Ultima puntata della storia della Coppa d’Asia per la rubrica Coppe d’Oriente nel nostro percorso di avvicinamento a UAE2019. Ripercorriamo le manifestazioni del nuovo millennio, con il Giappone che diventa la squadra più titolata d’Asia con Zaccheroni e i primi successi di Iraq e Australia

2004: IL GIAPPONE FA PIANGERE LA CINA

Finale: Giappone-Cina 3-1 (22′ Fukunishi, 65′ Nakata, 91′ Tamada \ 32′ Li Ming)

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L’atto più rilevante del calcio asiatico nel nuovo millennio, è il Mondiale del 2002 svoltosi in Corea del Sud e Giappone, che fra le altre cose vide anche la partecipazione della Cina. Se il Team Dragon e l’Arabia Saudita subirono l’eliminazione ai gironi, le nazionali padroni di casa ottennero i migliori risultati nella loro storia: i nipponici raggiunsero gli ottavi di finale, per poi essere battuti dalla Turchia, mentre i coreani, con qualche aiuto di troppo (vedi Moreno), eliminarono Italia e Spagna, per poi arrendersi alla Germania solo in semifinale, diventando così la prima e finora unica, squadra asiatica ad aver raggiunto questo traguardo.

Il calcio asiatico entrò in una nuova dimensione e l’edizione del 2004, disputata in Cina, si espanse a 16 squadre, con quattro gironi e fase eliminatoria (quarti di finale). Come nel 2000 erano presenti in numero sempre maggiore giocatori dall’Europa: il coreano Park Ji Sung era approdato al PSV Eindoven, la Cina portava il difensore Sun Jihai (Manchester City) e il centrocampista Shao Jiaiyi (Monaco 1860), mentre il Giappone, allenato da Zico, aveva portato Nakamura dalla Reggina, mentre aveva lasciato a casa Nakata.

L’edizione del 2004 vide, oltre alla finale fra Cina e Giappone, un furioso scontro politico fra i due paesi. I tifosi cinesi utilizzavano il calcio come pretesto per ricordare alla nazionale nipponica gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, di cui si era resa criminale, e sugli spalti apparivano striscioni con su scritto: ‘Chiedete scusa ai popoli dell’Asia’. La Coppa d’Asia in casa aveva riscattato il sentimento nazionalista della Cina, causando anche diversi disordini d’ordine pubblico, con alcuni scontri fra tifoserie fuori dal Worker’s Stadium, il giorno della finale, in uno stadio blindato dalle forze di polizia.

La Cina, allenata da Arie Hann, che aveva preso il posto di Bora Milutinovic dopo il Mondiale, per la terza volta in altrettanti scontri in Coppa d’Asia si arrese al Giappone sul punteggio di 3-1 di fronte a 62.000 spettatori. Nakamura fu eletto MVP del torneo e il Giappone, al pari di Iran e Arabia Saudita, divenne la squadra più titolata della competizione con tre titoli

2007: L’INCREDIBILE IMPRESA DELL’IRAQ

Finale: Iraq-Arabia Saudita 1-0 (72′ Mamhoud)

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L’edizione del 2007 (che si tenne tre anni dopo quella cinese) segnò molte novità: è stata la prima manifestazione ad essere ospitata da più di una nazione, ben quattro in questo caso, i paesi più importanti del sudest asiatico, ovvero Thailandia, Vietnam, Indonesia e Malesia. Inoltre, per la prima volta, l’Australia fece il suo ingresso nella manifestazione essendosi trasferita dalla Confederazione oceanica a quella asiatica. Infine… a rendere questa manifestazione ancora più particolare è il nome della squadra vincitrice, assolutamente inaspettata ad inizio competizione: l’Iraq.

La nazionale allenata dal brasiliano Jorvan Vieira (prima d’allora ex ct delle nazionali U20 di Oman, Kuwait e Malesia) annoverava molti giocatori che, militavano in altri campionati asiatici. I giocatori più rappresentativi erano il centrocampista Akram (in forza ai sauditi dell’Al Shabab) e Mulla Mohammed (che militava a Cipro con l’Apollon Limassol), ma sopratutto il capitano Younis Mamhoud, attaccante che sarebbe stato l’eroe della spedizione.

L’Iraq chiuse il girone al primo posto, con una vittoria per 3-1 sull’Australia e due pareggi con Thailandia (1-1) e Oman (0-0). L’abbinamento ai quarti di finale fu abbastanza agevole, con il Vietnam che fu eliminato per 2-0 grazie alla doppietta di Younis Mamhoud. In semifinale l’avversario era la Sud Corea e probabilmente i Tageuk Warriors assaporavano già la finale, ma la nazionale irachena tenne botta per 120 minuti conclusi sul punteggio di 0-0 per poi prevalere ai rigori.

Momento storico: l’Iraq, nonostante la complicatissima situazione interna e la guerra con gli USA è in finale e si ritrova al cospetto dell’Arabia Saudita (che aveva eliminato il Giappone per 3-2). Anche questa volta l’organizzazione di gioco dell’Iraq fa la differenza, la squadra di Vieira riesce a tenere la porta inviolata e al 72′ Younis Momhoud segna la rete più importante nella storia del calcio iracheno.

