I risultati ottenuti nel mese scorso lasciavano ben sperare alla Thailandia di Akira Nishino che si era messa nelle condizioni giuste per superare la seconda fase. In particolare la vittoria sugli Emirati Arabi Uniti per 2-1 (reti di Teerasil Dangda e del giovane Panya) aveva acceso gli entusiasmi, con i Changsuek in crescita. Ma si sa, quando non tieni i piedi ben piantati a terra la caduta può far molto male. 

Ed è proprio quello che ha provato la selezione thailandese nelle ultime due giornate di queste qualificazioni al prossimo Mondiale. Nella giornata di giovedì è arrivata a sorpresa la sconfitta per 2-1 sul campo della Malesia, per di più in rimonta. Pur riconoscendo la crescita del calcio malese che vede nel giovane talento Safawi Rasid la speranza di un futuro radioso la sconfitta è inconcepibile per una nazionale che vuole fare il salto di qualità. 

La Football Association of Thailand (FAT) scegliendo Nishino si aspettava di poter compiere finalmente il grande passo, ma la sconfitta contro la Malesia ha rappresentato almeno due passi indietro rispetto a quanto mostrato nelle precedenti partite. Conscia di questo, la Thailandia è andata nel panico e lo si è visto chiaramente nel match di martedì contro il Vietnam. 

La selezione vietnamita è partita fortissimo, volendo approfittare della situazione psicologica favorevole e quasi la Thailandia non regala il vantaggio con una rimessa laterale battuta come peggio non poteva e con Thamsatchanan che in uscita ha evitato maggiori problemi. Nonostante le sue iniziali paure, la Thailandia ha la possibilità di cambiare la partita grazie all’arbitro omanita Ahmed che assegna un rigore generoso al 28’ per una trattenuta lieve su Bihr. 

Dal dischetto si presenta Theerathon Bunmathan, terzino in forza allo Yokohama F. Marinos ma di proprietà del Muangthong, che si fa respingere il penalty da Dang Van Lam, bravo ad 

allontanare il pallone con il piede. La Thailandia rischia subito di pagare a caro prezzo il rigore fallito con il Vietnam che trova il vantaggio da calcio d’angolo, ma la rete viene annullata per carica di Doan Van Hau su Thamsatchanan. 

La partita non vive di altre grandi emozioni, con il gioco molto spezzettato a causa dei tanti falli della selezione vietnamita. Solo nel finale la Thailandia ha almeno altre due palle gol, di cui una clamorosa con Chanathip a tu per tu con Dang Van Lam si fa respingere la conclusione, con Supachok prima e Kesarat poi che non riescono a ribattere l pallone in porta. 

Alla fine la partita termina 0-0 ed un è punto d’oro per il Vietnam che si consolida in testa al gruppo G e conferma la propria crescita. Completamente l’opposto la Thailandia che viene superata da una sorprendente Malesia, vittoriosa 2-0 sull’Indonesia. Da possibile, la qualificazione alla prossima fase per la selezione thailandese si è fatta molto difficile, considerati i risultati dagli altri gruppi. 

Per la Thailandia non andare alla terza fase sarebbe una vera e propria catastrofe ed un colpo durissimo alle proprie ambizioni. A pagare le conseguenze potrebbe essere Akira Nishino, arrivato tra l’entusiasmo generale dopo quanto fatto vedere ai Mondiali di Russia con il Giappone dove ha quasi fatto fuori il Belgio. Il tecnico nipponico ha avuto il merito di lanciare giovani interessanti come Ekanit Panya del Chiagrai, ma a livello di gioco sta iniziando a mancare qualcosa. 

A Marzo, la Thailandia affronterà l’Indonesia al Rajamangala Stadium e dovrà sperare che gli Emirati Arabi Uniti, altra nazionale in difficoltà, battano la Malesia per tornare in seconda posizione. Poi a Giugno ci sarà lo scontro diretto negli Emirati contro la nazionale di Bert Van Maarwijk e a chiudere lo scontro interno contro la Malesia. Inutile dire che in queste ultime tre partite la selezione thailandese è chiamata non solo a vincere, ma anche a convincere.

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