Il Bologna è stata, senza dubbio, una delle squadre di Serie A più attive nella sessione estiva di Calciomercato. A Casteldebole sono arrivati tanti giocatori giovani, ma di grande qualità e dal futuro luminoso che con Sinisa Mihajlovic possono davvero raggiungere la definitiva maturazione. Basti citare, ad esempio, il talento danese Andreas Skov Olsen, attaccante classe 1999, che ha fatto sognare i tifosi del Nordsjaelland in Danimarca o quello olandese Jerdy Schouten che tanto bene ha fatto in Eredivisie con la maglia dell’Excelsior. La nostra attenzione, però, va tutta sull’unico acquisto asiatico del club: Takehiro Tomiyasu.

Il giapponese, tolto il riscatto di Orsolini per 15 milioni di euro, è stato l’acquisto più costoso
della società felsinea che ha dovuto sborsare circa 9 milioni di euro per convincere il SintTruiden a cederlo. Tomiyasu rappresenta, secondo noi, il vero colpo di mercato per il Bologna che si è assicurato un difensore dal futuro davvero brillante. Conosciamo meglio, dunque, il primogiocatore giapponese della storia della società emiliana.

Takehiro Tomiyasu (冨安 健洋 in giapponese) nasce a Fukuoka, capoluogo dell’omonima prefettura, il 5 novembre del 1998. Nel 2009, quando ha 11 anni, Tomiyasu entra a far parte delle giovanili dell’Avispa Fukuoka ed attira subito l’attenzione dello staff tecnico della squadra giapponese. Al giovane Tomiyasu bastano solamente cinque anni per essere promosso in prima squadra, quando ha solo 16 anni, mostrandosi davvero precoce. Con l’Avispa Fukuoka, Tomiyasu gioca ad alti livelli, sfornando grandi prestazioni e dimostrando di essere un difensore importante. Nel gennaio del 2018, Tomiyasu passa a titolo definitivo al Sint-Truiden per appena 800.000 mila euro, un vero e proprio affare per i belgi che si innamorano da subito del difensore. In appena un anno e mezzo, Tomiyasu
colleziona 41 presenze e mette a segno anche una rete a novembre nel 4-2 contro l’Anderlecht.

Le sue ottime prestazioni gli permettono di arrivare a debuttare a 19 anni con la nazionale giapponese, venendo schierato da titolare dal ct Moriyasu nella sfida contro Panama. Il debutto ufficiale con i Samurai Blue, invece, arriva nella Coppa d’Asia disputata a gennaio negli Emirati Arabi Uniti nella sfida vinta 3-2 contro il Turkmenistan. Tomiyasu gioca tutte le partite della competizione e segna anche un gol negli ottavi di finale contro l’Arabia Saudita, permettendo al Giappone di volare ai quarti di finale. Sfortuntamente la rosa allenata dal ct Moriyasu perderà la finale contro il Qatar per 3-1, ma per Tomiyasu la coppa è stata molto positiva.

Non è una sorpresa che Sabatini si sia innamorato di tale giocatore e che lo abbia voluto con forza. Diversamente da molti giapponesi, Tomiyasu è estremamente alto (1.89m) e ciò lo rende particolarmente pericoloso da palla inattiva. Inoltre, pur essendo un difensore, è dotato di piedi delicatissimi che gli permettono di lanciare in profondità i compagni, creando molti pericoli. In queste prime uscite con il Bologna, pur giocando come terzino destro, ruolo non suo, ha impressionato i tifosi emiliani, contenti di questo acquisto da parte della
società.

 

Se Tomiyasu farà bene lo dirà solo il campo, ma le premesse ci sono tutte. Il difensore ha margini di crescita impressionanti e sotto l’occhio vigile di un allenatore come Mihajlovic può solo continuare a mettere in mostra le sue doti. Il debutto ufficiale in Serie A si avvicina
e il Samurai non vede l’ora di dimostrare di poter giocare ad alti livelli.

 

Articolo a cura di Danilo Servadei, gestore di J-World.