloco. Gli interessi della società immobiliare si sono radicati a Pechino con conseguente spostamento del club.

Se questa controversa realtà calcistica a Xi’an e Guiyang aveva trovato territori calcisticamente parlando pressochè vergini nei quali si poneva come la principale realtà pallonara, a Pechino il Beijing Renhe si è inserito in un contesto completamente dominato dal Beijing Guoan dal punto di vista culturale, per giunta partendo dalla seconda divisione.

 

Non hanno tifosi

I dati della stagione 2018 ci dicono che al Fengtai Stadium, casa del Beijing Renhe, vi è stata un’affluenza media di circa 5.000 tifosi a partita, un dato probabilmente inflazionato dal derby casalingo, con una vera e propria invasione dei tifosi del Beijing Guoan presenti in oltre 30.000 unità (come vedremo in seguito). Se andate al Fengtai Stadium per qualsiasi altra partita, a fatica si superano le 2.000 presenze sugli spalti a meno che non vi sia un avversario di spessore come Evergrande o Sipg.

Nel 2016, primo anno del Renhe a Pechino, visitai per la prima volta la Cina ed ebbi modo di recarmi al Fengtai Stadium in un paio di occasioni per i match di League One e notai che l’atmosfera era totalmente spenta e priva di passione. Fuori dall’impianto non vi erano loghi del club, ed appena una bancarella nella quale comperare bevande ed un’altra con maglie e sciarpe (repliche) del club.

Grazie ad un mio amico cinese riuscii a comunicare con alcune persone presenti sugli spalti e le loro risposte furono alquanto esplicative: non erano andati a vedere la partita perchè erano veri tifosi del club, la prima squadra delle persone intervistate era il Guoan, ma queste vivevano nei pressi dello stadio.

Lo scorso anno sono tornato al Fengtai Stadium per il match di campionato contro il Guizhou Hengfeng, ma nonostante siano passati due anni dalla mia prima visita, che hanno visto il club fare anche un salto di categoria, la situazione ambientale non è assolutamente cambiata, sempre spenta, con la dirigenza che non ha provato in alcun modo a rafforzare la propria immagine nella città.

Si cerca di riempire lo stadio con gli impiegati: la Renhe Commercial Group è una società immobiliare e come tante altre proprietà in Cina regala i biglietti ai propri lavoratori, sia in casa che in trasferta, il che non deve essere vista come una cosa negativa, in quanto si cerca di rafforzare in questo modo la propria fan base… ammesso che se ne abbia una. Ogni volta che sono stato al Fengtai, poco prima del fischio d’inizio ho visto queste scene fuori dallo stadio, con gli addetti del club che consegnavano maglie del Beijing Renhe ai lavoratori della società immobiliare che attendevano fuori.

Insomma, fra quelle persone che abitano nei dintorni dello stadio, i lavoratori della Renhe Commercial Group ed un paio di scuole associate con il club, abbiamo grossomodo quella che è la “”Fanbase”” del Beijing Renhe.

 

I derby al Fengtai Stadium

Pechino è solo Verde. Punto. La dimostrazione palese avviene un volta all’anno, durante il derby al Fengtai Stadium. Per noi tifosi del Guoan si tratta di un’altra partita casalinga: se la presenza delle maglie arancioni rimane sulle 2.000 unità, il resto dello stadio, con oltre 30.000 persone, si tinge di Verde.

Non solo sugli spalti, ma anche fuori dallo stadio l’atmosfera è la stessa di un match casalingo, con bancarelle improvvisate che vendono solo ed esclusivamente maglie del Beijing Guoan. Nonostante un viaggio lunghissimo per raggiungere il Fengtai (che si situa in periferia nella zona sud ovest della città), il “Derby” in “casa” del Renhe è uno dei momenti in cui mi sento più fiero ad essere un tifoso del Guoan.

 

Hanno giocato con tre portieri

Durante gli ottavi di finale della Chinese FA Cup 2019, il Beijing Renhe ha schierato contemporaneamente in campo tre portieri in casa del Guangzhou Evergrande e perso per 5-0. Lo so, fa già ridere così.

La squadra allenata da Alkesandar Stanojevic nel weekend era attesa da uno scontro salvezza ed ha deciso di presentarsi a Guangzhou con sole riserve e soli 14 giocatori, 11 in campo e tre in panchina, due di questi portieri. Gli estremi difensori sono poi entrati in campo come attaccanti. Si tratta di un episodio talmente assurdo che e poco professionale, che incrementa l’astio nei confronti del Beijing Renhe.

 

Dopo questo focus sul Beijing Renhe (come ci era stato richiesto), spero possiate capire che il post “Pechino è solo Verde” non è fazioso, ma la semplice verità.

E comunque in Italia ho sia la sciarpa che la maglia del Beijing Renhe, acquistate nel 2016. Questo fa di me una brutta persona?