A meno di un mese dall’inizio della XII edizione della Coppa d’Asia negli Emirati Arabi Uniti, ripercorriamo la storia della manifestazione per la nostra rubrica Coppe D’Oriente. In questo secondo episodio andiamo negli anni ’70 e ’80, con il dominio del calcio arabo targato Iran, Arabia Saudita e Kuwait.

(1972-1976) L’IRAN SUL TRONO D’ASIA

Finale 1972: Iran-Sud Corea 2-1 dts (48′ Jabbari, 108′ Kalani \ 65′ Park Lee Chun)

Finale 1976: Ira-Kuwait 1-0 (72′ Parvin)

L’edizione del 1972 è la prima a proporre un formato con una finale secca dopo la fase a gironi. La manifestazione, che si doveva disputare per la seconda volta nella storia in Israele, per motivi bellici venne riprogrammata nel sudest asiatico, in Thailandia. Fece il suo ritorno nella manifestazione la Sud Corea, mentre esordirono i padroni di casa, oltre ad Iraq, Khmer Republic (Cambogia) e Kuwait. Le squadre furono suddivise in due gruppi da tre con le prime due che avanzavano in semifinale.

I campioni in carica dell’Iran esordirono con un netto 3-0 all’Iraq, con hat trick di Kalani (attaccante del Persepolis), mentre nella seconda partita del girone, rischiarono una figuraccia, rimontando contro la Thailandia negli ultimi 10′, da 0-2 a 3-2, questa volta con tre reti di Ali Jabbari, punta dell’Esteghlal. Dopo la sofferta vittoria in semifinale con la Khmer Republic (con rete di Parviz, eroe nella partita decisiva con Israele di quattro anni prima), Kalani e Jabbari firmano la vittoria in finale per 2-1 contro la Corea del Sud dopo i tempi supplementari.

L’Iran si riconferma campione d’Asia e quattro anni dopo, nel 1976, la manifestazione si disputa nuovamente in Iran (sempre con la stessa formula a sei squadre) e per la prima volta in assoluto, vede la partecipazione della Cina. La nazionale del dragone, guidata dal leggendario allenatore Nian Weisi, raggiunse le semifinali (dopo una fase a gironi passata per il rotto della cuffia con una sconfitta e un pareggio) per ritrovarsi al cospetto dell’Iran.

A Tehran la sfida fra Iran e Cina si prolunga incredibilmente ai tempi supplementari dopo lo 0-0 dei 90′, ma alla fine sono i padroni di casa ad avere la meglio (2-0) grazie ai gol di  Korshidi e Rowshan. La finale vede l’Iran affrontare il Kuwait all’Azadi Stadium di fronte a 112.000 spettatori, un vero e proprio record ancora infranto per qualsiasi finale nella storia della manifestazione. Partita tesa e contratta risolta da Ali Parvin, figura di assoluto rilievo del calcio iraniano e per il Persepolis, con cui giocò per 18 anni, per poi diventarne allenatore e addirittura presidente.

L’Iran si poneva in assoluto come la compagine più forte d’Asia con tre titoli continentali consecutivi, e nel 1978 partecipò al primo Mondiale in Argentina, dove però non andò oltre alla fase a gironi, pareggiando con la Scozia (1-1) e perdendo nettamente con Olanda (3-0) e Perù (4-1). Quello casalingo sarebbe stato l’ultimo successo per il Team Melli in Coppa d’Asia, che conobbe un periodo storico di flessione dopo lo scoppio della rivoluzione e l’inizio delle ostilità con l’Iraq. Come nel caso di Israele qualche anno prima, questioni geopolitiche causarono la fine di una dinastia nel calcio asiatico.

(1980) LA PRIMA ED UNICA VOLTA DEL KUWAIT

Finale: Kuwait-Corea del Sud 3-0 (8′ Al Haouti, 34′, 69′ Al Dakhil)

La Coppa d’Asia rimane ad ovest anche nel 1980, sia per quanto riguarda l’organizzazione che la squadra vincitrice, che come quattro anni fa combaciano: si tratta del Kuwait. La manifestazione si allarga ulteriormente a 10 squadre, sempre suddivise in due gironi (da cinque squadre), a cui seguono poi le semifinali. Anche in questo caso il ricambio delle squadre partecipanti è notevole: fa il suo ritorno la Corea del Sud, mentre esordiscono Bangladesh, Corea del Nord, Qatar, Siria e UAE. Parteciperà alla manifestazione anche la Cina, senza però andare oltre alla fase a gironi.

