Quinta giornata delle qualificazioni asiatiche a Qatar 2022. Arriviamo al giro di boa con alcune big o presunte tali in crisi, ed alcune sorprese che possono sognare in grande. La notizia del giorno naturalmente sono le dimissioni di Lippi dopo la sconfitta a Dubai contro la Siria, ma anche un Vietnam primo nel proprio girone e l’Iraq che vince al 92′ contro l’Iran una partita tesissima.

Marcello Lippi si dimette (ancora)

Partiamo da un presupposto: in questa stagione la Chinese football Association ha prolungato le pause per le nazionali a quasi un mese al fine di dare maggior tempo a Lippi di lavorare con la squadra. Il risultato è stato disastroso in quanto questa manovra ha ucciso una delle Chinese Super League più belle degli ultimi anni prolungandola all’infinito, mentre il Team Dragon non ha vinto nessuno dei due scontri più ostici, pareggiando 0-0 con le Filippine e perdendo ieri sera con la Siria per 2-1 con goffa autorete al 75′ di Zhang Linpeng.

Nella conferenza stampa post partita Marcello Lippi, visibilmente turbato, a sorpresa  ha annunciato le dimissioni da ct della Nazionale, dichiarando di non essere riuscito a stimolare i giocatori, i quali non hanno rispettato i dettami tecnici da lui richiesti: “La Siria ha giocato meglio di noi, il mio stipendio annuale è troppo alto, mi assumo la responsabilità di questa sconfitta.”

Un epilogo triste per Marcello Lippi che sembrava aver riportato nuova linfa vitale con la novità dei naturalizzati Nico Yennaris ed Elkeson, ma l’entusiasmo è durato solo un paio di partite, per poi rivedere una Cina brutta e incapace di produrre gioco. Ora la nazionale deve trovare una nuova guida tecnica per gli impegni di marzo contro Maldive e Guam e probabilmente la federazione punterà su Li Tie, attualmente tecnico del Wuhan Zall, questo dicembre guiderà una rappresentativa B nell’East Asian Championship in Corea del Sud.

La situazione nel girone non è comunque compromessa: la Cina attualmente è seconda con 7 punti a parimerito con le Filippine (vincenti per 2-1 con le Maldive) e vincendo le prossime tre gare potrà essere quasi sicura di rientrare nel gruppo delle migliori quattro seconde.

Disastro iran, l’Iraq festeggia al 92′

Anche se ora i rapporti fra i due paesi sono pacifici, otto anno di guerra non hanno alleviato totalmente le tensioni e la sfida calcistica fra Iraq ed Iran assume sempre un sapore speciale. Entrambi i paesi stanno attraversando un momento storico molto difficile: l’Iran si ritrova a fronteggiare le ostilità dei paesi sunniti nell’area del Golfo e le minacce degli Stati uniti sul piede di guerra. D’altra parte l’Iraq, reduce dal conflitto con lo stato islamico, si ritrova nel bel mezzo di una rivolta popolare contro la corruzione del governo che lo scorso ottobre ha causato ben 300 morti.

La partita, che si doveva svolgere in casa dell’iraq, è stata spostata in campo neutro in Oman ed ha visto la selezione allenata dallo sloveno Katenec vincere per 2-1 al 92′ con rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Alaa Abbas, attaccante militante in Qatar. A segno anche il giovanissimo Ali Mohanad, giovanissimo classe 2000 già un punto fermo della nazionale irachena, attualmente milita in Qatar all’Al Duhail e si pone come il prossimo grande fenomeno del calcio asiatico.

https://twitter.com/iraq_football_/status/1195008157677969408

Migliaia di tifosi si sono radunati nelle strade di Baghdad per festeggiare la vittoria di fronte ai maxi schermi, ma per un Iraq in festa, vi è un Iran in grande crisi di risultati. Seconda sconfitta consecutiva per la nazionale allenata da Mark Wilmots, terza nel girone a due lunghezze dal Bahrain secondo, reduce dal pari con Hong Kong. L’Iraq invece, guarda tutti dall’alto con 10 punti, ben proiettato verso l’accesso al terzo turno.

Proteste ad Hong Kong

Il clima sociale non è assolutamente sereno nemmeno ad Hong Kong, dove da mesi la popolazione sta protestando contro le ingerenze del governo di Pechino e gli abusi della polizia. Recentemente un giovane è stato ucciso da un poliziotto che gli ha sparato un colpo in pieno petto a bruciapelo. La situazione ha portato ad una escalation di violenze, con un manifestante pro Pechino che è stato dato a fuoco dai rivoltosi. Da questa situazione di grandissima tensione non si vede una via d’uscita e nelle strade di Hong Kong si leggono messaggi come ‘Is this 4th June 1989?’ ricordando la strage di Piazza Tienanmen.

Ad Hong Kong si è comunque giocato la partita valida per le qualificazioni asiatiche contro il Bahrain, conclusa sul punteggio di 0-0 e con poche emozioni. Il focus dell’evento sono stati gli anni, con il pubblico locale sugli spalti che ha applaudito l’inno degli avversari mentre ha ricoperto di fischi quello cinese.

