Siamo arrivati quasi al giro di boa del secondo turno di qualificazione asiatiche per la FIFA World Cup 2020: qualche squadra già comincia a vedere la luce del terzo turno, altre invece sono già quasi certe di doversene tornare a casa presto.

La partita di punta di questo martedì di ottobre è stata senz’altro la sfida tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, che si è disputata per la seconda volta nella storia nella capitale della Repubblica Popolare Democratica: Pyongyang.
In totale, nella giornata di ieri si sono disputate ben 16 partite, con un complessivo di ben 45 gol messi a segno (quasi 3 marcature per partita). Ma non sono mancati di certo incontri in cui entrambe le porte sono rimaste inviolate, e tra questi spiccano proprio il derby coreano e la magra trasferta della nazionale cinese nelle Filippine.

Lo storico derby di Pyongyang (Girone H)

Quest’ultima pausa per le gare delle nazionali ha messo particolarmente in evidenza come ancora oggi lo sport, e il calcio in questo caso, vada oltre la semplice competizione agonistica per debordare in un campo molto delicato come quello politico. E il derby coreano è stato in questo senso probabilmente il match più delicato di questi sei giorni di gare, e sicuramente il più atteso del continente asiatico.
La motivazione è facile a dirsi: dopo quasi esattamente 29 anni (e per la seconda volta in tutto) si è giocato nuovamente il derby di corea a Pyongyang, tra due formazioni che rappresentano due nazioni in cerca ancora di un trattato di pace, che ponga finalmente fine alla condizione di tensione creatasi dopo l’armistizio di Panmunjeom, che decretò la fine della straziante guerra di Corea.
Il derby è andato in scena a porte chiuse e terminato con il punteggio di 0 a 0. Le informazioni sul match sono piuttosto scarse, ma sembra sia stata una gara in cui la Nord Corea sia riuscita a coprirsi bene difensivamente, riuscendo a portare a casa un punto d’oro in vista del passaggio al terzo turno. Il portiere nordcoreano An Tae-Song è stato eletto dall’AFC migliore in campo.
Nello stesso gruppo segnaliamo la vittoria del Libano (0-3 contro lo Sri Lanka), che si porta così a 6 punti, ovvero ad una distanza dalle coreane.

Primo stop per la Cina e la Siria sorpassa (Girone A)

La nazionale cinese non è riuscita ad andare oltre lo 0 a 0 contro le Filippine, fuori casa. Pareggio che non può essere certo visto in maniera positiva, considerati i valori visti in campo, con un avversario ritenuto tra i club di terza fascia più indietro, e una Cina che ha potuto schierare le due punte di diamante Wu Lei e Elkeson, riuscendo a creare diverse palle gol (ben 14 tiri nello specchio della porta) senza mai segnare.
Ora il cammino si fa già complicato, con la Siria che infatti ha approfittato dell’agevole match casalingo contro il Guam (vinto per 4-0) per portarsi al primo posto in solitaria, con due punti di vantaggio sul team Dragon. Per la capolista è andato a segno ben tre volte l’attaccante dell’Al Ahli SC Omar Al Soma (7 gol nelle 3 partite di qualificazione e 4 centri in 6 gare con il club), stella della nazionale siriana e miglior marcatore di sempre del campionato saudita.
Ora per la Cina sarà fondamentale vincere al Rashid Stadium di Dubai lo scontro diretto con i primi in classifica, per non rischiare di rimanere impantanati in seconda posizione, e rischiare quindi di non passare al turno successivo (al quale accedono, oltre alle 8 vincitrici dei rispettivi gruppi, anche le 4 migliori seconde).

 

Vietnam e Thailandia fanno sul serio (Girone G)

Le due squadre hanno disputato soltanto le prime tre partite su otto totali, di questa fase a gironi, ma la vittoria di quest’oggi del Vietnam sull’Indonesia e il contemporaneo successo casalingo della Thailandia ai danni degli Emirati Arabi Uniti, significa primo posto a pari merito per le due rappresentative. Sinceramente sembra difficile che la classifica di oggi possa poi confermarsi alla fine del turno, ma al momento le due nazionali del sud est asiatico sembrano di gran lunga le due squadre più in forma del girone. Dopo due buone prove cade quindi la nazionale emiratina (che rimane comunque a un punto dalla vetta), il cui cammino si fa ora abbastanza tortuoso. Sarà ora fondamentale vincere i prossimi scontri diretti contro il duo al primato.
La quinta e sesta giornata, in programma il 14 e il 19 novembre, potrebbe essere già decisiva: si giocherà infatti Vietnam-EAU e Vietnam-Thailandia. Nel caso di un doppio successo per la squadra allenata dall’esperto Park Hang-seo, il Vietnam potrebbe già quasi considerarsi parte del terzo turno qualificatorio.
Da segnalare nella Thailandia la marcatura del secondo gol da parte del giovane centrocampista avanzato Eakkanit Punya (classe 1999), alla sua seconda partita consecutiva da titolare con i War elephants. Il giovane thailandese gioca nel Chiangrai, nella Thai League 1, club in corsa per il titolo nazionale.

 

Passo falso per l’Iran (Girone C)

La stessa situazione degli EAU la sta vivendo il Team Melli, che dopo aver affrontato le due squadre più indietro del girone (Hong Kong e Cambogia), cade fuori casa sotto i colpi del Bahrain (per 1 a 0), dopo una partita combattuta, in cui alla fine l’ha spuntata la squadra di casa grazie ad un calcio di rigore. Mentre nello stesso girone l’Iraq liquida con 4 reti la Cambogia, portandosi così al comando del girone insieme ai biancorossi, e staccando di un punto l’Iran.
Ci si aspettava qualcosa di più dai ragazzi del belga Wilmots, che non potranno permettersi altri errori. Complimenti invece al Bahrain, squadra solida difensivamente, che deve però riuscire a creare di più in attacco. Nella partita di ieri è andato a segno per i bianco rossi Mohammed Al-Harda, centrocampista classe ’97 in forza al Vejile Boldklub (seconda divisione danese), uno dei prospetti più interessanti del movimento nazionale.

Gli altri risultati

Girone B: vittorie agevoli per Australia (1-7 a Taiwan) e Giordania (3-0 contro il Nepal), al comando della classifica, ma occhio al Kuwait che dista 3 punti dal secondo posto ma ha già giocato entrambi gli scontri diretti.

Girone D: in uno dei gruppi più combattuti della competizione non convince l’Arabia Saudita, che non va oltre lo 0 a 0 in Palestina. Al comando della classifica va quindi l’Uzbekistan (1-3 a Singapore). Appuntamento al 14 novembre con Uzbekistan-Arabia Saudita.

Girone E: 10 punti in 4 partite per il Qatar, che vince una partita per nulla scontata contro una nazionale in crescita come quella dell’Oman, che si attesta in seconda posizione, davanti al trascurabile Afghanistan e all’incomprensibile India (2 punti).

Girone F: il Giappone ne fa 3 al Tagikistan (doppietta del fuoriclasse Minamino) e vince la terza partita su tre (come solo Siria e Australia sono riuscite a fare), e non sembra avrà problemi ad affermarsi al vertice del girone. Infatti, in seconda e terza posizione troviamo a pari merito il Kyrgyzstan (che vince 1-2 in Mongolia) e il Tagikistan, troppo distanti dal livello dei samurai blu.
Appuntamento dunque al 14 novembre, per la quinta giornata del secondo turni di qualificazioni al mondiale di Qatar 2022.

Di seguito tutti i risultati e le classifiche.