Il piccolo stato del Kuwait ai tempi era una vera e propria potenza in Asia, tanto che due anni più tardi avrebbe partecipato ai Mondiali in Spagna. La Blue Wave, fece il suo esordio con uno scialbo pareggio con gli Emirati Arabi Uniti per poi ottenere vittorie convincenti contro Malesia (3-1) e Qatar (4-0), per poi perdere per 3-0 contro la Sud Corea, ottenendo comunque un secondo posto e l’accesso alle semifinali.

La semifinale si poneva come la rivincita dell’atto finale di quattro anni prima: il Kuwait riuscì a spezzare l’egemonia iraniana nel continente asiatico vincendo per 2-1 con le reti di Yacoub e dell’attaccante Al Dakhil. Quest’ultimo è una vera e propria leggenda del calcio arabo, famoso anche per il gol alla Cecoslovacchia due anni più tardi. La finale riproponeva la sfida alla fase a gironi fra Kuwait e Sud Corea, se nove giorni prima i già due volti campioni d’Asia avevano travolto gli avversari per 3-0, questa volta sono gli arabi ad imporsi, con lo stesso risultato, con doppietta di Al Dakhil. La Sud Corea perdeva la sua seconda finale e la Coppa, rimaneva ad ovest.

(1984-1988) INIZIA L’ERA DELL’ARABIA SAUDITA

Finale 1984: Arabia Saudita-Cina 2-0 (10′ Al Nafisah, 46′ Abdullah)

Finale 1988: Arabia Saudita-Corea del Sud 0-0 (4-3 dcr)

Per la seconda volta, nel 1984 la Coppa d’Asia giunge nel sudest asiatico, nella fattispecie a Singapore. Venti anni dopo fa la sua ricomparsa l’India, mentre l’unica debuttante è l’Arabia Saudita, che dopo decenni dalla fondazione della Federazione Calcistica, partecipa a tornei internazionali. L’Arabia Saudita aveva iniziato a partecipare agli Asian Games solo nel 1978, per conquistarsi un’onorevole terzo posto nell’82.

Squadra solida e poco spettacolare, l’Arabia Saudita vince la gara d’esordio al 90’ battendo la Sud Corea con rete di Mejed Abdullah, ma la qualificazione giunge solo alla quarta e ultima giornata, con il successo per 1-0, sui campioni in carica del Kuwait (rete di Al Jam’an). In semifinale le Aquile d’Arabia si ritrovano ad affrontare l’Iran, con i persiani pronti a riprendersi il trono d’Asia, ma un autogol all’88’ compromette i piani del team Melli e la sfida si prolunga ai calci di rigore dove l’Arabia Saudita ha la meglio.

L’Arabia Saudita giunge in finale alla sua prima partecipazione dove ha la meglio sulla Cina (che in semifinale aveva battuto il Kuwait). La partita è però senza storia, le Aquile prevalgono per 2-0 con le reti di Al Nafisah e Majed Abdullah, conquistando il primo titolo della loro storia.

L’Arabia Saudita riuscirà a difendere il trono d’Asia quattro anno più tardi (1988), nell’edizione qatariota della Coppa: dopo aver battuto nuovamente l’iran in semifinale (con rete di Abdullah), le Aquile prevalgono ai calci di rigore contro la Sud Corea, che perde così la sua terza finale. Assoluto protagonista del doppio trionfo saudita fu l’attaccante Majed Abdullah, con gol pesantissimi nelle partite più importanti, è ancora oggi il top scorer della propria nazionale con 71 gol in 116 presenze.

Per sette edizioni consecutive ed un totale di 28 anni, la Coppa è stata vinta da squadre dell’ovest asiatico. Nel 1988 in Qatar fece il suo debutto assoluto il Giappone, che in quell’edizione concluse il proprio cammino alla fase a gironi con tre sconfitte e un pareggio (0-0 all’esordio con l’Iran), senza però segnare alcun gol. Quattro anni più tardi il paese del Sol Levante si sarebbe erto come campione d’Asia.