Dopo ben sette anni è finita la dinastia del Guangzhou Evergrande: nel 2018 a vincere la Chinese Super League dopo il dominion incontrastato delle Tigri del Canton, è lo Shanghai Sipg della stella cinese Wu Lei e dei brasiliani Oscar e Hulk.

I due sudamericani rappresentano i due giocatori più costosi nella storia del campionato cinese (e del calcio asiatico in generale) prelvati da Chelsea e Zenit rispettivamente per 60 e 55 milioni di euro. Eppure, non si deve fare l’errore di considerare le Red Eagles campioni di Cina come il prodotto di un calcio con nuovi club foraggiati da ricchissime proprietà (come nei casi di Hebei e Quanjian): la storia dello Shanghai Sipg è di fatto quella di Wu Lei e la strada che ha condotto al successo parte da molto lontano.

Sipg sta per Shanghai International Port Group, ovvero l’autorità portuale della municipalità di Shanghai, che appartiene per il 51% al governo locale. L’acquisizione è avvenuta alla fine della stagione 2014, ponendo le Red Eagles in una nuova e vigorosa condizione economica che negli ultimi anni ha portato celebri allenatori come Sven Goran Eriksson e Villas Boas, e profili stranieri di una certa rinomanza, come i veterani della CSL, Dariò Conca ed Elkeson, passando per l’ex capitano della nazionale ghanese Asamoah Gyan, fino ai più recenti Oscar  e Hulk.

Il nome originale del club campione di Cina era quello di Shanghai Dongya, che partecipò al campionato di terza divisione per la prima volta nel 2005. Il progetto era nato cinque anni prima per volere di Xu Genbao, storico allenatore della Nazionale Olimpica e del Dalian Shide (in tempi recenti è stato proprietario in Spagna del Lorca Fc), che creò un club partendo dal settore giovanile, una mossa nettamente in controtrendenza rispetto ad un calcio, quello cinese, che si focalizza solamente sulla prima squadra, trascurando lo sviluppo delle serie inferiori.

Nel 2005 lo Shanghai Dongya si presentava ai nastri di partenza con una squadra composta prevalentemente da 17enni e 18enni. Fra questi vi era anche Wu Lei, che quell’anno fece il suo esordio da professionista a soli 14 anni. Dopo tredici anni passati con la stessa maglia ed oltre 100 gol segnati in Chinese Super League (unico giocatore a infrangere questo record), Wu Lei festeggia finalmente il suo primo scudetto ed il titolo di capocannoniere, con NN reti segnate. Era dal 2006 e 2007 che un cinese non vinceva il titolo di capocanniniere, in quegli anni fu Li Jinyu dello Shandong Luneng a dettare legge.

Wu Lei è soltanto uno dei tanti prodotti dell’academy di Xu Genbao, che ha dato i genitali alla colonna portante di questo storico titolo, come il centrocampista Cai Huikang, i difensori Fu Huan e Wang Shenchao, il portiere Yan Junlin e l’esterno offensivo Lu Wenjun. La storia dello Shanghai Sipg è anche la loro storia. Dal grande lavoro svolto nel passato da Xu Genbao sono emersi anche altri importanti giocatori cinesi che hanno vestito la maglia della nazionale quali il portiere Gu Chao (Jiangsu Suning), l’esterno Cao Yunding (Shanghai Shenhua), e sopratutto il terzino del Guangzhou Evergrande, Zhang Linpeng.

L’impegno nel settore giovanile per lo Shanghai Sipg continua imperterrito: le Red Eagles hanno recentemente vinto il campionato nazionale U19 e la società, grazie al progetto Infinite Future vanta oltre 30 academy e centri di reclutamento su tutto il suolo cinese, grazie al grande lavoro svolto in cooperazione con società come l’Amburgo e i belgi del Royal Antwerps, ma sopratutto l’esperienza del direttore sportivo danese Mads Davidsen, che lascerà il club al termine della stagione.

Non solo grandi capitali investiti per rafforzare la squadra con stelle straniere, ma anche un progetto a lungo termine, che dall’academy di Xu Genbao, al Porto di Shanghai, ha portato al primo storico titolo nazionale nella storia delle Red Eagles.

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