Lo scorso giovedì è cominciato il primo turno delle qualificazioni asiatiche per il Mondiale di Qatar 2022. 40 squadre si daranno battaglia in 8 gironi nel quale solamente le prime classificate e le 4 migliori seconde accederanno alla fase successiva, oltre a staccare il pass per le qualificazioni alla Coppa d’Asia del 2023.

In questo primo turno le teste di serie quali Giappone, Cina, Australia, Iran ecc.. hanno scontato il turno di riposo e sono scese in campo le formazioni asiatiche minori, che hanno riservato emozionanti partite ed anche inaspettate sorprese, come la vittoria della Palestina per 2-0 sull’Uzbekistan. Ma non solo: la Mongolia trova il successo grazie ad un diciottenne formatosi in Ungheria, mentre la Malesia vince il derby con l’Indonesia grazie alla doppietta di un attaccante originario del Gambia.

Vediamo dunque quali sono stati i principali episodi in questa prima giornata di qualificazioni asiatiche.

IL DERBY DELLE ISOLE

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La partita inaugurale della giornata è stato un confronto fra due Nazioni paradisiache, con Guam, isola del Pacifico, che ha ospitato le Maldive dell’Oceano Indiano in un piccolo. La partita si è disputata nel piccolissimo Guam National Football Stadium, un impianto da appena 1000 posti, nonostante tutto molto suggestivo.

La sfida è stata vinta dalle Maldive grazie all’unica rete segnata nel primo tempo dall’attaccante Ibrahim Mahudhee Hussein, attaccante del TC Sports Club, formazione del campionato delle Maldive. La formazione allenata da Petar Segrt, che si è affidato solamente a calciatori del campionato locale, non disputava partite da 355 giorni. Il 15 settembre del 2018 le Maldive hanno trionfato nella Saff Suzuki Cup (campionato per le nazioni del centro-sud asiatico) battendo per 2-1 la più quotata India. I Red Snapper sarano il prossimo avversario della Cina allenata da Marcello Lippi, in un match nel quale vedremo il debutto di Elkeson.

Guam, dopo la sconfitta con le Maldive, affronterà le Filippine il 10 settembre. La formazione del Pacifico arriva a questo secondo turno di qualificazioni dopo aver battuto nel turno preliminare il Bhutan, ribaltando nella sfida di ritorno il risultato con un sonoro 5-0 con tripletta del capitano Jason Cunliffe

UNA GRANDE PROVA DELLA PALESTINA

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Vi era grande attesa per l’Uzbekistan di Hector Cuper, formazione che sembra essere sempre in procinto di effettuare il salto di qualità per poi mancare in maniera sistematica l’obiettivo. Dopo l’eliminazione agli ottavi di finale della scorsa Coppa d’Asia (per mano dell’Australia), l’Uzbekistan riparte con una clamorosa sconfitta in terra palestinese per 2-0.

Odil Akhmedov (centrocampista dello Shanghai Sipg) e compagni si arrendono di fronte alla nazionale araba dell’allenatore algerino Ould Ali. I protagonisti di questa grande impresa sono stati Oday Dabagh, attaccante ventenne in forza all’Al-Salmiya (Kuwait), ed Islam Batran, ala destra classe 1994 che milita in Giordania. Grazie a questa vittoria, in un girone ostico che comprende come testa di serie l’Arabia Saudita, la Palestina potrebbe porsi come la clamorosa sorpresa, con tutte le carte in regola per ambire almeno al secondo posto.

I DERBY DEL SUDEST ASIATICO

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Il caso vuole che nel Gruppo G siano state sorteggiate quattro squadre del sudest asiatico, per una mini AFF Suzuki Cup, il torneo biennale riservato alle 10 formazioni dell’area ASEAN.

Vi erano grandi aspettative per la partita fra Thailandia e Vietnam, con alcuni talenti da mettere in mostra, da una parte i centrocampisto Songkrasin e Puangchan oltre al difensore Bunmathan, tutti e tre militanti in Giappone, mentre per il Vietnam la stella dell’Hanoi Nguyen Quang Hai e gli europei Cong Phuong (Belgio, Sint Truiden) e Van Hau (Olanda, Herenveen). La partita purtroppo è stata molto brutta, speculativa da parte del Vietnam, che ha raccimolato uno 0-0 imbrigliando la formazione allenata dal giapponese Nishino, alla sua prima panchina con la nazionale thailandese.

Molto più spettacolare la sfida che ha visto la Malesia trionfare per 3-2 in rimonta sul campo dell’Indonesia. Un match drammatico risolto al 98′ da una rete di Mohamadou Sumareh, autore di una doppietta. Si tratta di un esterno offensivo classe 1991, militante nel Phang FA, vanta 15 presenze con la nazionale della Malesia, è soprannominato Keli Boy per il suo modo di giocare fatto di dribbling. Sumareh in realtà è originario del Gambia e si è trasferito in Malesia a 16 anni, dove ha ottenuto la cittadinanza nel 2015, dopo aaver militano nel campionato locale per cinque anni consecutivi dopo il raggiungimento della maggior età.

