Nella sezione ‘La parola agli Esperti’, nella rubrica #RoadtoUAE2019, abbiamo intervistato Marco Bagozzi, massima autorità in fatto di calcio nordcoreano, fondatore della pagina facebook Chollima Football Fans e autore di vari libri quali ‘Storia del calcio cinese. Dalle origini ai giorni nostri’ e ‘Patria, popolo e medaglie. Lo sport nella RPD Corea tra politica, storia e Juché’. Assieme a Marco abbiamo parlato del momento non propriamente ottimale della selezione nordcoreana e del giovane Han Kwang Soong.

Cosa aspettarsi dalla Corea del Nord? Recentemente i risultati non sono stati incoraggianti, pesa in particolar modo l’eliminazione dalla EAFF. Il girone si presenta come un’impresa. Quante possibilità ha la Nord Corea di accedere agli ottavi di finale?

L’obiettivo dichiarato è superare il primo turno e giocarsi successivamente le proprie carte gara per gara. Ma la situazione non è delle più rosee: dopo la scadenza del contratto di Jørn Andersen il progetto di crescita pare essere ripartito da zero. Il nuovo CT Kim Yong-Jun è molto giovane e le prime gare non hanno lasciato intravedere nulla di buono, dalla brutta sconfitta in Uzbekistan al mancato passaggio del turno nell’EAFF E-1 Championship in favore di Hong Kong. A parziale difesa possiamo dire che il nuovo CT non ha ancora potuto utilizzare i “legionari” (Pak Kwang-Ryong del St. Pölten, Han Kwang-Song del Perugia e Ri Yon-Jick del Tokyo Verdy) che hanno un peso specifico non da di poco conto nella formazione titolare. Inoltre, ed è aspetto da non sottovalutare, i nordcoreani sono inseriti in un girone con tre squadre arabe (Arabia Saudita, Libano e Qatar) in un torneo che si gioca in un paese arabo (UAE): se non altro da un punto di vista ambientale le difficoltà saranno tutte dalla parte degli estremo orientali.

Han Kwang Song: cosa aspettarsi dal talento del Perugia? Aveva iniziato la scorsa stagione nel migliore dei modi per poi sparire dai radar. Può essere l’Asian Cup l’occasione giusta per rilanciarsi? Quali altri talenti nordcoreani dovremmo tenere d’occhio?

Han Kwang-Song arriverà alla manifestazione dopo una stagione difficile: se il 2017 era stato sfavillante, il 2018 è stato un anno a dir poco travagliato per il talento di Pyongyang. Una serie di infortuni in serie (nulla di recidivo, se non altro) hanno bloccato lo sviluppo dell’attaccante, ed è indubbio che l’assestamento tra i professionisti dipenderà molto anche da come Han riuscirà ad imparare a gestire il suo fisico nell’arco della stagione. Poi il talento non manca ed un posticino nella nostra massima serie riuscirà a trovarlo. È indubbio però che una buona Coppa d’Asia potrà essere un trampolino non da poco per la sua carriera. Se devo buttare giù un altro nome tra i più giovani mi piace molto il terzino Kim Chol-Bom, ventunenne del 25 Aprile (la più titolata fra le squadre nordcoreane), un trottolino infaticabile di grande prospettiva. Ma gran parte del torneo passerà per i piedi di Jong Il-Gwan che a 25 anni, dopo aver fallito l’ambientamento nella scorsa stagione in Svizzera (al Luzern e al Wil), si giocherà le sue carte per provare a trovare un nuovo ingaggio all’estero. A soli 25 anni sarà il capitano della nazionale, è già il miglior marcatore degli ultimi tre decenni dei Chollima e vanta nel palmares un titolo di Miglior Giovane d’Asia vinto nel 2011.

La Nord Corea è inserita nel gruppo E con Qatar, Libano ed Arabia Saudita: l’esordio contro quest’ultimi il 9 gennaio