Il Vietnam può sognare in grande

La realtà maggiormente interessante ed in rapida crescita è quella del Vietnam. La selezione del sudest asiatico viene da un momento storico magico, con la vittoria nella AFF Suzuki Cup ed il raggiungimento dei quarti di finale nell’ultima Coppa d’Asia. Il Vietnam ora si ritrova in testa al proprio girone e guarda con ottimismo ad uno storico passaggio del turno per poter sognare l’accesso a Qatar 2022, una missione difficile, ma non impossibile per questo fantastico gruppo.

https://twitter.com/soccervietnam/status/1195175436361203712

Nella giornata di ieri il Vietnam ha vinto per 1-0 contro gli Emirati Arabi Uniti grazie alla rete di Nguyen Tienh Lin, attaccante di 22 anni in forza al club vietnamita del Becamex, uno dei tanti talenti valorizzati dall’incredibile lavoro del tecnico coreano Hang Seo park, che sta guidando questo paese verso risultati inaspettati fino a qualche anno fa.

E’ crisi invece per la squadra araba, reduce dalla seconda sconfitta consecutiva dopo quella con la Thailandia, si ritrova al terzo posto nel girone con soli 6 punti, a parimerito con la Malesia. Proprio la Malesia si rimette in gioco per il secondo posto avendo vinto una grande partita in rimonta per 2-1 con la Thailandia con le reti dei naturalizzati, l’australiano Brendan e del gambiano Mohamadou Sumareh, il quale aveva guidato anche la rimonta nel primo turno contro l’Indonesia.

L’Arabia Saudita la spunta all’ultimo

Una rimonta ben più epica è stata quella dell’Arabia Saudita, che si prende la testa del gruppo D battendo in trasferta per 2-3 l’Uzbekistan con due reti segnate negli ultimi cinque minuti. A consegnare la vittoria alla squadra allenata da Hervè Renard sono due calciatori dell’Al Hilal, Salman Al Faraj e il driblomane Salem Al Dawsari.

https://twitter.com/FotMob/status/1194978186435710977

Proprio l’Al Hilal è il club che si sta giocando la finale di Champions Asiatica contro i giapponesi dell’Urawa Red Diamonds. Il match di andata disputatosi in Arabia Saudita si è concluso sul punteggio di 1-0 per la squadra di casa ed ora si attende il prossimo weekend il ritorno nell’inferno di Saitama.

Sempre nel gruppo D, lo Yemen, altro stato in condizioni critiche a causa di una logorante guerra civile, compie l’ennesimo miracolo battendo per 1-0 la Palestina e portandosi a solo un punto dal secondo posto occupato dall’Uzbekistan.

Turkmenistan e Corea del Nord è un derby?

Questo tweet dice che il match fra Turkmenistan e Nord Corea è un derby fra i due paesi dittatoriali con meno libertà di stampa. Se perlomeno abbiamo una idea di quella che è la situazione nella Corea socialista, il Turkmenistan rimane un paese avvolto nel mistero. La captale, Ashgabat, è stata definita da un report di wildjunket.com come un incrocio fra Las Vegas e Pyongyang: da una parte, Ashgabat, come la celebre città americana, è stata costruita nel deserto e di notte è uno spettacolo di luci, amplificato dagli innumerevoli edifici in marmo bianco e dai monumenti mastodontici. L’altra faccia della medaglia di Ashgabat è quella di strade quasi sempre vuote e di uno stile sovietico degli edifici. Il Turkmenistan è una dittatura ed è uno dei paesi più chiusi del mondo, con l’esigua cifra di soli 7.000 turisti all’anno a causa delle complicatissime procedure per ottenere un visto.

Se vi dovesse capitare di andare in Turkmenistan dovrete assolutamente vedere la scultura del Ruhnama: si tratta del libro sacro scritto da Niyazov, presidente del paese dal 1990 al 2006, il quale combina guida morale, autobiografia e revisione storica. Il libro, una sorta di bibbia, è stato raffigurato da una enorme statua ad Ashgabat. Si esatto, una statua immensa a forma di libro.

Il match con la Corea del Nord ha visto il Turkmenistan trionfare nettamente per 3-1 rendendo così il gruppo H molto affascinante, con la Corea del Sud a quota 8, seguita da Libano e Nord Corea a 7 e Turkmenistan a 6.

I migliori e i peggiori

https://twitter.com/jfa_samuraiblue/status/1194965216586420224

Oltre alla già citata Siria, anche Giappone Australia sono a punteggio pieno in questo girone d’andata. I Blue Samurai, che hanno inaugurato la nuova controversa maglia nazionale targata Adidas, stile mimetico, ha battuto in trasferta per 0-2 il Kirghizistan con le reti del centrocampista del RB Salisburgo Minamino e di Haraguchi. L’Australia invece si prende la rivincita sulla Giordania dopo la sconfitta nella fase a gironi in Coppa D’Asia, battendo in trasferta la compagine araba con rete di Adam Taggart.

https://twitter.com/DatosSele/status/1195104613231480833

Sono invece cinque le squadre a quota zero punti: Guam, Taiwan, Cambogia, Indonesia e Sri Lanka. Quelle che hanno subito più gol, ben 20, sono state Cambogia e Taiwan. La selezione allenata da Honda la ricordiamo per essere stata travolta 14-0 in iran alla terza giornata, mentre Taiwan nella giornata di ieri è stata umiliata per 9-0 dal Kuwait.

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