2011: LA VITTORIA DI ZACCHERONI

Finale: Giappone-Australia 1-0 dts (109′ Tadanari Lee)

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Dopo ventitre anni la Coppa d’Asia torna in Qatar: nel 1988 il Giappone fece la sua prima fugace apparizione nella manifestazione, ma nel 2011, sotto la guida di Alberto Zaccheroni e con le star Keisuke Honda (Cska Mosca), Shinji Kagawa (Borussia Dortmund) e Yuto Nagatomo divenne la squadra più titolata d’Asia conquistando il quarto titolo continentale.

La selezione di Zac partì molto a rilento nella competizione, con il pareggio all’esordio con la Giordania (1-1) e la vittoria all’82’ con la Siria (2-1) con rigore di Honda. Il Giappone sbloccò tutto il suo talento travolgendo per 5-0 l’Arabia Saudita con tripletta di Okazaki (ai tempi al Shimizu Pulse) e la doppietta di Maeda. Ai quarti di finale i Blue Samurai superarono in rimonta per 3-2 il Qatar grazie alla doppietta di Shinji Kagawa.

La semifinale contro la Sud Corea di Park Ji Sung (Manchester United) fu una partita esaltante, vinta ai calci di rigore dopo il 2-2 nei centoventi minuti. Il Giappone era a un passo dalla finale, ma al 120′ giunse il pareggio di Hwang Jae che prolungò ulteriormente la sfida. In finale lo scontro inedito con l’Australia di Tim Cahill, ai tempi stella dell’Everton: i Socceroos avevano impressionato l’Asia battendo in semifinale per 6-0 l’Uzbekistan. La partita si prolungò ai supplementari dopo lo zero pari dei tempi regolamentari e a risolvere la partita fu Tadanari Lee, ai tempi al Sanfrecce Hiroshima, grazie all’assist di Yuto Nagatomo.

Il Giappone si confermava come la più grande potenza del continente, per la prima volta un italiano, Alberto Zaccheroni, saliva sul podio più alto d’Asia, mentre Keisuke Honda conquistava il titolo di MVP proiettandosi su una dimensione internazionale che di li a pochi anni l’avrebbe portato al Milan.

2015: LA PRIMA VOLTA DELL’AUSTRALIA

Finale: Australia-Corea del Sud 2-1 dts (45′ Luongo, 105′ Troisi\ 91′ Son Huang Min)

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La Coppa d’Asia esce dal continente ed arriva per la prima volta in Australia: per il team allenato da Ange Postecoglou vi sono grandi aspettative dopo la finale di quattro anni fa e i due fari della nazionale sono il bomber Tim Cahill, ai tempi 35enne ancora in forma smagliante, in forza al New York Red Bull, ed il capitano Jedinak, mente della squadra e centrocampista del Crystal Palace in Premier League.

Per i Socceroos, il girone è una pura formalità con le vittorie senza patemi nei primi due turni con le vittorie più che nette su Kuwait (4-1) e Oman (4-0) per poi essere sconfitti (1-0) dalla Sud Corea allenata dall’ex Real Madrid Uli Stielike e di un’emergente Son Hueng Min, che si stava imponendo in Europa con la maglia del Leverkusen. La particolarità della fase a gironi, è che tutti e quattro i raggruppamenti finirono con i punteggi di 9-6-3-0: in tutte e 24 le partite non ci furono pareggi.

Ai quarti di finale Tim Cahill stese la Cina con una doppietta, con una netta dimostrazione di forza da parte dei Socceroos. A sorpresa il Giappone di Honda e Kagawa uscì dalla manifestazione perdendo ai rigori contri gli Emirati Arabi Uniti di un giovane Omar Abdulrahman e del cannoniere Ali Mabkhout. A sorpresa anche l’Iran uscì ai quarti di finale, battuto dall’Iraq, sempre ai calci di rigore, dopo uno spettacolare 3-3 con l’eroe del 2007, Younis Mamhoud, ancora a segno.

Le semifinali furono a senso unico: l’Australia sconfisse per 2-0 gli Emirati Arabi Uniti (a segno Trent Sainsbury, oggi difensore del PSV Eindhoven), mentre la Sud Corea prevalse sull’Iraq con lo stesso punteggio. Si riproponeva la stessa gara della fase a gironi: l’Australia era vicinissima a festeggiare il titolo nei novanta minuti grazie alla rete del centrocampista Massimo Luongo, ma al 91′ fu Son Hueng Min a trovare il pari. Ai supplementari fu l’ex Atalanta Troisi a risolvere la partita, approfittando di un madornale errore della difesa. L’Australia saliva così sul trono d’Asia per la prima volta nella sua storia

#RoadtoUAE2019

Manca pochissimo alla prossima edizione della Coppa d’Asia: negli Emirati Arabi Uniti la manifestazione verrà espansa a 24 squadre e nazioni di tutto il continente si daranno battaglia per l’evento dell’anno in Asia. Le favorite per il titolo sono le big 4, Giappone, Sud Corea, Iran e Australia… ma nel corso della storia questo torneo ci ha presentato tantissime storie e le sorprese, così come i nuovi talenti del calcio mondiale, sono tutti da scoprire.