PARTONO MALE LE ALTRE CINE

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Con la formazione di Lippi a riposo, la nostra attenzione si concentra sulle altre Cine, ovvero Taiwan (Gruppo B) e Hong Kong (Gruppo C).

Il percorso delle due formazioni non è iniziato in maniera certamente entusiasmante: Taiwan è stata sconfitta per 1-2 in casa contro la Giordania. La formazione araba, allenata dal belga Vital Borkelmans,  aveva destato buone impressioni durante la scorsa Coppa d’Asia, e si conferma essere un cliente  scomodo per il primo posto nel girone che si contenderà con l’Australia. A segno Faisal, attaccante del club qatariota dell’Al Shamal, e Ahmed Samir, difensore in forza all’Al Jazeera di Giordania.

Parte malissimo anche Hong Kong, la formazione allenata dal finlandese Mixu Paatelainen pareggia per 1-1 sul campo della Cambogia di Keisuke Honda.

LA PRIMA VOLTA DELLA MONGOLIA

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Risultato storico per il calcio mongolo, che gioca per la prima volta la seconda fase di qualificazioni asiatiche dopo aver eliminato nella fase preliminare il Brunei. Lo stadio di UlanBator impazzisce di gioia alla rete della vittoria sulla Birmania firmata dal diciottenne Dulgun Amaraa, che segna al suo debutto in nazionale.

Quella di Dulgun è una storia particolare, il difensore classe 2001, militante nel club del campionato mongolo FC Deren, si è formato per un anno in Ungheria nella Puskas Academy. Vi è infatti un accordo fra la il club ungherese e le autorità del paese asiatico, con gli scout che selezionano alcuni giovani calciatori dalla Mongolia. Fra questi vi è anche il nazionale U23 Ganbold Ganbayar, attualmente in prestito all’Ulanbaatar City.

SEGNA SEMPRE MOHANAD ALI

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L’Iraq non ha iniziato nel migliore dei modi il proprio percorso, con un pareggio per 1-1 sul campo del Bahrain. A pareggiare la partita all’86’ è stato Mohanad Ali, giovane attaccante di 19 anni che abbiamo imparato a conoscere durante la scorsa Coppa d’Asia dove ha segnato due reti nel corso della fase a gironi. Mohanad Ali, recentemente trasferitosi in Qatar alla corte dell’Al Duhail (dove forma potenzialmente una devastante coppia d’attacco con Almoez Ali), è destinato a diventare uno degli attaccanti di maggior interesse in Asia, tanto che il suo nome è stato accostato dopo la Coppa d’Asia a diversi club europei, fra cui il Cagliari e la Juventus in Serie A.

A VALANGA SIRIA, QATAR E KUWAIT

Non sono mancati in questa giornata alcune partite che hanno visto una squadra prevalere nettamente sull’altra con caterve di gol.

Spettacolare il match fra Filippine e Siria, terminato con il punteggio di 2-5 per la squadra araba. La Siria dopo la disastrosa Coppa d’Asia conclusa nella fase a gironi, riparte con il piede giusto verso il sogno Mondiale, ponendosi come un avversario molto scomodo per la Cina di Lippi nel girone A. Doppietta per Omar Al Soma, attaccante in forza ai sauditi dell’Al Ahli, ma segnali positivi arrivano da un ritrovato Omar Kharbin, Pallone d’Oro d’Asia nel 2017, reduce da uno sfortunato periodo fra vari infortuni.

I campioni d’Asia in carica del Qatar liquidano senza affanni il malcapitato Afghanistan con un netto 6-0. Protagonista assoluto della giornata l’attaccante dell’Al Duhail Almoez Ali, a segno con una tripletta. Almoez Ali, 23 anni, si è messo in mostra durante l’ultima Copa America, segnando un gol spettacolare al Paraguay nel match conclusosi 2-2. Inoltre il giovane attaccante, è stato il capocannoniere della scorsa Coppa d’Asia con 9 centri, siglando il nuovo record di gol in una singola competizione. Qualche squadra europea si farà aanti per questo talento?

La vittoria più larga è quella del Kuwait, con la formazione mediorientale che travolge per 7-0 il piccolo Nepal. Il Kuwait riparte con un nuovo ciclo dopo aver mancato la scorsa Coppa d’Asia in quanto squalificato dalla FIFA a causa delle interferenze governatve negli affari federali. Il Kuwait è inserito nel gruppo B con Giordania e Australia ed il 10 settembre, la formazione araba ospiterà l’Australia, in una partita che ci dirà molto sulle loro ambizioni.

RISULTATI E CLASSIFICHE